Nel 1999, con l’emanazione
della “Direttiva Regionale per la Pianificazione di Emergenza
degli Enti Locali”, si è completato un primo percorso
di ammoderna- mento della normativa di riferi- mento in materia
di protezione Civile, iniziato con il Primo Programma Regionale
di Previ-sione e Prevenzione (1998). Le modalità di redazione
di un Piano di Emergenza contenute nella Direttiva hanno modificato
la concezione di “gestione dell’ emergenza”
fino ad allora con- solidata, spostando l’attenzione dalla
semplice raccolta di dati e numeri telefonici ad una più
ampia analisi del territorio e dei rischi incombenti su di esso,
così come indicato anche nelle Direttive di livello nazionale
(Metodo Augustus). Nonostante in molti casi i piani di emergenza
prodotti siano da migliorare, soprattutto in riferimento agli
aspetti più operativi (scenzari di rischio), circa un
terzo dei 1546 Comuni della Regione Lombardia sono dotati di
un Piano di Emergenza moderno e, soprattutto in ambiente montano,
armonizzato ed omogeneo con quello dei Comuni limitrofi. Un
primo passo è stato compiuto, ma molta strada resta ancora
da percorrere per giungere all’ottenimento di strumenti
di gestione dell’ emergenza effettivamente efficaci ed
efficienti. La revisione della Direttiva emanata nel 1999, anche
alla luce dei cambiamenti normativi verificatisi nel frattempo,
prende spunto proprio da questa necessità e tiene conto
dell’esperienza maturata sul campo e dall’analisi
dei Piani di Emergenza prodotti e finanziati con il Bando del
1999.
Molte delle novità contenute in questa seconda edizione
derivano inoltre da suggerimenti ed osservazioni provenienti
da chi ha materialmente redatto i Piani di Emergenza, professionisti
o tecnici degli Enti Locali. A tutti loro va il ringraziamento
per l’indispensabile collaborazione per il miglioramento
della qualità di questo servizio offerto al cittadino.