HOME
CERCA
ACQUISTI

Alluvione a Lodi
dighe artificiali contro le alluvioni
IN PRIMO PIANO

COMITATO ALLUVIONATI LODI ONLUS
Indice


Ricorsi al TAR per le delibere sulle paratie da costruirsi su via Milano

dighe artificiali contro le alluvioni Ricorso al TAR
del 19/09/2003
dighe artificiali contro le alluvioni Ricorso al TAR
del 26/10/2003

Altri argomenti in
primo piano:

dighe artificiali contro le alluvioni lettera
al Prefetto di Lodi
dighe artificiali contro le alluvioni Comunicazione del Presidente del Consiglio  

Altri argomenti
in primo piano

 

SCRIVICI!

invia la
tua idea
su cosa serve
a Lodi
per rendere sicuro
il passaggio
dell'Adda.

Comitato alluvionati
Lodi Onlus:

Indirizzo
Via Luigi Bay 26/G
26900 Lodi
Telefono

339-7495130
Posta elettronica

c.al.lo@tin.it

 

barriere artificiali contro le alluvioni

 

barriere artificiali contro le alluvioni

 

 

 

 

 

 

 

Da lettere al IL CITTADINO del 3 12 03

ALLUVIONE: E l'unione che fa la forza
Egregio direttore, vorrei ringraziare i signori Carlo Bajoni e Dome­nico Ossino per il loro costante im­pegno a favore delle famiglie allu­vionate, anche se dopo quanto visto venerdì sera 27 novembre non po­trei biasimarli se decidessero di sollevarsi dall'incarico affidatogli.
Sembra che in tanti si siano dimenticati quanto abbiamo vissuto un anno fa e che purtroppo, alla luce dei provvedimenti presi sino ad og­gi, si potrebbe ripetere addirittura fra pochi giorni, viste le allarmanti previsioni meteo divulgate per i prossimi giorni. Ho visto attraverso i mezzi di comunicazione come pos­sa la forza dell'unione cambiare le sorti di un paese, Scanzano. Vorrei ricordare a tutti che l'apatia non aiuta chi tanto si è impegnato e con­tinua a impegnarsi per il nostro futuro e sono certa che se a ogni ri­chiesta di partecipazione, si presentasse una persona in rappresentan­za di ogni famiglia, potremmo an­che noi fare unione. Devo però affer­mare che il Comitato di garanzia non ha certamente aiutato nello sti­molare la partecipazione, poiché una buona fetta delle famiglie alluvionate è stata esclusa dall'assegna­zione dell'ultimo contributo.
A questo proposito vorrei dire all'assessore Francesca Sanna che può chiedere consiglio al parroco della Santa Maria Addolorata, don Andrea, su come abbia fatto con una modesta somma ad accontentare tutte le famiglie alluvionate della sua parrocchia, certamente lo trove­rà disponibile nell'indicarle chi lo abbia aiutato ad applicare una sem­plice divisione. Cordiali saluti.
Norma Rossetti Lodi

Da IL CITTADINO del 4 12 03
La lettera
Alluvione, un’altra tassa sulla casa

Altro che meno tasse per tutti! Il centrodestra ha introdotto una nuova tassa sulla casa. L’articolo 40 della Finanziaria prevede l’obbligo, per tutti i titolari di assicurazione antincendio sulla casa, del pagamento di un premio supplementare (ancora non si sa l’entità) per far fronte ai danni da calamità naturali.
La minaccia è dunque chiara: niente assicurazione? Niente contributi statali per la ricostruzione, anche se si tratta della casa in cui si vive. Le calamità naturali sono una delle voci di costo più alte per l'erario pubblico. Le azioni dovrebbero rispondere a un doppio movimento: rimborsi rigorosi attraverso una "griglia" che sia uguale per tutti e inter­venti di ripristino ambientale per non farli ripetete. Così ave­vano iniziato ad operare i gover­ni dell'Ulivo. In questo caso invece lo Stato si defila, si "pri­vatizza" il rischio catastrofe, procedendo con iniquità (chi è più vicino al rischio e chi no), con casualità (si parte da chi ha una polizza antincendio) con l'incertezza totale su quanto si pagherà. Giusto ridurre l'inter­vento dello Stato, se ha anche un segno di equità: ma perché non prevedere con incentivi fiscali adeguati un intervento assicura­tivo privato, libero e non obbli­gatorio, che integri i rimborsi dello Stato? Oltre che questa tassa sulla casa, il Governo ha scelto altri due obiettivi inde­centi: il condono edilizio e la vendita del patrimonio pubblico, compresi i beni culturali. La maggioranza e il Governo, sull'assicurazione obbligatoria per le calamità, sono stati in difficol­tà e hanno detto che tale norma si potrà modificare alla Camera. Nelle scorse settimane ho infor­mato di tale questione le istitu­zioni locali e i Comitati alluvio­nati che, rapidamente, hanno preso posizione contro tale tas­sa. E importante che in questi giorni, prima del voto alla Ca­mera, vi siano altri pronunciamenti e che anche gli onorevoli Gibelli e Falsitta decidano di non votare tale norma. Se ri­marrà così sarà a tutti evidente che, a un anno dall'alluvione, dopo il danno avremo la beffa!
Gianni Piatti senatore della Repubblica (Ulivo) eletto nel Lodigiano

Da Lettere al IL CITTADINO del 4 12 03

ALLUVIONE
Non fateci pagare due volte
Esimio signor direttore, nella Finanziaria si prevede di istituire una polizza per assicurare le nostre case contro le calamità. Credo che do­vrebbe prima risolversi la questio­ne dei rapporti tra la futura polizza e i contributi esosi dati ai consorzi di bonifica per difendere gli edifici urbani dalle calamità. Altrimenti si paga due volte per lo stesso fine. Cordialmente.
Vitelmo Ferrari Milano

Da Lettere al IL CITTADINO del 5 12 03
Alluvione 1
Spiegate le ragioni delle esclusioni
Gentili signori, ieri sera c’è stata la fiaccolata ricordo del tragico evento che ci ha duramente colpito.

Per guardare al futuro…..
Lo speriamo tanto. Collaboreremo e vigileremo affinché questo davvero avvenga: la sicurezza per le nostre case, per la nostra vita.
Questo, fin dall’inizio, è stato lo spirito con il quale è sorto il Comitato, mi riferisco a quello della Riva Sinistra, ma solo perché ne faccio parte (anche gli altri Comitati hanno sempre avuto lo stesso intento).
E sin dall’inizio i rappresentanti dei comitati, gli alluvionati, io stesso, abbiamo sempre rifiutato di occuparci dell’aspetto economico, della gestione dei soldi, della ripartizione degli stessi. Così abbiamo scelto, così continua ad essere, così continuerà.
Rimarco questo aspetto perché il contributo di solidarietà da parte del “Comitato di Garanzia” ha scatenato una serie di: “perché lui sì e io no?”
Io non conosco la risposta, ma comprendo la domanda e chiedo pubblicamente al “Comitato di Garanzia” di aiutare tutti quegli alluvionati rimasti esclusi, di spiegare le ragioni e i criteri di erogazione di questo contributo.
Carlo Bajoni Comitato Riva Sinistra Lodi

Alluvione 2
Assicurazione, la pronuncia dell’Antitrust
Egregio Direttore, la pronuncia dell’Antitrust sulla polizza anticalamità è importante e viene in aiuto alle lotte intraprese anche dal C.AL.LO Onlus, e dei politici della nostra zona Piatti e Gibelli che da subito non hanno accettato questa tassa in più sulla casa ed un ulteriore esborso dei cittadini. Questa presa di posizione auspico che possa porre fine alla vicenda dell'Assicurazione Anti-Calamita! Così pure i due emendamenti presentati all'VIIIa Commissione Permanente Ambiente e Territorio della Camera, martedì 25.
Due emendamenti identici uno a firma di deputati DS/ULIVO e l'altro a firma di deputati di FI che hanno dato parere soppressivo all'art. 46 (ex art. 40) di questo disegno di Legge in Finanziaria 2004 “polizza contro i danni derivati da calamità naturali”. Questo parere è stato inviato alla Va Commissione Bilancio con la richiesta di sopprimere l'articolo. Ora sarà la Commissione Bilancio ad esprimere il suo parere; stralciarlo oppure portarlo avanti nonostante lo scontento del paese ed in ultimo la pronuncia sarà del Governo.
Considero importante l'intervento traversale da parte dei politici firmatari degli emendamenti delle due coalizioni opposte; che insieme si sono impegnati nell'interesse di tutti poiché le alluvioni e le calamità non hanno né colori né identità politiche.
Ancora una volta tramite il suo giornale, come presidente del C.AL.LO lancio il mio appello alla Va Commissione Permanente Bilancio, ai Senatori e Deputati eletti in Lombardia, ai Prefetti e Presidenti delle Province lombarde, al Presidente della Repubblica Ciampi, al Presidente del Consiglio Berlusconi, al Ministro delle Finanze Tremonti, ai Proff. Bertolaso e De Bernardinis del Dipartimento Nazionale Protezione Civile per chiedere l'abrogazione di tale articolo.
Ai politici e rappresentanti delle Istituzioni lombarde chiedo di schierarsi contro la proposta di Legge sulla “famigerata polizza” in discussione alla Camera dei Deputati per la Finanziaria 2004. Il mio invito è quello di seguire il consiglio della Commissione Antitrust e "dimenticare" l'assicurazione sui disastri. Il provvedimento anticalamità, se entrerà in vigore il prossimo anno, creerà non poche apprensioni e preoccupazioni, è evidente che l'assicurazione anticalamità riguarderà tutto il territorio italiano tramite il collegamento alle oltre 5 milioni di polizze antincendio, è altrettanto vero che la Lombardia nell’ultimo ventennio è stata senza ombra di dubbio fra le regioni che ha subito più danni e perdite di vite umane a causa di disastrose rotture di dighe, alluvioni, frane. Nel contempo pare esserci un minore interesse da parte dello Stato per il rimborso dei danni subiti, per la manutenzione di tutte le opere idrauliche, per la puntuale applicazione del P.A.I (Piano di Assetto Idrogeologico). Voglio esprimere a Voi in qualità di rappresentanti e responsabili del territorio lombardo la mia preoccupazione per l'aumento ed il peggioramento dei fenomeni meteorici sempre più violenti e catastrofici. Mi permetto ricordarvi che la nostra Regione e lo Stato hanno individuato altre priorità, investito migliaia di miliardi di vecchie lire per le infrastrutture legate ai treni ad alta velocità e capacità e altre opere, investimenti che non devono però disimpegnare lo Stato nell'investire per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. Vogliate tenere conto a questo proposito che la maggiore cementificazione del territorio (in pianura per l'alta velocità) e ad esempio le infrastrutture in montagna vanno ad incidere in modo rilevante sul dissesto idrogeologico che già risulta molto grave e compromesso.
Ritengo la proposta dell'assicurazione anticalamità una nuova tassa per la casa, un provvedimento vessatorio, una cambiale in bianco che il cittadino dovrebbe firmare nei confronti dello Stato senza tra l'altro permettere che al tavolo della definizione della legge siano previste rappresentanze più estese dei consumatori e dei cittadini.
Per le ragioni sopraesposte chiedo il Vostro intervento perché il sopra citato articolo venga definitivamente abrogato e contemporaneamente vengano ridefinite priorità e risorse importanti, progetti seri e continuativi per la messa in sicurezza, per la manutenzione del territorio che rappresentate e dell'intero Bacino Idrografico del fiume Po, che trovasi nelle regioni che danno lustro all’economia italiana.
Il Vostro intervento, l'intervento di tutti i rappresentanti della Lombardia deve avvenire in modo traversale nell'interesse di tutti, poiché le alluvioni, i terremoti e le altre calamità naturali non hanno colori né identità politiche.
A nome degli alluvionati di Lodi, lombardi, piemontesi, laziali, pugliesi, siculi, ecc., grazie per la Vostra attenzione ed interessamento.
Distinti saluti.
Domenico Ossino Comitato Alluvionati Lodi Onlus

Alluvione 3
Un anno dopo si fanno ancora solo parole
Caro Direttore, ho partecipato venerdì 28 novembre alla fiaccolata e al successivo incontro organizzato presso il Teatro del Collegio San Francesco dai Comitati Alluvionati di Lodi.
Hanno relazionato i coordinatori Ossino e Bajoni, mentre sullo schermo alle loro spalle ci raggelavano le immagini di quella sera e dei giorni seguenti.
E' poi intervenuto il Sindaco di Lodi che ha parlato degli interventi che si dovrebbero fare per mettere in sicurezza la città.
Ma a questo proposito purtroppo ho sentito parole, nient'altro che parole, le solite parole
A un anno di distanza da quei giorni siamo ancora alle parole: azioni non se ne sono viste (e forse non se ne vedranno).
Venerdì doveva essere la serata del ricordo: e così è stato.
Ma la gente che ha partecipato vi ha dedicato il suo tempo perché aveva anche bisogno di sentire cose concrete, anzi: avrebbe già voluto aver visto cose concrete.
Ma la pazienza ha anche un limite: noi lodigiani siamo stati pazienti, forse ora anche demotivati, stanchi e con poche speranze.
La pacatezza della serata credo vada letta in questo modo.
Forse sarebbe il caso che prendessimo esempio dalla gente della Basilicata: che ha avuto coraggio e che ha un Sindaco che ha preso posizione al suo fianco.
Già venerdì sera a Lodi qualcuno ha chiesto mobilitazione, con il Sindaco in testa, per far sentire più alta la voce a chi, a livello sovracomunale e sovraprovinciale, può intervenire. Anche perché chi ha acceso mutui e dato fondo ai propri averi per riparare i danni nelle proprie case non può certo permettersi in un futuro, che può anche essere prossimo, di esborsare altro denaro.
Una nota positiva, infine, è stata l'espressa richiesta, che il Sindaco ha accolto, di evitare nuove costruzioni nelle zone colpite dall'alluvione del 2002, per evitare l'aggravio della situazione esistente e l'aggiunta di altre potenziali vittime derivanti da future esondazioni.
E questo sembra un positivo passo avanti.
Angelo Bocchioli Lodi

.