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RESOCONTI SETTIMANALI

COMITATO ALLUVIONATI LODI ONLUS

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Settimana del
*
01/09/2003

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26900 Lodi
Telefono

339-7495130
Posta elettronica

c.al.lo@tin.it

cronaca politica lodi

cronaca politica lodi

Lodi, 9 settembre 2003

Cari amici vi trasmetto la cronaca della settimana scorsa con un poco di ritardo.
Ciò è dovuto all’impegno oneroso della raccolta di adesioni e fondi per il ricorso al TAR che stiamo organizzando.
Anche questa settimana gli articoli politici sono diversi e numerosi. Mi sento l’obbligo di farveli avere perché sono dell’avviso che anche l’azione dei Comitati Alluvionati (Lodi Onlus e Riva Sinistra) abbia influito (e non poco) nello scenario politico in atto. Finalmente sembra che la Giunta Comunale sia nuovamente attiva a seguito dei due rimpasti avvenuti. Me lo auguro, così finalmente potrà ricominciare ad operare per i cittadini.
Per Venerdì 12 p. venturo, alle ore 21.00, è indetta una assemblea nel salone dell’Oratorio del Borgo Adda, che tratterà (si illustrerà) il quadro della situazione dopo l’alluvione, e il ricorso al Tar.
Sarà l’occasione per chiudere le adesioni e terminare la raccolta di fondi per l’azione legale.
In allegato il volantino dell’assemblea, che, cortesemente ognuno secondo le proprie consuete possibilità, prego divulgare su tutte le zone rivierasche e limitrofe, con volantinaggio, affissioni nei palazzi, negozi, attività produttive, ecc.. Sarà mio impegno dare tempestivamente copia del volantino alla stampa, affinché anch’essa possa riportare la notizia dell’assemblea, per una più capillare diffusione.
Grazie come sempre per la vs. preziosa collaborazione.
Cordiali saluti.
Domenico Ossino
Presidente
Comitato Alluvionati Lodi Onlus

DA IL GIORNO DEL 2 SETTEMBRE 2003
Il consiglio comunale riprende il 9 settembre

LODI — Nonostante le dimissioni di Mauro Biscaldi e le voci che davano per uscente Bruno Scacchi, l'amministrazione guidata da Aurelio Ferrari ha proseguito il suo lavoro pressoché senza sosta. Le riunioni di giunta (sono rimasti in carica Paola Tramezzani e Gianluigi Bonifati dei Ds, Giuliana Cominetti di Alleanza per Lodi, Francesco Marzorati di Rifondazione comunista, Felice Corbellini e Giuseppe Carrera del Ppi) si sono tenute anche in agosto. Ora, chiusa la parentesi estiva e risolto il problema del rimpasto della giunta (oggi il sindaco firmerà i decreti di nomina dei due nuovi assessori), l'attività amministrativa riprende a pieno ritmo. Ieri la commissione dei capigruppo si è riunita per vagliare gli argomenti da dibattere nel consiglio comunale di martedì 9 settembre.

Fumata bianca: due novità
LODI — Leonardo Rudelli, 42 anni, è il nuovo assessore all'Urbanistica, mentre il 57enne Emiliano Lottaroli è titolare di Lavori pubblici, Viabilità e Polizia municipale. La notizia è stata data ieri dal sindaco Aurelio Ferrari, al termine di un lungo confronto, l'ennesimo degli ultimi due mesi, con le segreterie dei partiti e i capigruppo di maggioranza.
Rudelli, del Ppi, subentra a Bruno Scacchi, dello stesso partito che si riconsoce nella Margherita. Geometra con un studio tecnico a Lodi che si occupa dell'amministrazione di condomini, non ha mai ricoperto incarichi istituzionali. A livello politico è stato tra chi si era impegnato a traghettare la vecchia Dc nel nuovo Ppi.
Lottaroli, attuale presidente della Eal (la società energetica provinciale) e del Fanfulla calcio, è un esponente storico del Pci poi Pds e infine Ds. Codognese e a lungo impegnato nel consiglio comunale della sua città, è stato nella prima parte degli anni Novanta assessore al Bilancio della Provincia di Milano (allora il Lodigiano non aveva ancora raggiunto l'autonomia amministrativa). Sostituisce il compagno di partito Mauro Biscaldi, dimissionario dopo essere stato bersaglio di pesanti critiche (contro di lui anche una consistente parte dei Ds). Biscaldi sembra destinato a un incarico di rilievo in un ente pubblico. «Utilizzeremo ancora la sua professionalità». dice il sindaco, che l'ha difeso fino all'ultimo.
Con l'ingrsesso in giunta di Lottaroli e Rudelli in pratica i Ds e la Margherita si scambiano le partite detenute in precedenza: quelle di Biscaldi (Urbanistica e Vigilanza urbana) passano a Rudelli, quella di Scacchi (Lavori pubblici) a Lottaroli. Per gli altri assessori non dovrebbe esserci una ridistribuzione delle deleghe.
di Laura De Benedetti

DA IL CITTADINO DEL 3 SETTEMGRE 2003

Alluvione, l'ombra del Tar sui progetti

Ricorso dei comitati contro il comune per i lavori sulle rogge

Il portavoce Ossino spiega la decisione: «L'acqua respinta dalle chiaviche esonderebbe in viale Milano, sarebbe un disastro»

Un esposto al Tribunale amministrativo regionale (Tar) per chiedere la sospensione dell'opera. È una misura estrema quella promossa dal comitato alluvionati della riva destra per fermare le due chiuse che l'amministrazione comunale intende costruire lungo viale Milano, sulle rogge Gaetana e Gelata.
Un intervento che, nelle intenzioni di Palazzo Broletto, dovrebbe salvare dalle esondazioni il territorio compreso tra via San Bassiano e viale Milano, in zona Pratello, fermando il rigurgito d'acqua delle due rogge, bloccate nel loro corso verso l'Adda a causa dell'ingrossamento del fiume. Non è dello stesso parere Domenico Ossino, portavoce del comitato alluvionati riva destra, che nei giorni scorsi ha avviato una raccolta di fondi per sostenere le spese legali necessarie al ricorso: «Se queste chiuse in parte possono risolvere i problemi di via Bocconi e via Cavezzali - precisa Ossino -, aumenteranno invece i rischi per le abitazioni lungo viale Milano, in zona Martinetta, nell'area del tribunale e in quella attorno via dei Pescatori. Qui l'acqua bloccata dalle chiuse tornerà indietro, esondando».
La replica del sindaco Aurelio Ferrari si limita, per ora, a un breve commento: «Prendo atto della decisione e del fatto che la posizione di questi comitati sia scopertamente di opposizione a qualunque cosa si faccia».
La decisione di appellarsi al Tar è maturata, spiega Ossino, dopo il silenzio dei consiglieri comunali del Broletto: «Dopo le delibere di consiglio comunale e di giunta che hanno dato il via alle due rogge - spiega Ossino - abbiamo contattato alcuni esponenti della maggioranza per ribadire la nostra perplessità e chiedere loro di intervenire per fare tornare indietro il provvedimento. Di risposte, però, non ne sono arrivate. Ci muoviamo da soli, non vogliamo comunque essere condizionati o legati a esponenti di maggioranza».
Così il coordinatore del comitato ha contattato un ingegnere idraulico per chiedere una perizia scritta e un legale lodigiano per una consulenza su modi e tempi del ricorso. I termini di presentazione scadono il 15 settembre: per quella data si dovranno raccogliere circa 4 mila euro per le consulenze e le spese legali e le firme dei sottoscrittori. La richiesta è quella di chiedere la sospensione delle opere per «arrecamento di danni in caso di nuove esondazioni».
Ferrari difende la bontà delle opere, progettate dall'ingegnere Carlo Locatelli e previste dalla variante al piano regolatore, modificato secondo le indicazioni del piano di assetto idrogeologico dell'Autorità di Bacino: «Metteranno in sicurezza zone della città senza alcun rischio per altre. Ognuno è libero di presentare richieste al Tar, ma è certo singolare che questi comitati ci chiedano continuamente opere per poi opporsi quando si procede a realizzarle».
Fabrizio Tummolillo

Neo assessori, primo esame: «Ma la crisi è già alle spalle»

La maggioranza considera la crisi, o "verifica" che sia, ormai alle spalle. L'opposizione preferisce sospendere i commenti sui nuovi assessori, pur togliendosi qualche sasso dalle scarpe: un po' per cavalleria, un po' perché preferisce attendere al varco. A Emiliano Lottaroli, plenipotenziario cittadino dei Ds e nuovo assessore ai lavori pubblici (delega che fu di Bruno Scacchi, della Margherita, in procinto di lasciare il posto per decreto del sindaco Aurelio Ferrari) e a Leonardo Rudelli, volto nuovo della Margherita, al debutto amministrativo a urbanistica e viabilità (al posto del diessino Mauro Biscaldi, dimessosi a fine luglio) Giuseppe Bruschi, capogruppo in Broletto di Forza Italia, rivolge un augurio: «Buon lavoro a entrambi, speriamo ci si possa confrontare in maniera diversa rispetto a quanto accadeva ai tempi di Biscaldi». Non commenta Andrea Cancellato del Circolo Archinti. È preoccupato, Giovanni Gualteri di Alleanza nazionale: «Nella sinistra le lacerazioni e le contrapposizioni interne fanno rotolare teste ma lasciano irrisolti i veri problemi di Lodi». Solo Mauro Rossi, Lega Nord, apre le ostilità con Lottaroli: «Dopo avere commissariato i Ds ora si accinge a commissariare la città. Spero che al comune non tocchi la stessa sorte del Fanfulla» commenta il responsabile leghista citando i risultati non felici della squadra cittadina di cui Lottaroli è presidente. Una stoccata Rossi la riserva al sindaco Ferrari: «Pensavo avesse più voce in capitolo, invece ha dovuto subire la crisi, non gestirla. Politicamente ne è uscito con le ossa a pezzi». Ben diverso il panorama dipinto dai portavoce della maggioranza. «I rapporti con i Democratici di sinistra? Sono buoni. Tra il gruppo di maggioranza relativa e il resto della compagine c'è stata qualche discussione, poi le cose hanno "quadrato". Occorre riprendere il dialogo con la città - ammette Marco Zaninelli della Margherita -. Ultimamente c'è stata qualche discussione». Rimediare alle polemiche del passato, ricucire gli strappi: è quanto auspica anche Simone Uggetti dei Ds: «Le priorità della nuova giunta? Sicuramente opere in sospeso quali la Cavallerizza, l'università, l'ex Sicc. L'importante è una maggiore apertura e un migliore dialogo con la città». «Soddisfazione per la gestione e per i risultati della verifica politica» è espressa da Adele Burinato, di Alleanza per Lodi, mentre Roberto Masticò, di Cento Paesi, chiede tempi rapidi per ultimare quanto già avviato: «La sistemazione dei giardini di viale IV novembre, il parcheggio di via Villani, il nuovo stadio... È inutile mettere altra carne al fuoco, si lavori per ultimare queste opere». Pietro Cavalli, Rifondazione comunista, richiama l'attenzione «sul problema del traffico, sulle piste ciclabili, sull'urbanistica in blocco, in particolare all'emergenza alluvione. Spero che la giunta lavori per completare il programma. Altrimenti tanto valeva non fare niente».
F. T.

DA IL GIORNO DEL 3 SETTEMBRE 2003

Due volti nuovi, il resto non cambia
LODI — Domani i decreti di nomina dei due nuovi assessori, Emiliano Lottaroli (Ds) e Leonardo Rudelli (Ppi), che in giunta subentrano a Mauro Biscaldi (Ds) e Bruno Scacchi (Cento Paesi, area della Margherita). Rudelli non erediterà da Scacchi i Lavori pubblici,assegnati a Lottaroli, ma dovrà occuparsi di Urbanistica, Viabilità e Trasporti.
Il sindaco Aurelio Ferrari tiene la delega alla Comunicazione, di cui era responsabile Biscaldi, Inoltre mantiene la carica al Decentramento: nei rapporti spesso difficili con i consigli di zona, sarà coadiuvato dal consigliere Franco Pinchiroli (Ds), già presidente del consiglio comunale e più volte chiamato a far da mediatore tra Palazzo Broletto e i parlamentini di quartiere. Come primo cittadino, responsabile della salute e della sicurezza dei lodigiani, in base alla nuova legge regionale Ferrari avrà competenza sulla Pol izia locale.
L'ingresso di Lottaroli e Rudelli non ha portato a ridistribuire le deleghe degli altri assessori. Il vice sindaco Paola Tramezzani (Ds) resta titolare di Sport-Istruzione-Cultura, Pino Carrera (Ppi) dei Servizi sociali, Giuliana Cominetti (Alleanza per Lodi) di Pari opportunità-Giovani-Anagrafe-Affari legali, Francesco Marzorati (Rifondazione comunista) di Ambiente-Relazioni colpubblico-Protezione civile-Parchi, Felice Corbellini (Ppi) di Bilancio-Attività produttive-Commercio, Gianluigi Bonifati (Ds) di Patrimonio-Personale-Partecipazioni negli enti pubblici.
In questo mandato amministrativo, il secondo di Aurelio Ferrari, la giunta aveva già subito un rimpasto circa due anni fa: Giuseppe Mulazzi (Ds), nominato presidente dell'Astem, aveva lasciato i Lavori pubblici a Scacchi, che a sua volta aveva trasferito le competenze del Bilancio a Corbellini. In quell'occasione era entrato in giunta Bonifati.
L.D.B.

Da Lettere al IL CITTADINO del 4 settembre 2003
Alluvione, i sacchi di sabbia non sono l'unica soluzione

Nel consiglio comunale del 18 luglio scorso l'assessore comunale alla protezione civile, Marzorati, affermò che il miglior sistema per proteggere gli abitati dalle esondazioni sono, ancora oggi, i sacchetti di sabbia.
Qualche giorno dopo ebbi occasione di incontrare Marzorati e gli espressi la mia perplessità riguardante tale affermazione ritenendo dovessero esserci metodi più moderni idonei allo scopo. Egli mi rispose con una citazione di Mao Tse Tung: «chi non è informato non può parlare».
In seguito a questo suggerimento mi informai scoprendo che esistono numerosi mezzi ben più immediati e semplici da posare dei sacchetti di sabbia e, soprattutto, di efficacia ben maggiore. Eccone alcuni:
- il sistema Noaq: quello, tra l'altro, del quale ha la documentazione (in lingua inglese) lo stesso Marzorati e che mi disse non essere adatto in quanto la posa risulta complicata perché occorre "incollare" una parte dello stesso al suolo per immobilizzare la diga artificiale. In realtà, come si può vedere al sito Internet www.noaq. com, questa diga artificiale è gonfiata ad aria compressa, è composta da sezioni che si approntano in 10 minuti e ogni sezione equivale a più di 900 sacchetti di sabbia (quante persone e quanto tempo occorrono per riempire 900 sacchetti di sabbia?), non ha bisogno di alcuna installazione fissa perché c'è una parte in polietilene posata sul terreno sulla quale la pressione dell'acqua blocca la diga senza alcuna necessità di incollarla al suolo. È un sistema svedese realizzato in collaborazione con l'agenzia statale di salvataggio e, come si può vedere nella presentazione del prodotto, questo sistema di protezione è: rapido, facile da riempire (aria), flessibile (i tubi di lunghezze differenti possono essere fissati tra loro anche angolarmente) e si può installare su qualsiasi suolo (asfalto, ghiaia, erba o altro). Una volta terminata l'emergenza non rimangono danni al suolo.
- Il sistema QuicK-Dam (www.quick-damm.de/engl/prod_quick_damm. html): si tratta di una diga costituita da teli in polietilene sostenuti da tubolari, una volta montati (il montaggio è rapido e occorre il solo ausilio del martello!) i teli vanno riempiti per rendere efficace la barriera, possono essere riempiti con terra o sabbia (naturalmente a mezzo di pale meccaniche per fare rapidamente), ma attenzione, anche con acqua! Materiale che, in caso di piena del fiume, è abbondante e a portata di mano nei pressi della diga artificiale.
- Esiste inoltre un sistema tutto italiano realizzato dalla Jolly Tech di Milano (02-3911005 - http://web.tiscali.it/ no-redirect-tiscali/jollitech/index. html) il cui titolare, contattato da me telefonicamente per avere chiarimenti sul prodotto mi ha detto che, circa due anni fa, ha inviato la documentazione di queste dighe di emergenza al comune di Lodi senza mai ottenere neanche un incontro personale, seppur da lui sollecitato, per illustrare il prodotto: dov'è finita questa documentazione che, se esaminata, avrebbe forse evitato tanti danni alla nostra città?

Come vede assessore Marzorati, mi sono informato e ora posso parlare, ora si informi lei ma, gentilmente, in fretta, perché l'autunno è vicino e oltre al fatto che abbiamo alle spalle un lunghissimo e anomalo periodo di siccità, concordo con quanto è riportato nel sito Noaq: «il problema delle inondazioni non diminuirà in futuro, anzi sarà il contrario. Con il clima che cambia, l'aumentato disboscamento e una sempre crescente densità demografica i danni potenziali aumenteranno».
Come chiunque può costatare le piogge dei giorni scorsi su Alpi e Prealpi non hanno fatto aumentare di un solo centimetro il livello del fiume a Lodi. La cosa più ovvia che viene alla mente è che "i nostri coinquilini dei piani superiori" abbiano chiuso tutti gli sbarramenti verso la valle per alzare la quota di laghi e invasi artificiali in modo da portarli nel più breve tempo possibile ai massimi livelli così che, quando arriveranno precipitazioni consistenti, ovviamente, tutta la pioggia scorrerà al piano.
Ho detto e ripetuto nei numerosi incontri avuti con le varie autorità e i vari enti in questi mesi che il fiume è arrivato in zone della città nelle quali non era mai giunto, che i residenti non sono "rassegnati" e non sono in condizioni né psicologiche, né economiche, di sopportare un'altra volta l'acqua nelle case, temo, qualora ciò dovesse nuovamente verificarsi, una incontrollabile reazione degli abitanti di questi quartieri.
È tragico che dal novembre 2002, in attesa di interventi sostanziali per impedire che l'acqua giunga ancora nelle zone abitate della città (argine ex Sicc e intervento della provincia sulla Sp 25 per la riva sinistra, casse di laminazione e aree di espansione per la riva destra) si sia ancora fermi ai sacchetti di sabbia con interi quartieri esposti al rischio: Revellino, Campo di Marte, Martinetta, Pratello e Borgo Adda, quartieri che è impensabile proteggere con sacchetti da sabbia ma che, in attesa delle opere di cui sopra, potrebbero, almeno in parti sostanziali, essere protetti dalle moderne barriere/ diga disponibili sul mercato. Ricordo che nel novembre scorso per pochi centimetri l'Adda non ha superato l'argine naturale di via Lungo Adda Bonaparte e via Nazario Sauro, ciò avrebbe avuto conseguenze drammatiche in via Granata, Borgo Adda e limitrofe e nel quartiere Revellino... Pensano forse i nostri amministratori di alzare, in caso di pericolo, queste dighe naturali con decine di migliaia di sacchetti di sabbia?
Ho appreso inoltre dalla stampa che, ora, il numero degli automezzi con altoparlante è aumentato per avvisare la popolazione. Un avviso dato per tempo sicuramente è utile ma non risolve certo i problemi derivanti dall'alluvione. In seguito a un avvertimento di imminente esondazione un certo quantitativo di beni si può portare in salvo (essenzialmente le autovetture), ma molti altri resterebbero in balia del fiume, è infatti impensabile che ogni volta che l'Adda minaccia una piena oltre misura migliaia di famiglie chiamino il mobiliere a smontare gli arredamenti per portarli al sicuro e che stacchino gli elettrodomestici dai rispettivi allacciamenti per alzarli a una quota adeguata dal pavimento.
Occorre considerare anche che, memori degli enormi danni subiti alle autovetture nella piena del novembre scorso, al primo avviso, tutti si precipiteranno a spostare le macchine al sicuro nella parte alta della città. In questo caso tutti i residenti oltreadda si troveranno senza mezzi di trasporto, con il ponte vecchio chiuso al traffico e, di conseguenza, con enormi difficoltà negli indispensabili spostamenti quotidiani. I quartieri interessati all'ultima piena non sono paragonabili a qualche cascina in aperta campagna dove un'evacuazione è facilmente gestibile, qui si tratta di migliaia di persone e allora, per evitare il caos che ne potrebbe derivare, è urgente che le opere di protezione della città siano avviate, sia quelle già programmate e più sopra citate (argine ex Sicc e protezione Sp 25) sia quelle necessarie per la riva destra. In pericolo non è una casetta sperduta in riva a un fiume, ma una parte consistente di una città capoluogo di provincia: è chiedere troppo che tutte le istituzioni si muovano con grande determinazione e rapidità per proteggerla?
Carlo Bajoni
Comitato alluvionati riva sinistra

alluvionati.lodi@libero.it
Lodi

Da IL CITTADINO DEL 5 settembre 2003

Conclusa la verifica innescata dai Ds e che ha portato all'entrata di Lottaroli e Rudelli per gli ultimi 15 mesi prima delle elezioni

Il sindaco: «Basta risse nella mia giunta»

Presentazione dei nuovi assessori: «Ora pensiamo a lavorare»

Una nuova giunta e un nuovo «stile» nel modo di amministrare la città. La nuova squadra di assessori del sindaco Aurelio Ferrari riparte da questo richiamo del primo cittadino a serrare i ranghi evitando le fughe in avanti e, a leggere fra le righe, risse e attriti tra i partiti dello schieramento di centro sinistra che lo sostiene.
Iniziano sotto questi auspici, espressi dal sindaco ieri mattina durante la presentazione a palazzo Broletto dei due nuovi assessori Emiliano Lottaroli e Leonardo Rudelli gli ultimi 15 mesi di Ferrari.
«Con l'ingresso di Lottaroli e Rudelli si conclude questa fase di verifica alla quale abbiamo dato la valenza di una verifica programmatica - ha spiegato Ferrari -, seguita da una coda che si è trascinata per il periodo estivo e che ha riguardato le deleghe. È stato un confronto interno alla maggioranza per poi riprendere la collaborazione, adottando uno stile basato sul confronto preventivo sui grandi temi». Un discorso indirizzato non solo ai collaboratori di giunta: «In passato c'è stata difficoltà nei rapporti non tanto per qualche uscita di qualche assessore, quanto per la necessità di una maggiore collegialità dei partiti della coalizione».
Le diplomatiche parole di Ferrari archiviano così uno dei periodi di maggiore tensione vissuto dal centro sinistra in Broletto, avviato all'inizio di luglio dalla minaccia di dimissioni di Giuliana Cominetti, assessore di Alleanza per Lodi con delega a politiche giovanili e pari opportunità, e punteggiato dai continui affondi di Rifondazione comunista, spina nel fianco della maggioranza, sulla privatizzazione della casa di riposo Santa Chiara, sull'edificazione in aree a rischio di esondazione, su antenne e elettrodotti. Una verifica o crisi di giunta, che dir si voglia, seguita al piccolo terremoto politico consumatosi in casa dei Ds agli inizi di giugno con le dimissioni forzate del segretario cittadino Italo Comacchio e l'arrivo, dalla Bassa, del "normalizzatore" Emiliano Lottaroli, con il compito di coordinatore cittadino. Alle dimissioni di Italo Comacchio («per motivi personali» ribadì l'interessato) fecero quindi seguito, con un curioso effetto "domino", quelle di dell'assessore diessino Mauro Biscaldi, isolato dalla Quercia perché poco allineato sulle posizioni del partito e autore di prese di posizione considerate impopolari (e non per nulla la sua lettera d'addio iniziava con la frase «Non capisco ma mi adeguo»). I Ds, dopo avere sacrificato Biscaldi sull'altare della presunta riconciliazione con i cittadini, hanno quindi regolato i conti con la Margherita. A quelle di Biscaldi sono quindi seguite le dimissioni, annunciate ieri da Ferrari, dell'assessore della Margherita Bruno Scacchi. Dimissioni, assicura il sindaco, «nate all'interno della verifica, quando sono emersi alcuni passaggi (della verifica, ndr) che hanno rimesso in discussione alcune deleghe. Le dimissioni personali di Biscaldi hanno allargato lo sguardo su tutta la compagine».
Fabrizio Tummolillo

Da lettere al IL CITTADINO DEL 5 settembre 2003

Perché spendere così tanto per piazza Ospitale?
Caro direttore, una domanda sorge spontanea, dopo aver letto i ripetuti articoli sull'argomento: è così urgente e necessario che il comune di Lodi avvii i lavori di rifacimento di piazza Ospitale a Lodi, per la somma (preventivata, ma si sa dove vanno a finire i preventivi) di centinaia di migliaia di euro? Sarà davvero più bella? Sistemare l'acciottolato non sarebbe potuto bastare?
Siamo a nove mesi dall'alluvione, e già si stanno diffondendo allarmi (le avvisaglie si sono anche manifestate, purtroppo) per quanto potrebbe di nuovo accadere.
Noi cittadini abbiamo già provveduto a risistemare per quanto possibile le nostre case e le nostre cose (io personalmente con l'indecoroso contributo congiunto comune-provincia (che pubblicamente ringrazio) di euro 27 (ventisette)!
Ma la risposta a chi come noi affronta con preoccupazione il futuro, per l'assenza di opere sostanzialmente valide di difesa spondale dell'Adda, è sempre la stessa: «Non ci sono soldi». Evidentemente, però, per altro ci sono.
Quando saremo ancora con l'acqua alla gola, quali saranno i motivi a discolpa, dietro i quali si trincereranno coloro che avrebbero potuto, ma nulla hanno fatto?
Vorrà dire che, alla prossima alluvione (che, viste le condizioni in cui versa il territorio, potrebbe avvenire in minori situazioni di "eccezionalità"), gli sfollati si accomoderanno in piazza Ospitale, divenuta nel frattempo il "salotto" di Lodi.
Cordialità.
Gaia Bocchioli
Lodi

DA IL GIORNO DEL 5 SETTEMBRE 2003

Letto ripulito di 6 tonnellate di legname

LODI — Sono già 60 i quintali di legna recuperati dai vigili del fuoco di Lodi nel greto del fiume Adda, operazione resa possibile dalle particolari condizioni di secca del fiume. Le operazioni di pulizia, concordate con il Parco Adda Sud, iniziate il 18 luglio scorso, sono ancora in corso. «Ogni giorno i pompieri hanno una squadra che taglia i tronchi portati dall'alluvione in alveo e poi li raduna, a pezzi, sulla sponda», spiega Maurizio Polli del Parco Adda Sud. L'intervento, se il fiume non si ingrosserà, andrà avanti ben oltre il mese preventivato perché il materiale alluvionale è notevole. «In ogni caso - spiega Polli - prima recupereremo i tronchi nel greto del fiume, poi penseremo a quelli in prossimità delle sponde». Per ora si sta lavorando solo nel tratto lodigiano di Adda a monte del ponte urbano.
L.D.B.

Per le case non c'è posto

LODI — Le palazzine di edilizia residenziale nell'area dell'ex Sicc, tra l'Adda e via Ferrabini, dopo il vecchio ponte? Progetto tramontato. L'intervento sarà trasferito in altra sede. Nella zona della fabbrica dismessa il cemento si limiterà all'immobile destinato agli uffici dell'Aler. «Tutto questo - spiega il sindaco Aurelio Ferrari - non comprometterà il piano di recupero dell'area e la possibilità di ottenere i finanziamenti regionali. L'immobiliare Revellino si è infatti impegnata a garantire in ogni caso la demolizione dell'ex fabbrica e la bonifica dell'area. Potremo così ottenere il milione di euro assegnato per le opere di potenziamento delle sponde a tutela dell'intero quartiere e il milione e mezzo destinato all'edificazione di 45mila metri cubi di alloggi in edilizia economica previsti dall'accordo regionale. Il Comune potrà recuperare l'intera area di 50mila metri quadrati e destinarla a parco attrezzato».
Per tutta la fascia a ridosso dell'Adda, insomma, si registra una radicale revisione del disegno urbanistico che era stato previsto: tante certezze che sembravano inattaccabili sono decadute. Gli interventi all'Isolabella, ad esempio. L'immobiliare che aveva diritto a realizzarli, costruirà tra viale Italia e via Piermarini, su terreni avuti in permuta dal Comune che così - spiega il sindaco - può disporre di 65mila metri quadrati da destinare a verde attrezzato. Terreno che, sommato a quello dell'ex Sicc, ad un'area rimasta libera tra le ultime case di via Cavallotti e la tangenziale, porta a 200mila i metri quadrati con un futuro da parco.
Il nuovo orientamento sull'ex Sicc nasce dalla verifica tra i partiti di centrosinistra, che ha anche modificato l'assetto di giunta: fuori Mauro Biscaldi (Ds) e Bruno Scacchi (Margherita), dentro il ppi Lorenzo Rudelli (Urbanistica-Trasporti-Viabilità) e il ds Emiliano Lottaroli (Lavori pubblici). «La verifica è stata soprattutto programmatica», ha ribadito ieri il sindaco, presentando i due nuovi assessori.
di Laura De Benedetti

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