Da lettere al IL CITTADINO del 3 12 03
ALLUVIONE: E l'unione che fa la forza
Egregio direttore, vorrei ringraziare i signori Carlo Bajoni
e Domenico Ossino per il loro costante impegno a favore
delle famiglie alluvionate, anche se dopo quanto visto
venerdì sera 27 novembre non potrei biasimarli se
decidessero di sollevarsi dall'incarico affidatogli.
Sembra che in tanti si siano dimenticati quanto abbiamo vissuto
un anno fa e che purtroppo, alla luce dei provvedimenti presi
sino ad oggi, si potrebbe ripetere addirittura fra pochi
giorni, viste le allarmanti previsioni meteo divulgate per i
prossimi giorni. Ho visto attraverso i mezzi di comunicazione
come possa la forza dell'unione cambiare le sorti di un
paese, Scanzano. Vorrei ricordare a tutti che l'apatia non aiuta
chi tanto si è impegnato e continua a impegnarsi
per il nostro futuro e sono certa che se a ogni richiesta
di partecipazione, si presentasse una persona in rappresentanza
di ogni famiglia, potremmo anche noi fare unione. Devo
però affermare che il Comitato di garanzia non ha
certamente aiutato nello stimolare la partecipazione, poiché
una buona fetta delle famiglie alluvionate è stata esclusa
dall'assegnazione dell'ultimo contributo.
A questo proposito vorrei dire all'assessore Francesca Sanna
che può chiedere consiglio al parroco della Santa Maria
Addolorata, don Andrea, su come abbia fatto con una modesta
somma ad accontentare tutte le famiglie alluvionate della sua
parrocchia, certamente lo troverà disponibile nell'indicarle
chi lo abbia aiutato ad applicare una semplice divisione.
Cordiali saluti.
Norma Rossetti Lodi
Da IL CITTADINO del 4 12 03
La lettera
Alluvione, un’altra tassa sulla casa
Altro che meno tasse per tutti! Il centrodestra
ha introdotto una nuova tassa sulla casa. L’articolo 40
della Finanziaria prevede l’obbligo, per tutti i titolari
di assicurazione antincendio sulla casa, del pagamento di un
premio supplementare (ancora non si sa l’entità)
per far fronte ai danni da calamità naturali.
La minaccia è dunque chiara: niente assicurazione? Niente
contributi statali per la ricostruzione, anche se si tratta
della casa in cui si vive. Le calamità naturali sono
una delle voci di costo più alte per l'erario pubblico.
Le azioni dovrebbero rispondere a un doppio movimento: rimborsi
rigorosi attraverso una "griglia" che sia uguale per
tutti e interventi di ripristino ambientale per non farli
ripetete. Così avevano iniziato ad operare i governi
dell'Ulivo. In questo caso invece lo Stato si defila, si "privatizza"
il rischio catastrofe, procedendo con iniquità (chi è
più vicino al rischio e chi no), con casualità
(si parte da chi ha una polizza antincendio) con l'incertezza
totale su quanto si pagherà. Giusto ridurre l'intervento
dello Stato, se ha anche un segno di equità: ma perché
non prevedere con incentivi fiscali adeguati un intervento assicurativo
privato, libero e non obbligatorio, che integri i rimborsi
dello Stato? Oltre che questa tassa sulla casa, il Governo ha
scelto altri due obiettivi indecenti: il condono edilizio
e la vendita del patrimonio pubblico, compresi i beni culturali.
La maggioranza e il Governo, sull'assicurazione obbligatoria
per le calamità, sono stati in difficoltà
e hanno detto che tale norma si potrà modificare alla
Camera. Nelle scorse settimane ho informato di tale questione
le istituzioni locali e i Comitati alluvionati che,
rapidamente, hanno preso posizione contro tale tassa. E
importante che in questi giorni, prima del voto alla Camera,
vi siano altri pronunciamenti e che anche gli onorevoli Gibelli
e Falsitta decidano di non votare tale norma. Se rimarrà
così sarà a tutti evidente che, a un anno dall'alluvione,
dopo il danno avremo la beffa!
Gianni Piatti senatore della Repubblica (Ulivo) eletto nel Lodigiano
Da Lettere al IL CITTADINO del 4 12 03
ALLUVIONE
Non fateci pagare due volte
Esimio signor direttore, nella Finanziaria si prevede di istituire
una polizza per assicurare le nostre case contro le calamità.
Credo che dovrebbe prima risolversi la questione dei
rapporti tra la futura polizza e i contributi esosi dati ai
consorzi di bonifica per difendere gli edifici urbani dalle
calamità. Altrimenti si paga due volte per lo stesso
fine. Cordialmente.
Vitelmo Ferrari Milano
Da Lettere al IL CITTADINO del 5 12 03
Alluvione 1
Spiegate le ragioni delle esclusioni
Gentili signori, ieri sera c’è stata la fiaccolata
ricordo del tragico evento che ci ha duramente colpito.
Per guardare al futuro…..
Lo speriamo tanto. Collaboreremo e vigileremo affinché
questo davvero avvenga: la sicurezza per le nostre case, per
la nostra vita.
Questo, fin dall’inizio, è stato lo spirito con
il quale è sorto il Comitato, mi riferisco a quello della
Riva Sinistra, ma solo perché ne faccio parte (anche
gli altri Comitati hanno sempre avuto lo stesso intento).
E sin dall’inizio i rappresentanti dei comitati, gli alluvionati,
io stesso, abbiamo sempre rifiutato di occuparci dell’aspetto
economico, della gestione dei soldi, della ripartizione degli
stessi. Così abbiamo scelto, così continua ad
essere, così continuerà.
Rimarco questo aspetto perché il contributo di solidarietà
da parte del “Comitato di Garanzia” ha scatenato
una serie di: “perché lui sì e io no?”
Io non conosco la risposta, ma comprendo la domanda e chiedo
pubblicamente al “Comitato di Garanzia” di aiutare
tutti quegli alluvionati rimasti esclusi, di spiegare le ragioni
e i criteri di erogazione di questo contributo.
Carlo Bajoni Comitato Riva Sinistra Lodi
Alluvione 2
Assicurazione, la pronuncia dell’Antitrust
Egregio Direttore, la pronuncia dell’Antitrust sulla polizza
anticalamità è importante e viene in aiuto alle
lotte intraprese anche dal C.AL.LO Onlus, e dei politici della
nostra zona Piatti e Gibelli che da subito non hanno accettato
questa tassa in più sulla casa ed un ulteriore esborso
dei cittadini. Questa presa di posizione auspico che possa porre
fine alla vicenda dell'Assicurazione Anti-Calamita! Così
pure i due emendamenti presentati all'VIIIa Commissione Permanente
Ambiente e Territorio della Camera, martedì 25.
Due emendamenti identici uno a firma di deputati DS/ULIVO e
l'altro a firma di deputati di FI che hanno dato parere soppressivo
all'art. 46 (ex art. 40) di questo disegno di Legge in Finanziaria
2004 “polizza contro i danni derivati da calamità
naturali”. Questo parere è stato inviato alla Va
Commissione Bilancio con la richiesta di sopprimere l'articolo.
Ora sarà la Commissione Bilancio ad esprimere il suo
parere; stralciarlo oppure portarlo avanti nonostante lo scontento
del paese ed in ultimo la pronuncia sarà del Governo.
Considero importante l'intervento traversale da parte dei politici
firmatari degli emendamenti delle due coalizioni opposte; che
insieme si sono impegnati nell'interesse di tutti poiché
le alluvioni e le calamità non hanno né colori
né identità politiche.
Ancora una volta tramite il suo giornale, come presidente del
C.AL.LO lancio il mio appello alla Va Commissione Permanente
Bilancio, ai Senatori e Deputati eletti in Lombardia, ai Prefetti
e Presidenti delle Province lombarde, al Presidente della Repubblica
Ciampi, al Presidente del Consiglio Berlusconi, al Ministro
delle Finanze Tremonti, ai Proff. Bertolaso e De Bernardinis
del Dipartimento Nazionale Protezione Civile per chiedere l'abrogazione
di tale articolo.
Ai politici e rappresentanti delle Istituzioni lombarde chiedo
di schierarsi contro la proposta di Legge sulla “famigerata
polizza” in discussione alla Camera dei Deputati per la
Finanziaria 2004. Il mio invito è quello di seguire il
consiglio della Commissione Antitrust e "dimenticare"
l'assicurazione sui disastri. Il provvedimento anticalamità,
se entrerà in vigore il prossimo anno, creerà
non poche apprensioni e preoccupazioni, è evidente che
l'assicurazione anticalamità riguarderà tutto
il territorio italiano tramite il collegamento alle oltre 5
milioni di polizze antincendio, è altrettanto vero che
la Lombardia nell’ultimo ventennio è stata senza
ombra di dubbio fra le regioni che ha subito più danni
e perdite di vite umane a causa di disastrose rotture di dighe,
alluvioni, frane. Nel contempo pare esserci un minore interesse
da parte dello Stato per il rimborso dei danni subiti, per la
manutenzione di tutte le opere idrauliche, per la puntuale applicazione
del P.A.I (Piano di Assetto Idrogeologico). Voglio esprimere
a Voi in qualità di rappresentanti e responsabili del
territorio lombardo la mia preoccupazione per l'aumento ed il
peggioramento dei fenomeni meteorici sempre più violenti
e catastrofici. Mi permetto ricordarvi che la nostra Regione
e lo Stato hanno individuato altre priorità, investito
migliaia di miliardi di vecchie lire per le infrastrutture legate
ai treni ad alta velocità e capacità e altre opere,
investimenti che non devono però disimpegnare lo Stato
nell'investire per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti.
Vogliate tenere conto a questo proposito che la maggiore cementificazione
del territorio (in pianura per l'alta velocità) e ad
esempio le infrastrutture in montagna vanno ad incidere in modo
rilevante sul dissesto idrogeologico che già risulta
molto grave e compromesso.
Ritengo la proposta dell'assicurazione anticalamità una
nuova tassa per la casa, un provvedimento vessatorio, una cambiale
in bianco che il cittadino dovrebbe firmare nei confronti dello
Stato senza tra l'altro permettere che al tavolo della definizione
della legge siano previste rappresentanze più estese
dei consumatori e dei cittadini.
Per le ragioni sopraesposte chiedo il Vostro intervento perché
il sopra citato articolo venga definitivamente abrogato e contemporaneamente
vengano ridefinite priorità e risorse importanti, progetti
seri e continuativi per la messa in sicurezza, per la manutenzione
del territorio che rappresentate e dell'intero Bacino Idrografico
del fiume Po, che trovasi nelle regioni che danno lustro all’economia
italiana.
Il Vostro intervento, l'intervento di tutti i rappresentanti
della Lombardia deve avvenire in modo traversale nell'interesse
di tutti, poiché le alluvioni, i terremoti e le altre
calamità naturali non hanno colori né identità
politiche.
A nome degli alluvionati di Lodi, lombardi, piemontesi, laziali,
pugliesi, siculi, ecc., grazie per la Vostra attenzione ed interessamento.
Distinti saluti.
Domenico Ossino Comitato Alluvionati Lodi Onlus
Alluvione 3
Un anno dopo si fanno ancora solo parole
Caro Direttore, ho partecipato venerdì 28 novembre alla
fiaccolata e al successivo incontro organizzato presso il Teatro
del Collegio San Francesco dai Comitati Alluvionati di Lodi.
Hanno relazionato i coordinatori Ossino e Bajoni, mentre sullo
schermo alle loro spalle ci raggelavano le immagini di quella
sera e dei giorni seguenti.
E' poi intervenuto il Sindaco di Lodi che ha parlato degli interventi
che si dovrebbero fare per mettere in sicurezza la città.
Ma a questo proposito purtroppo ho sentito parole, nient'altro
che parole, le solite parole
A un anno di distanza da quei giorni siamo ancora alle parole:
azioni non se ne sono viste (e forse non se ne vedranno).
Venerdì doveva essere la serata del ricordo: e così
è stato.
Ma la gente che ha partecipato vi ha dedicato il suo tempo perché
aveva anche bisogno di sentire cose concrete, anzi: avrebbe
già voluto aver visto cose concrete.
Ma la pazienza ha anche un limite: noi lodigiani siamo stati
pazienti, forse ora anche demotivati, stanchi e con poche speranze.
La pacatezza della serata credo vada letta in questo modo.
Forse sarebbe il caso che prendessimo esempio dalla gente della
Basilicata: che ha avuto coraggio e che ha un Sindaco che ha
preso posizione al suo fianco.
Già venerdì sera a Lodi qualcuno ha chiesto mobilitazione,
con il Sindaco in testa, per far sentire più alta la
voce a chi, a livello sovracomunale e sovraprovinciale, può
intervenire. Anche perché chi ha acceso mutui e dato
fondo ai propri averi per riparare i danni nelle proprie case
non può certo permettersi in un futuro, che può
anche essere prossimo, di esborsare altro denaro.
Una nota positiva, infine, è stata l'espressa richiesta,
che il Sindaco ha accolto, di evitare nuove costruzioni nelle
zone colpite dall'alluvione del 2002, per evitare l'aggravio
della situazione esistente e l'aggiunta di altre potenziali
vittime derivanti da future esondazioni.
E questo sembra un positivo passo avanti.
Angelo Bocchioli Lodi