Da IL CITTADINO del 27 11 03
Il commento
Assicurarsi contro le alluvioni?
Domenico Ossino
Signor direttore, chiedo ancora spazio sul «Cittadino»
per approfondire ulteriormente quanto prevede l'articolo 40
della Finanziaria 2004, inerente l'assicurazione per calamità,
dando modo ai parlamentari del nostro territorio, attesi in
occasione delle manifestazioni per la ricorrenza dell'alluvione
2002, di conoscere quale sia il nostro pensiero. L'articolo
40 della Finanziaria, che prevede - di fatto - una sorta di
assicurazione obbligatoria per accedere agli interventi statali
in caso di calamità naturali, continua a far discutere
vivacemente.
Per quanto l'articolo sia collegato alla Finanziaria
presentata dal centrodestra, il dibattito è assolutamente
trasversale agli schieramenti. L'idea dell'assicurazione obbligatoria,
fra l'altro, era già contenuta in un disegno di legge
collegato alla Finanziaria del 1999, all'epoca del centrosinistra.
L'idea, poi, rimase nel cassetto. Adesso è tornata più
che mai d'attualità, anche perché la "blindatura"
della Finanziaria ha limitato il dibattito nella sede più
autorevole, il Parlamento, e all'interno della maggioranza.
L'articolo è già stato approvato in Senato: ora
dovrà passare alla Camera. Perché il centrodestra
attua norme che prima di esso erano del centrosinistra?
L'assicurazione non è la soluzione. La
polizza anti-calamità così come espressa nel testo
dell'articolo 40 della Finanziaria 2004, voluta dal governo
che riprende in parte un disegno di legge collegato alla Finanziaria
1999 presentato dall'allora maggioranza e, per fortuna, dopo
qualche emendamento, naufragato, non può essere introdotta,
nemmeno come principio se non dopo aver chiarito in modo univoco
quali siano i provvedimenti che lo stesso governo intende adottare,
con specifico programma, per ridurre il rischio-calamità.
Non è serio infatti pensare a come fare per non pagare
i danni derivati dal rischio-calamità quando non si pensa
e non si vuol pensare a come fare, e che cosa, per ridurre il
rischio idrogeologico che affligge buona parte del nostro territorio
e che costa allo stato circa 3,5 miliardi di euro l'anno. È
preoccupante anche il modo con cui si sono dettate le prime
regole, secondo le quali è obbligato ad assicurarsi chi
stipula una nuova polizza antincendio e, con gradualità,
si suppone alla scadenza dei relativi premi, anche coloro che
hanno già una polizza antincendio (circa 5 milioni di
cittadini). Si evince dalla lettura dell'articolo che ci saranno,
ovviamente, franchigie, limiti di indennizzo e i soliti sconti
fiscali, che il premio varierà a seconda degli indici
di rischio, ma in realtà non si conosce ancora quanto
costerà, e quali saranno le calamità e quale sarà
il tetto oltre al quale interverrà "comunque lo
Stato", perché ciò verrà stabilito
da un regolamento che dovrà essere varato entro novanta
giorni dall'approvazione della Finanziaria. Nell'articolo si
legge altresì che verranno assicurati i beni immobili
privati destinati a uso abitativo danneggiati o distrutti dalle
calamità naturali e non si fa menzione dei beni mobili
e dei beni mobili registrati; inoltre non si parla delle attività
produttive. È bene ricordare che solo in Svizzera esiste
l'obbligatorietà da parte di tutti i cittadini titolari
di diritti reali su immobili a uso abitativo di contrarre una
polizza che copra i rischi di calamità, mentre il modello
proposto dal governo è simile a quello praticato in Spagna,
in Francia e in Norvegia. In tutto il resto d'Europa l'assicurazione
è facoltativa.
Occorre altresì tener conto che il nostro
Paese è più a rischio di altri Paesi europei e
ciò grazie a una politica sciagurata di gestione del
territorio - da non attribuire a questo governo, che però
non pensi, i problemi si risolvano con lo stipula una polizza
-, nulla allo stato fa presagire un rinsavimento. Difficile
anche stabilire il nesso fra il rischio incendio e il rischio
calamità, per cui chi non ha una polizza antincendio
non sarà assicurato e quindi non percepirà alcun
contributo e allo stesso modo chi ha una polizza antincendio
e vive in località a coefficiente di rischio esiguo sarà
obbligatoriamente assicurato, mentre chi vive in località
ad elevato rischio di calamità e non ha sottoscritto
una polizza antincendio non sarà obbligato ad assicurarsi
e quindi non sarà risarcito. Sta di fatto che il dipartimento
della Protezione civile insieme all'Ania (associazione delle
compagnie di assicurazione) ha già approntato un piano
di fattibilità in cui si definisce chi deve pagare e
quanto in relazione al reddito e all'indice di rischio della
zona in cui è costruito l'immobile. Sarà interessante
capire quale valore verrà assegnato agli immobili alluvionati
ad esempio dell'asta dell'Adda e bi-alluvionati del Po, Tanaro,
ecc.! Occorre comprendere meglio quale sarà l'entità
del reddito oltre la quale scatterà l'obbligatorietà
dell'assicurazione e quale sarà il tetto massimo di copertura
oltre il quale il risarcimento non sarà più a
carico delle compagnie, ma della collettività. Si ha
la sensazione che il governo per far quadrare i conti voglia
risparmiare parte dei 3,5 miliardi di euro che annualmente deve
sborsare per i danni dovuti alle calamità, inventandosi
la polizza anti-calamità, senza preoccuparsi minimamente
di investire in progetti che tendano a diminuire, ove possibile,
il rischio calamità. Non è superfluo qui ricordare
che i cittadini, mediante il sistema impositivo, in relazione
alla loro capacità contributiva provvedono a fornire
lo Stato di quelle risorse occorrenti per il buon funzionamento
dei servizi pubblici, fra cui si iscrivono le opere di bonifica
territoriali, la manutenzione e la regimazione dei corsi d'acqua,
le opere di difesa idraulica e la loro manutenzione. Naturalmente
parte delle risorse fornite dai cittadini servono a finanziare
una miriade di attività, magari anche ad erogare contributi
alle compagnie di assicurazione proprio per assicurare i cittadini
stessi contro i danni provocati dalle calamità...! Mentre
ci si preoccupa giustamente del finanziamenti europei alla Torino-Lione,
al ponte sulla stretto di Messina, al finanziamento delle opere
per le Olimpiadi invernali del 2006, sarebbe utile che ci si
preoccupasse di finanziare, anche e prioritariamente, gli enti,
gli studi e le opere necessarie per l'assetto idrogeologico
e la manutenzione idraulica di quei territori frequentemente
colpiti da esondazioni.
Sappiamo che le risorse necessarie sono enormi
e che occorrono programmi pluriennali per la realizzazione delle
opere stesse, ma se mai si incomincia... È senz'altro
più comodo, anche se irresponsabile, saltare il passaggio
sopra citato, e giungere automaticamente all'assicurazione;
nell'illusione che una volta assicurati contro le calamità
naturali, le opere per la messa in sicurezza non serviranno
più. Siamo disponibili, come sempre, a discutere su quali
siano le strade da percorrere per garantire ai cittadini un
equo contributo per i danni subiti dalle calamità naturali,
ma solo dopo aver preso visione dei programmi finanziari necessari
per l'assetto idrogeologico e la manutenzione idraulica ordinaria
dei corsi d'acqua. I cittadini alluvionati dei nostri paesi
si sentono oltraggiati da queste proposte che non hanno il senso
dello Stato. Chi governa dimentica che è dovere primario
e inderogabile dello Stato garantire la sicurezza e l'incolumità
dei cittadini. Si chiede maggior serietà nell'affrontare
i problemi che, a un anno dall'alluvione, affliggono ancora
il nostro territorio.
Ho iniziato questa estate a esprimere il disappunto
sull'assicurazione anti-calamità, i nostri parlamentari
come si muovono a sostegno di chi li ha eletti? A Roma bisogna
solo sottostare alle decisioni di altri?
Si ravveda il presidente del Consiglio di questi
continui atti, che sempre più lo allontanano dalla rotta
programmata, molti sono gli incidenti di percorso già
avvenuti. Presidente, sta rischiando il naufragio! E il patto
sottoscritto con gli italiani per governare il Paese?
Domenico Ossino presidente Comitato alluvionati
Lodi Onlus
Da Lettere al IL CITTADINO DEL 24 11 03
È il momento di chiudere la fase delle
polemiche
Gentile direttore, mi sia concessa anzitutto una
precisazione sull'articolo apparso il 13 novembre, in cui mi
si chiedeva di commentare la decisione della procura circa l'archiviazione
del procedimento sulle responsabilità nella gestione
dell'alluvione. Tenterò di spiegare in modo più
compiuto il mio pensiero sulla vicenda, al di là delle
normali sintesi giornalistiche che talvolta possono mutare il
significato delle dichiarazioni. Il termine sciacallaggio e
la richiesta di giudizio politico che tanto rumore hanno provocato
erano riferite a chi ha un ruolo amministrativo ed è
quindi sottoposto al giudizio elettorale: nel caso specifico
il portavoce di Forza Italia, il consigliere Corsano. Sul presidente
del comitato Bajoni osservavo semplicemente che mi pareva singolare
che si presentasse alla vostra redazione con Corsano quando
in tutte le occasioni, e ritengo giustamente, i comitati non
si erano mai dati una connotazione partitica. Chiusa questa
doverosa parentesi, vorrei affrontare la questione che più
mi interessa: la messa in sicurezza della città. A un
anno dall'alluvione è d'obbligo un primo bilancio. Le
chiuse con idrovore delle rogge Gaetana e Gelata, la difesa
spondale dell'ex Sicc, la strada ciclopedonale di Boffalora,
sono ipotesi di interventi che vanno integrati e gestiti in
un'ottica unitaria, cercando, per quanto possibile, una contestualità
rapida di provvedimenti. Ai comitati e a tutte le forze politiche
chiedo uno sforzo ulteriore di collaborazione per arrivare all'obbiettivo
perseguito da tutti: la sicurezza. Credo che la prevenzione
di nuove alluvioni sia un tema che travalica la dialettica destra
e sinistra, non è questione politica: le valutazioni
debbono essere eminentemente tecniche. Oltre a un impegno più
serrato di comune e provincia credo sia opportuno portare il
livello di sensibilità maturato nel territorio agli organi
deputati per le difese sul fiume per il principio della competenza:
Aipo e regione Lombardia. Questo non significa scaricare su
altri, ma far rientrare il problema della nostra città
ai primi punti nell'agenda delle priorità delle altre
istituzioni coinvolte. A questo punto è decisivo il ruolo
dei comitati, che hanno svolto un ruolo di pungolo e di proposizione,
per aiutare le istituzioni e le forze politiche a raggiungere
un obiettivo comune e generale. Spero che insieme si possa chiudere
la fase della polemica per aprirne una di approfondimento e
confronto ancora più serrato, arrivando a portare insieme,
tutti uniti, almeno in questa battaglia solo la bandiera di
Lodi.
Simone Uggetti segretario Ds di Lodi
LODI
Segnalate il pericolo di allagamento
Leggo sul vostro giornale (19 novembre, pagina
11) l'articolo "Sotto l'albero di Natale 234 posti auto".
Scorrendo le righe, si intuisce che, se sarà, visto il
tempo che se ne parla, ciò avverrà piuttosto "nella
gerla della Befana". Ma non è questo il punto. Per
lo spirito di collaborazione che mi anima, vorrei invece offrire
un consiglio al comune di Lodi, che ne predisporrà la
segnaletica.
Il parcheggio sorgerà in fondo a via Monti,
come proseguimento di quello di via D'Azeglio, sotto gli spalti
di viale Milano. Credo perciò che sarà opportuno
collocare, ben visibili, dei cartelli di "Pericolo: allagamento",
perché non avvenga ciò che accadde lo scorso 26
novembre 2002, quando ignari pendolari e inconsapevoli vari
fruitori proprio dei parcheggi adiacenti via D'Azeglio, provenienti
da altre località, lasciarono l'auto la mattina (già
tra le pozze, ma questo lì è la normalità
non appena piove un po') e se la ritrovarono (o meglio, non
la rividero perché era sotto un metro e mezzo di fango)
la sera. Intanto, altro asfalto proprio in quelle aree, come
se zone in città, un po' più sicure, non ve ne
fossero...
Ma questa, sembra essere una scelta accanita dell'attuale
amministrazione...
Cordialità.
Carmen Ansi Lodi
Da Lettere al IL CITTADINO del 25 11 03
Caro lettore, prova a pensare se fosse successo
a te
È già trascorso un anno dalla disastrosa alluvione
che ha colpito il cuore di Lodi; un'autentica tragedia! Purtroppo
non ha insegnato granché perché vi sono ancora
punti di pericolo molto probabilmente non considerati tali;
ritardi, disguidi, polemiche, confusione, intanto il tempo scorre
e ogni giorno gli amici del Comitato alluvionati Lodi con a
capo il tenace presidente Domenico Ossino si augurano di non
rivivere sulla loro pelle e sulla pelle dei loro iscritti e
concittadini un'altra catastrofe, questa volta chiaramente "costruita"
o "procurata". Ci sono responsabilità nella
gestione quotidiana del territorio, nella predisposizione di
efficaci mezzi di protezione civile, occorrono nuove difese
spondali e messa in sicurezza dell'esistente. Chi non ha provato
abitualmente "sbuffa" a sentirne parlare, ma l'acqua
che è arrivata nelle case come un'ondata di piena, che
spalanca le porte delle case e le devasta in pochi istanti,
dovrebbe portare a pensare e immaginare…
Caro lettore, dovresti chiudere gli occhi e provare
a immaginare di perdere tutto; la tua casa con tutte le cose
in essa contenute, cose a te utili, cose a te care, i ricordi
di una vita e di generazioni. Perdere il calore di quella casa,
perdere la sicurezza, l'intimità di quella casa. Prova
a immaginare di vedere la tua casa piena di acqua e fango, violata,
gelida e irreale. Immagina di trovarti sfollato, sballottato
di qua e di là, con una tristezza nel cuore infinita
e magari dover sorridere per confortare i tuoi cari smarriti,
scoraggiati, che cercano nei tuoi occhi un po' di forza per
non impazzire. La tua salute: in quella casa c'erano quelle
medicine da prendere magari tutti i giorni, i cosiddetti salvavita,
il nutrimento è quasi precario a volte manca, cibi conservati,
scatolette, se si è giovani può anche andare bene
ma i bambini e gli anziani? Non parliamo poi degli animali domestici,
forse annegati perché nel fuggi fuggi ti sei dimenticato
di loro e tu soffri perché gli eri affezionato. Il lavoro;
la paura di perdere il lavoro perché scopri che anche
il tuo posto di lavoro non c'è più, l'alluvione
si è portato via anche quello. All'improvviso pensi al
tuo parente agricoltore e corri nella vicina campagna dove la
fanno da padroni fango, paludi e putridume. Molti animali e
bovini morti, gonfi d'acqua; che fine atroce hanno fatto quelle
povere bestie! La stalla del tuo parente è isolata, circondata
d'acqua, le mucche stanno muggendo disperatamente; nessuno le
può mungere, il tuo parente sta attendendo aiuto almeno
per arrivare a liberarle, il quadro è penoso e allucinante
e pensi al sudore, ai sacrifici di una vita persi e distrutti
in un attimo, chissà se troveranno la forza di ricominciare?
Poi ci sono le vittime innocenti: c'è chi
ha perso un suo caro in quel modo assurdo. Stai tremando dall'orrore
e senti dolore, e ora apri gli occhi e gioisci perché
è stato solo un brutto sogno nel tuo caso, ma sappi che
per molti altri meno fortunati non è stato così!
Altri tuoi concittadini più sventurati stanno ancora
soffrendo, la loro casa non è più quella di prima,
le mura trasudano ancora di umidità e odorano di muffa.
In quella casa si sentono estranei, si guardano
attorno e non vedono più le cose care di un tempo, vivono
nella paura, i loro occhi e il loro cuore è triste, difficilmente
torneranno a sorridere come un tempo. Allo Stato burocrate -
politico - istituzionale, non importa tutto questo, perché
lontano mentalmente e fisicamente, manca la formazione, la cultura,
i valori, "bagaglio utile" per chi deve provvedere
alla messa in sicurezza del territorio e alla tutela dei cittadini
perché queste calamità chiaramente colpose non
abbiano più da essere. Oggi questo Stato al posto di
riordino, prevenzione, manutenzione del territorio su cui viviamo,
al posto di una legge quadro, ci propone un'assicurazione contro
le calamità, è inaccettabile: danno che si aggiunge
al danno! Caro lettore, tu che non hai subito la calamità,
anche tu dovrai assicurarti giacché non ci sono certezze
per il futuro; oggi le nostre regioni sono colpite da trombe
d'aria e il rischio sismico non è da sottovalutare: noi
piemontesi abbiamo subito anche quello!
Al presidente Domenico Ossino, al popolo alluvionato
di Lodi un abbraccio e sincera amicizia.
Graziella Zaccone Languzzi promotrice diritti
imprese alluvionate Piemonte, novembre 1994, consigliere Comitato
alluvionati del Casalese (Casale Monferrato)
Da Lettere al IL CITTADINO del 27 11 03
ALLUVIONE - 1
Un conto per garantire più sicurezza
Lettera aperta al Comitato di garanzia per l'erogazione
di fondi raccolti con la campagna "Un fiume di solidarietà":
«Gentili signori, ho ricevuto la lettera con la quale
il Comitato di garanzia per l'erogazione dei fondi raccolti
con la campagna "Un fiume di solidarietà" mi
informa dell'attribuzione al mio nucleo famigliare di un contributo
di euro 838.
Ringrazio sentitamente codesto Comitato, ma chiedo
che il contributo stesso invece di essere versato sul mio conto
corrente sia utilizzato per aprire un nuovo conto corrente chiamato
"Sicurezza della città" e i cui fondi siano
destinati a contribuire ai finanziamenti per le opere necessarie
a mettere in sicurezza i quartieri cittadini a rischio alluvionale.
Sono certo che questa iniziativa, se opportunamente
pubblicizzata, porterà a una raccolta di denaro che tornerà
utile per rendere esecutivi i progetti e le idee per proteggere
la città dal fiume.
È impensabile che una città capoluogo
di provincia sia divisa in due aree, una sicura e una a rischio
alluvione. Gli 838 euro messi a disposizione dal mio nucleo
famigliare sono poca cosa ma sono un simbolo e un esempio per
smuovere la pigrizia di coloro i quali hanno la fortuna di avere
casa e azienda dove il fiume non può arrivare. Chiedo
infine pubblicamente alla Banca Popolare di Lodi di fare un
gesto di magnanimità verso la città che l'ha vista
sorgere, l'ha vista crescere e che ha l'onore, ancora oggi,
di ospitarne la sede».
Cordiali saluti.
Carlo Bajoni Lodi
ALLUVIONE - 2
Il risarcimento dei danni subiti per la piena
Caro direttore, faccio seguito alla mia sull'argomento
"assicurazione" per calamità naturale, per
segnalare ai nostri concittadini che esistono dei precisi termini
di prescrizione del diritto di risarcimento dei danni subiti.
Pertanto dovranno fare attenzione a che tali termini vengano
rispettati, pena la perdita di qualsiasi diritto di risarcimento.
Spero di aver fornito un'indicazione utile ai
lettori. Con viva cordialità.
Luigi Ponzoni Ponzoni Assicurazioni Lodi