HOME
CERCA
ACQUISTI

dighe artificiali contro le alluvioni
IN PRIMO PIANO

COMITATO ALLUVIONATI LODI ONLUS

Indice

dighe artificiali contro le alluvioni COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO  

Torna a :
in primo piano

SCRIVICI!

invia la
tua idea
su cosa serve
a Lodi
per rendere sicuro
il passaggio
dell'Adda.

Comitato alluvionati
Lodi Onlus:

Indirizzo
Via Luigi Bay 26/G
26900 Lodi
Telefono

339-7495130
Posta elettronica

c.al.lo@tin.it

 

barriere artificiali contro le alluvioni

 

barriere artificiali contro le alluvioni

 

 

 

 

 

 

 

Lettera al Prefetto di Lodi Lodi, 26 settembre 2003

Ill.mo Signor PREFETTO della Provincia di Lodi

Dott.sa NICOLETTA FREDIANI
Corso Umberto I°, 40 26900 Lodi LO

Alla Stampa

Illustre Prefetto, alla nostra sicurezza... ci pensi Lei!
Qualcuno deve pur intervenire su questo tema così delicato, puntando a soluzioni concrete e non ipotesi. Signora Prefetto, mi deve scusare se dal suo insediamento a Lodi, ancora prima d’ora in nessun modo ho avuto il tempo per augurarle un buon lavoro nella provincia di Lodi e chiederle un incontro per continuare il dialogo costruttivo che si era instaurato con il suo predecessore Prefetto Avellone, con il mio comitato e il Comitato Alluvionati Riva Sinistra nella persona del signor Carlo Bajoni; agli atti della Prefettura ci sono nostre comunicazioni.....
Mi deve scusare ma oramai da dieci mesi mi batto per la sicurezza dei cittadini dalle calamità naturali.
Dalla fine di agosto ad oggi ci sono già state sei alluvioni. Dottoressa Frediani, mi rivolgo a Lei, perché rappresenta lo Stato nella mia città e provincia. Uno "Stato" molto lontano, non geograficamente, ma molto lontano e assente nei confronti di molti di noi.
Noi però abbiamo Lei a portata di mano, quindi sono qui a chiederLe dopo dieci mesi di essere giudice unico sulla messa in sicurezza dell’asta del fiume Adda, per i ponti, argini, casse di espansione, ecc. e porre fine a questo stillicidio continuo di notizie sulla cronaca quotidiana. Esistendo una Autorità (più autorità di altre) preposta a decidere, sia obbligata a far partire la messa in sicurezza ancora mancante. Ritengo che è vergognosa la sovrapposizione di Enti preposti per la sicurezza idrogeologica, sono troppi, sono tutti responsabili e nessuno di loro si sente tale al punto che, con le loro controversie non decidono nulla.... ma ci costano, eccome se ci costano. I soldi spesi dallo Stato per mantenere queste strutture, se fossero dirottati sul territorio destinati alla sicurezza, oggi non saremmo qui a parlarne ancora.
In questi giorni sulla cronaca nazionale ritorna il problema “sicurezza del territorio” e nessun lavoro ancora effettivamente da iniziare dal dopo alluvione a Lodi.
Su “Il Cittadino” del giorno 15 di questo mese nell’articolo “L’argine dell’Adda motivo di scontro con il sindaco”; nell’ultimo capoverso è riportato: Il sindaco però è perplesso: «Con tutte le occasioni di incontro che ci sono - commenta - non capisco perché i comitati continuino a scrivere. A questo punto credo che le loro siano prese di posizione politiche».
Mi perdoni Signora Prefetto, ma dopo dieci mesi si cercano ancora soluzioni!
Dopo dieci mesi si è già detto di tutto e il contrario di tutto, non è ora che si agisca in modo serio e concreto?
Le mie lettere sulla stampa hanno cadenza settimanale. Continuo invano ad attendere che chi più titolato e comunque preposto alla nostra sicurezza, facesse o scrivesse qualcosa ... ma solo silenzio! Viviamo nel terzo millennio e ci si atteggia ancora con paraocchi, obbedienti a "ordini di scuderia" e si crede a qualsiasi cosa è detta per placare animi e tirarla per le lunghe nell’attesa di che, non si sa!
Mi perdoni se mi permetto tanto, non si può tacere; gli interventi e gli atteggiamenti, sono utili se conducono a soluzioni, fino a che sono solo "aria fritta" per i politici e dispute controverse fra i "tecnici" che mantengono le proprie posizioni, dopo i dieci mesi già trascorsi, ne passeranno molti altri e nel frattempo noi saremo sempre e di più a rischio alluvioni.
Tutti quanti, i politici e i tecnici, così tutti titolati e competenti “ha parole”, ma ce ne fosse uno in grado di prendere decisioni, assumersi le giuste responsabilità (cariche, deleghe-politico/tecniche), una volta per tutte e mettere finalmente in sicurezza persone e territorio.
Sono tutti tranquilli, e si irritano se sui giornali leggono titoli che evidenziano "gravi ritardi" ad esempio per la realizzazione dell’argine sinistro a protezione del Campo di Marte, o quanto altro.
In realtà a rischio vi è l'intera città!
La causa è da ricercare sugli errori del passato, o su quelli che ancora si vogliono commettere?
Se ci sono stati errori e perdite di tempo, dobbiamo continuare su quella strada? Continuare col tira e molla è un pugno nello stomaco per chi ha subito l'alluvione e per chi lotta per tutto ciò che accade al cittadino nel dopo alluvione, la mia lotta nel richiedere giustizia e diritti per gli alluvionati, è un esempio di incapacità e mal politica, mi si dimostri che le mie sono valutazioni errate... non si può accettare ancora perdite di tempo.
Intanto si inizi a sistemare questo argine senza menare il "can per l'aia", per le casse di espansione…. si può aspettare.
Chi sta pensando che sto polemizzando, ha indovinato! Ci deve essere per forza chi cerca di provocare in qualche modo i responsabili che hanno in mano la nostra sicurezza, chi nel "volumetto" distribuito in campagna elettorale ha messo nel suo programma l'impegno “direi” prioritario per la sicurezza della città.
Invece di fare convegni e perdere ancora del tempo in chiacchiere e demagogia, invece di polemizzare sui giornali, decidano il da farsi e "di corsa", cosa si sta aspettando!
Vi sono priorità e decisioni da prendere senza perdere più tempo ... poi non ci saranno più scusanti in caso di ...
Signora Prefetto La prego, intervenga Lei.
Signora Prefetto, noi cittadini ci mettiamo nelle Sue mani, chiediamo tutela e decisioni, non ci deluda.
Con ossequio.
Domenico Ossino Presidente Comitato Alluvionati Lodi Onlus

COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
G.U. 220 del 22-9-2003

Ai presidenti delle regioni e delle
province autonome di Trento e Bolzano
All'ANCI All'UPI All'UNCEM
e, per conoscenza: Al Ministro per gli affari regionali
Al capo del Dipartimento della protezione civile

In considerazione della particolare stagione estiva che si avvia a conclusione, caratterizzata da elevate temperature e scarse precipitazioni, e' lecito ipotizzare, per questo mese e per l'autunno, frequenti fenomeni di precipitazioni particolarmente intensi e diffusi che, nella situazione di grave dissesto idrogeologico che interessa alcune zone del nostro Paese, peraltro accentuata negli ultimi mesi dal fenomeno degli incendi boschivi, potrebbero causare eventi idrogeologici severi con gravi conseguenze per la popolazione ed il territorio.
In relazione allo scenario delineato, nell'ambito delle iniziative che le SS.LL. vorranno assumere per migliorare la capacita' previsionale dei fenomeni alluvionali e franosi su scala locale, per impedire o mitigare gli effetti dannosi di tali eventi sul territorio e per ottimizzare la risposta di protezione civile in fase di emergenza, si sottolineano, di seguito, le problematiche piu' delicate ed urgenti che andranno necessariamente affrontate per ridurre, quanto piu' e' possibile, il rischio per la popolazione.
In primo luogo e' necessario che ciascuna regione e provincia autonoma, anche nell'eventualita' del mancato esercizio delle prerogative di cui all'art. 108 del decreto legislativo n. 112/1998, attribuisca le responsabilita' in materia di pianificazione di emergenza e di attuazione degli interventi e definisca con urgenza, in relazione anche al temuto manifestarsi di un evento di natura idrogeologica, le procedure per l'attivazione del sistema di protezione civile su scala territoriale in modo da garantire il
necessario raccordo, sia in fase previsionale, sia in fase di emergenza, tra il livello nazionale e quello locale. Tali procedure dovranno innanzitutto assicurare un costante collegamento tra il centro situazioni del Dipartimento della protezione civile, le sale operative regionali e quelle degli uffici territoriali di governo, attive 24 ore su 24, e, quindi, garantire che l'allertamento venga tempestivamente trasmesso ai sindaci, in modo che ciascuno di essi, in qualita' di autorita' di protezione civile, possa provvedere all'attivazione dei primi servizi di soccorso ed assistenza alla
popolazione sul proprio territorio
, coerentemente con quanto previsto dall'art. 108, comma 1, lettera c), del decreto legislativo n. 112/1998. Qualora le condizioni lo richiedano, le suddette attivita'
saranno svolte con il supporto delle autorita' provinciali e regionali e di concerto con gli uffici territoriali di governo che, coerentemente con quanto pianificato in sede locale dai competenti
enti territoriali assicurera', agli stessi, il concorso dello Stato e delle relative strutture periferiche per l'attuazione agli ulteriori interventi.
In tal senso e' utile che le SS.LL. provvedano, quanto prima, ad un censimento delle risorse pubbliche e private, in termini di uomini, mezzi, materiali e tecnologie, presenti sul proprio territorio, avendo cura di verificarne la dislocazione, l'efficienza, i tempi e le modalita' di attivazione, in modo da contare su un quadro puntuale ed aggiornato dell'effettiva disponibilita' in uso di emergenza.
In questo contesto si inserisce la necessita' di promuovere, anche attraverso gli uffici territoriali di governo e le amministrazioni provinciali, tavoli tecnico-operativi con gli enti e le aziende che gestiscono i servizi essenziali e la viabilita', affinche' vengano predisposte pianificazioni speditive atte a garantire la continuita' dei servizi in caso di emergenza.
Un'attenzione particolare andra' riservata ai servizi sanitari, che, come e' noto, in occasione di un evento calamitoso possono rappresentare tanto una risorsa quanto un elemento vulnerabile; sara'
quindi necessario definire, insieme con i responsabili delle strutture sanitarie, le misure preventive da adottare per garantire la sicurezza e la funzionalita' dei servizi in emergenza.
Nell'ambito dell'attivita' di prevenzione ritengo doveroso che le SS.LL. si facciano parte diligente al fine di promuovere e definire, nel dettaglio, le azioni del servizio di piena e di pronto intervento
idraulico. In tal senso, altresi', programmeranno con i gestori degli invasi, in stretta collaborazione con il Registro italiano dighe e le autorita' di bacino, per quanto possibile, la massima disponibilita' di volumi destinabili ai fini della laminazione delle eventuali piene.

Si chiede poi alla SS.LL. di voler accertare, in tempi brevi, con le modalita' ritenute piu' opportune, l'avvenuta predisposizione dei piani di emergenza per rischio idrogeologico a livello provinciale e
comunale e di verificarne l'effettiva attuabilita' in caso di evento.
In particolare, soprattutto per le aree ad elevato e molto elevato rischio idrogeologico (individuate e perimetrate sulla base del decreto-legge n. 180/1998 convertito nella legge n. 267/1998), anche
in assenza di una pianificazione di emergenza, e' necessario assicurarsi che, sulla base della definizione di scenari di massima, sia stato previsto un piano di viabilita' alternativa a scala locale
e siano state individuate in zone sicure:
sedi, anche provvisorie, per l'istituzione dei centri operativi e di coordinamento;
strutture che possano ospitare la popolazione preventivamente evacuata o senza tetto in seguito all'evento; aree di emergenza per l'ammassamento dei soccorritori e delle risorse.
E' opportuno, inoltre, verificare che nelle aree maggiormente a rischio, laddove non esistano adeguati sistemi di monitoraggio, vengano attivati, in situazioni di allerta, presidi territoriali
composti da tecnici e volontari (usufruendo anche dei benefici previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 194/2001, laddove gli oneri risultino adeguatamente giustificati e documentati
dalle regioni) per il controllo a vista del territorio, in modo da garantire il necessario supporto ai sindaci che hanno la responsabilita' di adottare misure di salvaguardia della popolazione.
I sindaci dovranno essere sollecitati a prevedere sistemi di allertamento rapido che consentano alla popolazione di essere tempestivamente informata in caso di pericolo incombente, e quindi, di adottare i comportamenti piu' adeguati.
In tale contesto e' opportuno che, a livello comunale, venga avviata quanto prima, nelle forme e nei modi ritenuti piu' adeguati e con il supporto delle strutture regionali e provinciali, un'attivita'
di informazione alla popolazione che riguardi, in particolare, le norme di comportamento da seguire in situazione di emergenza.
I sindaci infine, sia durante le fasi che precedono il manifestarsi di un evento, sia durante l'evento stesso, dovranno essere altresi' sollecitati a tenere costantemente aggiornate le sale operative provinciali e regionali e gli uffici territoriali di governo sull'evolversi della situazione e sulle misure adottate o che si intende adottare, affinche' il sistema di protezione civile sovracomunale possa tempestivamente intervenire in caso di necessita'. Sara' cura delle sale operative regionali e di quelle degli uffici territoriali di governo mantenere costantemente
informato il Dipartimento della protezione civile.
Contestualmente ai presenti indirizzi operativi e' stata avviata un'azione di sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni ed enti dello Stato affinche' provvedano a raccordarsi con le SS.LL.
nell'attivita' di pianificazione dell'emergenza e siano pronti ad affrontare, con tutte le risorse a disposizione, eventuali situazioni di crisi.
Sono certo che tutte le diverse componenti istituzionali che concorrono all'attivita' di protezione civile vorranno attuare gli indirizzi operativi proposti per il conseguimento del fondamentale,
comune, obiettivo di aumentare la capacita' di risposta operativa del sistema e, quindi, ridurre i possibili danni connessi a eventi idrogeologici.
Il Dipartimento della protezione civile assicurera' ogni dovuta collaborazione ed assistenza nelle forme ritenute piu' opportune per garantire la compiuta applicazione di quanto contenuto nella presente direttiva promuovendo e partecipando a riunioni di coordinamento e di verifica a livello nazionale e regionale finalizzate all'esame ed alla soluzione di qualsiasi problematica che possa compromettere le attivita' di competenza di ogni amministrazione interessata.
Roma, 8 settembre 2003
Il Presidente del Consiglio dei Ministri: Berlusconi


.