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2.4. Comunicazione e mass-mediaL'articolo 12 della Legge 3 agosto 1999, n. 265 "Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla legge 8 giugno 1990, n. 142", trasferisce al Sindaco le competenze del Prefetto in materia di informazione della popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali. La legislazione in materia di rischio industriale (DPR 175/1988; L. 137/1997 e D.Lgs. 334/99) sancisce l'obbligo per il Sindaco di informazione della popolazione. In particolare per l'art. 22 comma 4 dell'art. 22 del D.Lgs. 334/99, relativo ai rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali, il Comune, dove è localizzato lo stabilimento soggetto a notifica, deve portare tempestivamente a conoscenza della popolazione le informazioni fornite dal gestore dello stabilimento, eventualmente rese maggiormente comprensive. Dette informazioni devono essere inoltre aggiornate dal Sindaco sulla base delle osservazioni formulate in sede di esame del rapporto di sicurezza. La comunicazione alla popolazione sia in periodi di normalità (informazione preventiva), sia in situazioni di emergenza è estremamente importante per sviluppare nella popolazione e nei media la consapevolezza necessaria alla corretta applicazione delle regole e dei comportamenti suggeriti nei piani di emergenza. Il sistema territoriale, inteso come l'insieme dei sistemi naturale - sociale - politico, risulta essere più vulnerabile rispetto ad un determinato evento, quanto più basso è il livello di conoscenza della popolazione riguardo alla fenomenologia dell'evento stesso, al suo modo di manifestarsi e alle azioni necessarie per mitigarne gli effetti. L'informazione della popolazione è uno degli obiettivi principali a cui tendere nell'ambito di una concreta politica di riduzione del rischio. L'informazione non dovrà limitarsi solo alla spiegazione scientifica, che risulta spesso incomprensibile alla maggior parte della popolazione, ma dovrà fornire anche indicazioni precise sui comportamenti da tenere dentro e fuori la propria abitazione, o luogo di lavoro. 2.4.1. Finalità dell'informazioneNel processo di pianificazione si dovrà tener conto degli obiettivi fondamentali dell'attività di informazione, che in linea di massima sono: Ø informare i cittadini sul Sistema di Protezione Civile, riguardo la sua organizzazione e struttura; Ø informare i cittadini riguardo agli eventi e alle situazioni di crisi che possono insistere sul territorio di appartenenza; Ø informare i cittadini sui comportamenti da adottare in caso di emergenza (piani di evacuazione, etc.); la conoscenza dei fenomeni e i comportamenti da seguire e da non seguire in determinate situazioni di rischio servono a radicare nella popolazione una cultura del comportamento che è indispensabile in concomitanza con un evento di crisi; Ø informare e interagire con i media: è importante sviluppare un buon rapporto con la Stampa, sempre e soprattutto in tempo di normalità. Per quanto riguarda l'informazione in normalità è fondamentale che il cittadino delle zone direttamente o indirettamente interessate all'evento conosca preventivamente: Ø le caratteristiche scientifiche essenziali di base del rischio che insiste sul proprio territorio; Ø le disposizioni del Piano d'Emergenza Comunale nell'area in cui risiede; Ø come comportarsi, prima, durante e dopo l'evento; Ø con quale mezzo ed in quale modo verranno diffuse informazioni ed allarmi. Questa attività potrà essere articolata in funzione della disponibilità di risorse economiche, e quindi si dovrà considerare l'opportunità di sviluppare e diffondere la conoscenza attraverso: Ø programmi formativi scolastici; Ø pubblicazioni specifiche per il territorio di appartenenza; Ø articoli e spot informativi organizzati in collaborazione con i media locali. Per la più importante e delicata fase dell'informazione in emergenza, si dovrà porre la massima attenzione sulle modalità di diramazione e sui contenuti dei messaggi. Questi dovranno chiarire principalmente: Ø la fase in corso (preallarme, allarme, emergenza); Ø la spiegazione di cosa è successo, dove, quando e quali potrebbero essere gli sviluppi; Ø le strutture operative di soccorso impiegate e cosa stanno facendo; Ø i comportamenti di autoprotezione per la popolazione. Il contenuto dei messaggi dovrà essere chiaro, sintetico, preciso, essenziale; le informazioni dovranno essere diffuse tempestivamente e ad intervalli regolari. Sarà bene comunicare sempre al fine di limitare il più possibile il panico nella popolazione che non deve sentirsi abbandonata e ricavare invece che si sta organizzando il primo soccorso e la messa in sicurezza delle persone colpite. Ø Il Piano di Emergenza Comunale dovrà prevedere con quali sistemi e mezzi diramare le informazioni alla popolazione, per esempio: Ø messaggi audio (megafono, sirene, campane, telefono, etc.); Ø volantini e/o manifesti; Ø messaggi radiofonici e/o televisivi. Il contenuto dei messaggi dovrà essere chiaro, sintetico, preciso, essenziale; le informazioni dovranno essere diffuse tempestivamente, a intervalli regolari e con continuità. Il Piano di Emergenza Provinciale dovrà comunque prevedere con quale mezzo ed in quale modo verranno diffuse le informazioni e gli allarmi: l'esperienza insegna che nella fase di soccorso tutto si complica a causa dell'elevato stress cui tutte le forze operative sono sottoposte. L'informazione alla popolazione in emergenza dovrà essere preventivamente organizzata nell'ambito del Piano di Emergenza Provinciale attraverso sistemi e mezzi diversi, quali: Ø messaggi radiofonici e/o televisivi, eventualmente convenzionando la possibilità di utilizzare le radio locali "a reti unificate", o con altre soluzioni tecnologicamente più avanzate; Ø messaggi su Internet (es. pagina Web aperta). 2.4.2. Informazione e mediaUna buona organizzazione della gestione delle relazioni con i media può permettere di ricavare vantaggi positivi dalle potenzialità dei media e dal loro aiuto, per esempio per gli appelli ai donatori di sangue, pubblicizzando dettagli dei piani di evacuazione o i numeri telefonici del centro raccolta delle vittime. E' di vitale importanza prepararsi al flusso dei rappresentanti dei media locali, regionali e nazionali. L'arrivo dei giornalisti sui luoghi del disastro deve essere previsto: la raccolta di dati, informazioni e documenti implica una organizzazione e una notevole occupazione di tempo e risorse. Se le richieste di dati ed informazioni non vengono anticipate, i rappresentanti dell'informazione finiranno con l'aumentare il caos e la confusione, nonché la tensione in un momento già di per sé caratterizzato da elevato stress. Inoltre può essere utile tenere in considerazione che è importante porre un'attenzione particolare all'informazione dettagliata e verificata circa i dispersi, le vittime e i feriti. Non deve essere rilasciata alcuna informazione fino a quando i dettagli non sono stati confermati e verificati e i parenti prossimi informati; solo l'autorità ufficiale (Prefetto, al livello provinciale) può autorizzare il rilascio delle informazioni che riguardano le persone, comunque nel rispetto della vigente normativa sulla privacy; le comunicazioni ai media non devono includere ipotesi o supposizioni sulle cause del disastro, non devono esprimere premature stime sui numeri delle vittime, feriti e dispersi; La comunicazione dovrà essenzialmente considerare: Ø cosa è successo; Ø cosa si sta facendo; Ø cosa si è programmato di fare in funzione dell'evolversi della situazione. 2.4.3. Il responsabile della comunicazioneGeneralmente il compito di relazionarsi con i media non viene considerato nel processo di pianificazione e, durante l'emergenza, ricade su più persone diverse, che spesso non hanno il ruolo, la responsabilità e la capacità per confrontarsi con i rappresentanti dei media: questo spesso genera caos, disinformazione, allarmismi. E' fondamentale che l'informazione sia coordinata e condivisa da tutto il team della gestione dell'emergenza, così da evitare differenti e spesso contraddittorie comunicazioni. E' quindi importante che nel più breve tempo possibile la risposta ai media sia coordinata attraverso il responsabile ufficiale della comunicazione, cioè il responsabile del collegamento con la stampa, unico punto di riferimento per le comunicazioni in uscita, e che gli altri membri del team di gestione dell'emergenza intervengano esclusivamente nell'ambito delle proprie responsabilità. È importante che tutti i membri responsabili siano messi a conoscenza di quanto il responsabile del contatto con i media andrà a dire in sede di conferenza stampa o altro. È essenziale che il responsabile ufficiale della comunicazione sia coinvolto nella pianificazione e gestione dell'emergenza, per esempio frequentando gli incontri del team di pianificazione, così da avere una conoscenza dell'intero quadro dell'organizzazione e pianificare la risposta ai media. Il responsabile dovrebbe essere quindi supervisore di tutti gli aspetti inerenti il collegamento con i media, quali: Ø organizzazione e gestione delle attività del Centro media; Ø preparativi per le visite dei media ai siti, compresa l'organizzazione dei trasferimenti e trasporti in aree remote; Ø accrediti del personale dei media; Ø controllo delle eventuali polizze assicurative del personale dei media; Ø supporto a chi, tra la popolazione colpita, viene scelto per le interviste, per assicurare il diritto alla privacy di chi non vuole essere intervistato. 2.4.4. Salvaguardia dell'individuoCi sarà grande tensione e pressione da parte della stampa nel ricercare interviste con le persone direttamente coinvolte negli eventi e con i loro parenti. La prima preoccupazione deve sempre essere rivolta alla salvaguardia dell'individuo. E' necessario alleviare la pressione e la tensione sulle persone coinvolte; parenti e amici devono essere supportati e indirizzati su come caratterizzare l'eventuale intervista dal responsabile ufficiale della comunicazione, che li aiuterà a preparare le dichiarazioni; si deve sempre rammentare che vi sono giornalisti che per le loro finalità potrebbero coinvolgere persone direttamente coinvolte, parenti ed amici non disponibili all'intervista oppure intervistare e fotografare i bambini senza precise autorizzazioni. 2.4.5. Supporto psicologico e socialeCi sarà bisogno di dare immediato supporto psicologico ad alcuni dei sofferenti in seguito agli effetti dell'evento, che può includere anche i soccorritori chiamati all'emergenza. Il servizio di supporto dovrebbe essere realizzato non solo per il breve periodo, ma anche per un lungo periodo. Molto dipenderà dalla natura e dalle dimensioni dell'evento e dalle circostanze locali. Una speciale attenzione si renderà necessaria se nell'evento sono coinvolti i bambini. Gli effetti emozionali sui bambini non sono sempre immediatamente ovvi ed evidenti ai genitori o allo staff scolastico. Il personale interessato a supportare i bambini deve essere preparato e deve conoscere i sintomi che il bambino potrebbe dimostrare in seguito ad un grave trauma. Essi devono essere in grado di notare i cambiamenti di comportamento e allertarsi. A tal fine bisogna considerare che l'informazione ai bambini, come pure agli adulti, deve essere accurata, precisa e rilasciata nel più breve tempo possibile. |
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