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2.8.     I piani di emergenza intercomunali

L'importanza via via crescente che stanno assumendo le sinergie tra Enti locali per la gestione dei servizi al cittadino, non può tralasciare anche l'argomento protezione civile.

È inevitabile che, per superare carenze strutturali, finanziarie e di personale, e per affrontare in modo più efficace ed efficiente i rischi presenti sul territorio, i Comuni di dimensioni più piccole debbano considerare l'opzione di consorziarsi, in modo autonomo, ovvero sotto il coordinamento delle Comunità Montane.

Come già anticipato, la normativa vigente (d.lgs.112/98, L.R.1/2000) consente a pieno titolo alle Comunità Montane di occuparsi della pianificazione di emergenza, in sostituzione dei Comuni che le costituiscono.

Naturalmente questa deve essere una scelta condivisa e non imposta e proprio per questo deve essere seguita dalla fattiva partecipazione delle Amministrazioni Comunali alla stesura del piano, sia mediante la fornitura dei dati necessari, che con la fondamentale valutazione critica del prodotto completo.

Infatti, giova ricordare che, anche se il piano viene redatto dalla Comunità Montana (direttamente, o con un incarico esterno), la responsabilità della gestione dell'emergenza resta a carico dei Sindaci. È quindi necessario che il contenuto del piano di emergenza intercomunale sia noto fino nei dettagli a chi, a livello comunale, dovrà utilizzarlo nella gestione delle emergenze.

Inoltre il piano di emergenza intercomunale costituisce l'ultimo livello di pianificazione sul territorio, evitando la successiva stesura di piani comunali; per questo esso dovrà giungere al livello di dettaglio massimo possibile, proprio dei piani di emergenza comunali ed in nessun caso ne costituirà una sintesi.

La Comunità Montana, nella varie fasi di gestione dell'emergenza potrà ritagliarsi un ruolo specifico di supporto tecnico ed organizzativo, sopperendo con le proprie strutture ed il proprio personale alle carenze dei Comuni più piccoli.

Inoltre, potrà svolgere un fondamentale ruolo di coordinamento intercomunale nella gestione del volontariato (come già avviene per l'antincendio boschivo), dei mezzi e delle comunicazioni, sia in fase preventiva che durante l'emergenza.

Quindi, il piano di emergenza intercomunale sarà costituito da una parte di inquadramento complessivo del territorio identica per tutti i comuni e da varie sezioni specifiche riferite a ciascun Comune, contenenti il dettaglio delle situazioni locali.

Lo stesso verrà riproposto per la parte cartografica e per la sezione relativa al modello di intervento.

Naturalmente, come già detto per i piani comunali, il redattore del piano non potrà, né sarà suo compito (a meno di accordi specifici), individuare nel dettaglio il contenuto del modello di intervento (figure coinvolte, ruolo ricoperto da ciascuna,.), che dovrà essere specificato direttamente da ciascuna Amministrazione Comunale.

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