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barriere artificiali contro le alluvioni

 

barriere artificiali contro le alluvioni

 

 

 

 

 

 

 

Da Lettere al IL CITTADINO del 5 11 03

Pulizia del letto del fiume Adda
ALLUVIONE Lettera aperta al presidente del Parco Adda Sud
Lettera aperta al presidente del Parco Adda Sud:
«Egregio dottor Dadda, non avremmo voluto replicare a quanto apparso nello scritto del quotidiano «Il Cittadino» del 7 ottobre nel quale ella definisce le nostre domande di cattivo gusto e strumentali.
Le rispondiamo esclusivamente perché pesantemente sollecitati da moltissimi alluvionati che, le assicuriamo, vedono coloro i quali si oppongono a una pulizia del letto del fiume come il toro vede la muleta.
Caro Dadda, gli alluvionati, è vero, fanno uno più uno fa due e quindi, come abbiamo scritto nella precedente lettera, se vedono il fondo del fiume invaso da colline di sabbia e ghiaia non possono far altro che pensare che ciò sia, quantomeno, una delle importanti concause delle esondazioni.
Ma, se così non fosse, sarebbe ora di spiegare le ragioni, che devono essere valide e logiche, perché ciò oggi non si deve fare.
Non sono Bajoni e Ossino che hanno deciso, alzandosi un mattino con il piede sbagliato, che il Parco Adda Sud stava loro antipatico. Quando ci sono divieti (apparentemente) illogici in democrazia si spiega al popolo la ragione di tali divieti. È provocatorio scrivere sulla stampa che si pulirà il letto del fiume per renderlo navigabile se sino al giorno precedente, per ragioni ben più valide, ciò non si poteva fare.
È arrivato il momento di scendere al "piano terra", parlare con la gente, spiegare le decisioni e invitiamo lei per primo a venire a spiegare agli alluvionati le ragioni per le quali il fiume è in queste condizioni.
Per ciò che riguarda invece la "commissione" da lei proposta nella tarda primavera e alla quale abbiamo aderito di buon grado nominando quattro tecnici (due per la riva sinistra e due per la destra che si sono dichiarati disponibili a sacrificare parte del loro tempo libero semplicemente per il bene del prossimo loro...) è sconcertante che non si sia riunita una sola volta! Ancora una volta noi che non siamo pagati da nessuno, che non abbiamo "gettoni" di presenza ma che mettiamo impegno, tempo ed, alcune volte, anche denaro di tasca nostra per il prossimo, sappiamo dimostrare rapidità nelle decisioni, assenza di burocrazia e partecipazione di tutti, pensiamo che sarebbe ora che anche i nostri interlocutori imparassero a muoversi così».
Carlo Bajoni e Domenico Ossino Comitati Alluvionati Lodi

 

Da Lettere al IL CITTADINO del 7 11 03

La sicurezza dei cittadini doveva essere una priorità

Leggiamo su questo quotidiano di mercoledì 29 ottobre, in una lettera firmata Adele Burinato, che il comune di Lodi è in difficoltà a pagare gli arretrati contrattuali a favore dei dipendenti.
Nella stessa missiva si fa presente che una delle ragioni è che sono stati erogati dei contributi alle famiglie lodigiane che, quasi un anno fa, sono state duramente colpite dall'alluvione e per interventi di ripristino.
Al riguardo vorremmo fare alcune precisazioni:
1- Abbiamo già scritto, ma è importante ripeterlo, che i danni maggiori subiti dagli alluvionati sono stati quelli degli arredamenti, degli elettrodomestici e delle autovetture.
2- Il danno medio subito dalle famiglie alluvionate alle quali il fango è entrato in casa è stato di 20/30mila euro.
3- Il contributo messo a disposizione da comune - provincia è stato di circa 1 milione di euro, del quale gli alluvionati che hanno avuto i danni maggiori (superiori ai 10mila euro) hanno potuto usufruire del contributo massimo di 2mila euro.
4- La maggior parte dei danni si sono avuti nei piani terra delle abitazioni e non in cantine o box interrati, anzi, molti di coloro i quali hanno avuto danni in queste "pertinenze" non hanno neppure presentato domanda di rimborso.
5- Per ciò che concerne gli interventi di ripristino citati nella lettera, il comune li aveva richiesti alla regione così come riportato nella delibera per i più urgenti: «molte vie di comunicazione e strade di accesso a zone interessate all'esondazione sono rimaste sommerse per un paio di giorni. Alcune strade secondarie sono state tagliate per far defluire l'acqua e liberare le abitazioni. I primi interventi riguardano il pompaggio dell'acqua per liberare le vie di comunicazione e alcuni ripristini momentanei del manto stradale. Fornitura di derrate alimentari alle persone isolate nelle loro abitazioni della piena del fiume e fornitura di sacchetti di iuta per tamponare alcuni accessi durante il deflusso delle acque delle vie pubbliche» per un ammontare di euro 33.829,31, cui la regione a fatto fronte contribuendo con euro 27.063,45.
6- Il bilancio del comune di Lodi è di circa 38 milioni di euro l'anno, come è possibile che 500mila euro (supponendo che la provincia abbia contribuito per metà) abbiano influito così tanto sulle casse comunali?
7- Se c'è stato un consistente avanzo sul bilancio scorso come è possibile che ora non ci sia il denaro per i dipendenti?
8- Oltre a quanto ricevuto da organi regionali o statali il comune dovrebbe aver ricevuto contributi per l'evento eccezionale, uno di questi è "Un aiuto subito", è possibile far chiarezza su questo ed altri contributi? È opportuno far conoscere alla popolazione l'ammontare di queste cifre e a cosa saranno (o sono state) destinate. Occorre pertanto, a nostro avviso, evitare di "spostare" il problema. Se non si trova il denaro per pagare gli arretrati ai dipendenti comunali non è che, per caso, qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto nei meccanismi burocratici?
E infine un'amara constatazione: c'è un grande cantiere in piazza Ospedale, altri forse se ne apriranno nei prossimi mesi, con sempre maggior frequenza si vedono iniziative in città volte, apparentemente, più al lucro di coloro i quali espongono la propria merce che a vantaggio dei cittadini o dei turisti..., la sicurezza di alcuni quartieri cittadini non avrebbe potuto (e dovuto) essere una priorità?
Carlo Bajoni Domenico Ossino Comitati Alluvionati Lodi

 

Da Lettere al IL CITTADINO del 14 11 03

Verso gli alluvionati un atteggiamento inspiegabile

Egregio signor direttore, a pagina 9 del suo giornale in edicola il 12 novembre è apparso un articolo che riportava le conclusioni della procura di Lodi sul tema "alluvione".
Da persona coinvolta negli eventi del novembre 2002 l'ho letto con particolare attenzione e ne ho ricavato alcune considerazioni che desidero esporre.
«Improvvisazione» e «scarsa informazione», «scarsa competenza da parte delle autorità preposte, in particolare quelle comunali» nel corso dell'emergenza: questi i termini usati dalla procura per definire i comportamenti nella circostanza: evidentemente, non ci eravamo sbagliati, perché sono le stesse parole che abbiamo usato noi nell'immediato (e nel meno immediato) post-alluvione.
Già questo un po' mi consola.
Mi ha però impressionato il duro commento del sindaco, che assume i connotati dell'estremo tentativo di instaurare una posizione di attacco come baluardo di una difesa di per sé "indifendibile". Ciò esclusivamente per quanto riguarda i "comitati" spontaneamente sorti nell'occasione allo scopo di confrontarsi democraticamente con le istituzioni.
Da cittadina che vi ha aderito, non ho la sensazione che nei comitati esistano «dirigenti» (termine improprio data la circostanza, ma anche linguaggio imbevuto di vetero-politichese, che non rispecchia la realtà dei fatti). Più semplicemente, un folto numero di persone colpite dagli eventi ha sentito la necessità di organizzarsi in comitati, credendo nella forza che può dare l'unione, perché evidentemente non trovava (e continua a non trovare) le giuste risposte ai propri bisogni dalle istituzioni.

Per mia esperienza personale, non condivido l'accusa di discesa in politica che intende coinvolgere i comitati, semplicemente perché all'interno non si fa politica (ma comunque, perché il sindaco ne parla così negativamente? Lui stesso, per assumere la carica, è sceso in politica molto prima! O forse la politica rende ciechi e senza memoria? Oppure, per questi amministratori fa politica chi critica una posizione che la stessa procura non ha condiviso? Allora, anche quest'ultima "fa politica"?).

In ogni caso, ripeto, da persona che ha vissuto con tanti altri cittadini problemi e aspetti dell'alluvione (che sono economici e organizzativi, ma anche, non dimentichiamolo, fortemente emotivi e morali) credo che sarebbe stato più onesto e corretto ammettere subito, da parte del comune, che le cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto, piuttosto che lasciare che un'istituzione del peso della procura lo facesse un anno dopo.

Gli alluvionati, già nel corso delle prime riunioni con il sindaco e la giunta, compresa l'"assemblea plenaria" del 16 gennaio, hanno sempre offerto collaborazione, attraverso suggerimenti, e non solo richieste (legittime) di aiuto, al fine di costruire un dialogo. Se ciò non è avvenuto, come ben è stato rimarcato da alcuni intervenuti tra il pubblico della serata di lunedì 10 alle Vigne, è perché gli alluvionati sono sempre stati visti come un nemico da contrastare e un attentato alle posizioni del sindaco e dei suoi amministratori. Cosa evidente, a partire dall'accesa opposizione di questi ultimi avvenuta nel corso della manifestazione del 16 maggio scorso, e proseguita a tutt'oggi con inspiegabili atteggiamenti di chiusura.

Cordialmente.

Carmen Ansi Lodi

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