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COMITATO ALLUVIONATI LODI ONLUS

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Comitato alluvionati
Lodi Onlus:

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Via Luigi Bay 26/G
26900 Lodi
Telefono

339-7495130
Posta elettronica

c.al.lo@tin.it

cronaca politica lodi

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Lodi, 14 settembre 2003

Cari amici anche questa settimana è ricca di cronaca di nostro interesse, dopo la lettura (per chi ancora non lo ha fatto) inviate il vostro pensiero, suggerimento, commento al Comitato e perché no anche alla stampa per la sua diffusione.
Venerdì l’assemblea svolta all’oratorio del Borgo, ha avuto riscontro positivo.
È stata condivisa all’unanimità la volontà di ricorrere al TAR per le delibere sulle paratie da costruirsi su via Milano ed è stata quasi raggiunta la somma occorrente per le spese legali e la perizia (nei prossimi giorni contiamo di arrivare al totale necessario).
Dopo questa presa di posizione, rilevato che i nostri Parlamentari non agiscono, dobbiamo muoverci noi, il prossimo impegno come annunciato, sarà una manifestazione eclatante da suscitare “vero” interesse da parte del Governo Centrale e della regione Lombardia.
Dopo aver concordato la manifestazione con tutti i rappresentanti dei comitati alluvionati, renderemo pubblico l’evento.

Con la presente si allega BANDO REGIONALE PER LA CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI A PICCOLE E MEDIE IMPRESE indetto della Regione Lombardia, la quale ha recentemente approvato ulteriori stanziamenti - rispetto a quelli già approvati per contributi a privati - per la concessione di finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dagli eventi alluvionali dello scorso novembre. Nei limiti dei suddetti stanziamenti potranno, perciò, essere concessi alle imprese finanziamenti della durata di cinque anni per l'acquisto di attrezzature, macchinari ed arredi e della durata di 10 anni per la ristrutturazione e/o ricostruzione dell'immobile adibito all'attività esercitata dall'impresa. Le modalità operative per l'ottenimento dei finanziamenti sono comunque indicate in modo specifico nel bando regionale (Clicca qua). Le imprese che abbiano già beneficiato di agevolazioni pubbliche potranno accedere ai finanziamenti regionali solamente per la parte eccedente il danno dichiarato e rimasto escluso dalle predette agevolazioni pubbliche. In ogni caso, tutti i necessari chiarimenti ed informazioni potranno essere acquisiti presso le associazioni di categoria che hanno espresso la loro disponibilità a fornire alle imprese associate la dovuta assistenza e precisamente: Confartigianato/ Artigiancredito del lodigiano 0371/439197, Unione Artigiani/Confialo - tel 0371/439413 e Unione C.T.S. Prov. Lodi tel. 0371/432138.
Le domande dovranno essere presentate presso l’ufficio Comunale "Ufficio Alluvione", entro e non oltre il 3 Ottobre prossimo venturo.

Ringrazio per l’attenzione, e mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.
Domenico Ossino
Presidente
C.AL.LO. Onlus

PS.:è possibile leggere le comunicazioni del Comitato all’indirizzo:
http://www.nautilaus.com/alluvionati.htm


Attenzione il primo articolo che segue è una recensione dell’anno scorso.
È riportata di proposito perché nei prossimi giorni si tornerà a parlare degli “sfollati” dell’alluvione.

Da IL GIORNO del 4 dicembre 2002
Sfollati allo sbando

LODI - Dopo il danno, la beffa. Con la casa travolta dall'Adda e completamente inservibile, dopo aver perso in pochi minuti i sacrifici di una vita, una decina di famiglie si trova ora abbandonata a se stessa. “Vogliamo aiuti davvero concreti, non palliativi che ci creano ulteriori disagi”, dice Domenico Ossino, un alluvionato di via Torino. Ieri mattina il Comune ha consegnato a lui e a qualche altro capofamiglia le chiavi di alcuni appartamenti situati al Chiosino, nel palazzo delle Poste. “Così come sono - spiega Ossino - sono completamente inutilizzabili. Vanno letteralmente bonificati, ripuliti e tinteggiati. In più, devono essere ancora fatti gli allacciamenti di luce e gas. Insomma, ci sentiamo presi in giro e allo sbando”. Questa mattina, gli sfollati si troveranno al Chiosino con i tecnici comunali per una prima valutazione degli interventi. “Bisogna far presto”, chiede Ossino.

Da IL CITTADINO del 8 settembre 2003
Riccardo Groppali si dice anche d'accordo sul recupero delle cave a lago
Il nuovo direttore del Parco Adda punterà su piccola fauna e insetti

Marcite, filari ai margini dei campi e prati stabili sono scomparsi dalla pianura padana. Insieme a pavoncelle, beccaccine e averle che vivevano in questi ambienti privilegiati. Il nuovo direttore del Parco Adda sud Riccardo Groppali prenderà servizio all'inizio di ottobre, ma ha già le idee chiare sui settori sui quali si vorrà impegnare maggiormente. I suoi obiettivi andranno confrontati con quelli del consiglio di amministrazione, ma secondo lui sarebbe opportuno porre attenzione sulla piccola fauna e sugli insetti: danno l'idea dello stato dell'ambiente e sono il fondamento di tutto il resto. «Ho partecipato al concorso - spiega Groppali, che è docente di conservazione della natura all'università di Pavia - perché mi interessava applicare le cose che insegno e un parco in Pianura Padana offre un'occasione importante. Si sono cancellate, in questi anni, infatti, tutte le modificazioni della natura e degli ambienti coltivati. Il nostro è un territorio sempre più uniformato per ragioni di economia generale». Sono venuti meno gli alberi isolati, le siepi, i filari, le strade campestri, si è modificata anche tutta la rete irrigua, le paludi sono andate distrutte e le aree boscate ridotte. L'obiettivo di un parco, dice Groppali, è di conciliare le esigenze della popolazione con quelle dei produttori e della natura. Anche se «far quadrare il cerchio non è sempre facile. Spesso ci si confronta con abitudini consolidate: si è sempre fatto così e si continua a fare così. Questo atteggiamento fa prendere dei grossi abbagli, sia ai produttori che agli enti». Ecco perché aver diviso il parco in zone di tutela è stato fondamentale. «Vanno protette meglio - dice Groppali - le aree vicine al fiume. I parchi di pianura sono in condizioni di estrema difficoltà perché l'ambiente all'esterno è sempre peggio. Non si trova niente di meglio che progettare nuove strade e capannoni e la protezione del territorio entra spesso in conflitto con il suo utilizzo». Il ruolo di un direttore di parco è di fare delle proposte, ma che vanno poi visionate «da chi ha l'obbligo e il dovere di prendere delle decisioni». Il suo predecessore Luca Canova se n'era andato facendo capire che il consiglio del Parco voleva far passare per zone umide l'apertura di alcune cave. «Ho una discreta esperienza nel campo di recupero della cave a lago - dice invece Groppali -. Sulla opportunità di farne di nuove all'interno di ambienti in buone condizioni non sono d'accordo, ma è possibile lavorare su quelle che ci sono già e fare qualcosa di buono».
Cri. Ver.

Bertonico, slitta all'aprile 2004 la consegna del nuovo ponte
Si sblocca la vicenda infinita del cantiere del nuovo ponte sull'Adda tra Bertonico e Montodine. Toccherà alla Cooperativa costruttori di Argenta portare a termine entro il 30 aprile del 2004 il manufatto. Lo si è deciso ieri nel corso del summit convocato in prefettura a Cremona.

Bertonico Gli operai torneranno a metà ottobre, comuni e province vigileranno sui tempi del cantiere
L'azienda in crisi finirà il ponte
Ultimatum alla Costruttori: lavori conclusi in sei mesi

Bertonico Toccherà alla Cooperativa costruttori di Argenta portare a termine entro il 30 aprile del 2004 il cantiere del nuovo ponte sull'Adda tra Bertonico e Montodine. Si sblocca finalmente la vicenda infinita del viadotto che dovrà sostituire il vecchio manufatto caduto nel 1994: la notizia che sarà la ditta appaltatrice, finita sull'orlo del fallimento lo scorso giugno ma rimasta in piedi grazie ai benefici della legge Prodi, a concludere i lavori è stata comunicata ieri nel corso del summit convocato in prefettura a Cremona.
Alla riunione hanno partecipato il prefetto di Cremona Oreste Iovino, il viceprefetto vicario di Lodi Erminia Rosa Cesari, il vicepresidente della provincia di Lodi Mauro Paganini, l'assessore provinciale alla viabilità di Cremona Fiorella Lazzari, i sindaci di Bertonico Luisangela Salamina e di Montodine Ferrante Castelli, l'ingegner Ippolito La Rosa in rappresentanza dell'Anas di Milano e l'avvocato Renato Nigro, commissario straordinario per l'amministrazione della ditta romagnola. Sfuma dunque l'ipotesi del riaffidamento a un'altra ditta dei lavori di completamento del ponte: l'amministrazione straordinaria della Coop Costruttori ha inserito l'opera di Bertonico tra le priorità. L'avvocato Nigro ha confermato che si è provveduto, con tempestività, a effettuare tutti i passaggi previsti dalla normativa per avviare l'attività dell'impresa. Secondo le previsioni dei tecnici, il cantiere dovrebbe riaprire verso la metà di ottobre: dunque, si annunciano sei mesi di lavori nel corso dei quali la ditta ferrarese sarà chiamata a eseguire quegli interventi di completamento rimasti in sospeso dopo il blocco delle attività a seguito della crisi, nata da problemi di liquidità. Gli enti che hanno partecipato al summit, e in particolare i comuni, hanno chiesto precise garanzie circa lo svolgimento degli ultimi lavori: a questo proposito, è stato istituito un tavolo tecnico che dovrà seguire passo dopo passo il cantiere (il tavolo, aperto alle prefetture, alle province, ai comuni, al commissario della Coop Costruttori e all'Anas si convocherà la prima volta il 29 ottobre a Cremona). Soddisfatto il sindaco di Bertonico Luisangela Salamina. «Finalmente abbiamo una tempistica certa e un referente sicuro per quanto riguarda la ditta appaltatrice - spiega il primo cittadino -; siamo veramente a un passo dalla conclusione del cantiere: se tutto andrà per il verso giusto potremmo arrivare all'inaugurazione per la fine della primavera e l'inizio dell'estate 2004». Gli amministratori comunali hanno inoltre chiesto all'Anas di impegnarsi per la manutenzione tempestiva del bailey a senso unico alternato che collega le due province.
Cristiano Brandazzi

Da IL CITTADINO del 9 settembre 2003
Camairago Cancellato il sito previsto dalla regione che doveva sorgere alla cascina Sandola
Lo Stato blocca la nuova cava
L'assessore provinciale Sanna esulta: «È un precedente importante»

Camairago Eliminata una delle tre cave in progetto a Camairago: oltre al polo estrattivo Po Ovest di San Rocco al Porto, una recente sentenza del Consiglio di Stato ha cancellato anche il sito estrattivo da oltre 1 milione di metri cubi di materiale inerte che doveva sorgere presso la cascina Sandola in territorio di Camairago, progetto previsto nel piano delle escavazioni nel Lodigiano dalla regione Lombardia nell'estate del 1999. Indebitamente introdotto, secondo il Consiglio di Stato che fa così esultare l'assessore provinciale Francesca Sanna: «Questa sentenza è importante - commenta l'assessore Sanna - perché fissa alcuni principi ben saldi e costituirà un precedente significativo per regolare i rapporti tra provincia e regione Lombardia». Di fatto viene rafforzata la delega in capo alla provincia di Lodi per la politica delle escavazioni nel territorio di propria competenza: «Il Consiglio di Stato - spiega l'assessore - ha riconosciuto che di fronte alle nostre opposizioni di carattere tecnico la regione Lombardia doveva motivare approfonditamente le ragioni dell'introduzione di quei siti estrattivi. Invece l'esame presentato dal comitato tecnico regionale è stato considerato incongruente e inadeguato dal Consiglio di Stato, che segnala anche l'omissione di adeguate analisi idrogeologiche e sulle interazioni tra scavo e falda freatica». Non solo: «Nella sentenza - prosegue la Sanna - si ribadisce pure che si doveva tenere conto delle prescrizioni del Piano stralcio delle fasce fluviali entrato in vigore, sia per quanto riguarda la cava di San Rocco nella golena del Po sia per quella di Camairago vicino all'Adda».
A differenza di quanto era accaduto a San Rocco al Porto, di fronte all'introduzione della nuova cava a Camairago non si erano verificate contestazioni da parte dell'amministrazione locale capeggiata dal sindaco Giuseppe Gozzini, che in precedenza aveva già accettato il trasferimento nel proprio territorio (a cascina Vallicella) dei diritti di escavazione del contestato sito sanrocchino denominato Bosco della Lite; peraltro la cava di cascina Vallicella risulta per ora solo una previsione sulla carta, mentre gli scavi sono partiti presso la cava di prestito, autorizzata dalla regione aggirando il Piano cave lodigiano per le esigenze della costruzione della ferrovia ad alta velocità, in località San Vito al confine tra i territori di Camairago e di Castiglione d'Adda. Si erano levate proteste invece sulla cava di cascina Sandola dal Parco Adda Sud e dalla provincia di Lodi, che dopo una prima sconfitta davanti al Tar ha visto riconosciute le proprie ragioni dal Consiglio di Stato.
Daniele Perotti

Da IL CITTADINO del 10 settembre 2003
Dagli enti locali
Più soldi per i danni dell'alluvione di novembre

Sono più del previsto i contributi per gli ingenti danni subiti dalla popolazione di Lodi nell'alluvione del novembre 2002. Rispetto ai termini indicati all'inizio dell'estate, al finanziamento deciso da comune e provincia sono state ammesse più famiglie e aziende. I contributi per le abitazioni sono ad esempio cresciuti da 529mila e 545mila euro. E adesso anche la regione ha assicurato uno stanziamento.

Cresciuti rispetto alle previsioni gli aiuti per i proprietari di abitazioni e di box danneggiati:
in totale stanziati 65 mila euro in più
Agli alluvionati liquidati 954 mila euro
Quasi interamente versati i contributi di comune e provincia

Pochi, maledetti, e quasi subito. Per ora gli alluvionati si devono accontentare dei soldi messi a disposizione dal comune e dalla provincia, in attesa che anche il Pirellone faccia il suo. Nelle scorse settimane, infatti, anche la regione ha messo finalmente a disposizione dei soldi pubblici per la ristrutturazione delle mura domestiche (o delle aziende) dopo la disastrosa piena dello scorso novembre. Invece i soldi degli enti lodigiani sono già stati liquidati quasi tutti, a parte qualche disguido. Rispetto ai termini indicati all'inizio dell'estate, al finanziamento sono stati ammessi più famiglie e più titolari d'azienda. I contributi per i proprietari di abitazioni e box allagati infatti sono cresciuti fino a 545.853 euro rispetto alle previsioni iniziali di 529 mila euro (e le domande accolte sono passate da 385 a 404). Stesso discorso anche per i proprietari dei soli box auto, in tutto 218 rispetto ai 191 di poche settimane fa: riceveranno globalmente 72.827 euro. In aumento anche gli affittuari colpiti: quelli che devono pagare i danni sia per la casa che per il garage passano da 45 a 47, e le erogazione crescono fino a 66.354 euro. Chi ha in affitto solo il box auto avrà invece un incremento complessivo di poco meno mille euro (11.610 in totale), frutto di una crescita delle domande accolte dalle iniziali 31 alle attuali 35. Aumenti minimi per i danni alle automobili, con due richieste di contributo accolte in più (31 liquidate) e una somma complessiva di 9.787 euro, mentre decisamente più consistente l'incremento di quota per le aziende devastate dall'acqua, passate da 119 a 132 e con un picco di finanziamenti pubblici cresciuto fino a 227.744 euro. Questo significa che il contributo diretto liquidato congiuntamente da comune e provincia ammonta a 953.925 euro, circa 65 mila euro in più rispetto alla cifra di 888.503 euro inizialmente prevista. «La buona notizia - afferma il sindaco Aurelio Ferrari - è che mi risulta che i contributi siano stati liquidati tutti. Forse c'è ancora qualche disguido ma verrà risolto entro breve». L'aumento dei finanziamenti è stato decretato anche dai 19.580 euro spesi in più dal comune per integrare il contributo in conto energia di 100 mila euro messo a disposizione dall'Astem. Oltre ai 451 residenti già beneficiati dell'assegno da 220 euro per sostenere le maggiori spese sul riscaldamento durante il periodo dell'alluvione, sono stati ammessi altri cittadini che avevano presentato in ritardo la richiesta di contributo. Già arrivata nelle case anche la prima tranche di contributi in conto tasse, vale a dire l'acconto sull'Ici 2003: «Per ora abbiamo mandato nelle case degli alluvionati - dice Ferrari - assegni da 154 euro che sono il minimo dell'imposta. Poi speriamo di spedire i conguagli entro la fine dell'anno, perché il calcolo dell'imposta richiede conti piuttosto complicati». Da liquidare restano ancora i soldi messi a disposizione in conto interessi: circa 150 mila euro che serviranno ad abbattere di un punto percentuale gli interessi sui mutui accesi dagli alluvionati per ristrutturare case e aziende allagate. si tratta di 132 aziende e una quarantina di privati cittadini.
Francesco Gastaldi

«La protezione civile avrà il pick-up, a costo di pagarlo interamente noi»
Alla protezione civile di Lodi arriverà il mezzo di trasporto richiesto, un pick-up coperto per il quale il comune ha già indetto una gara. Ad assicurarlo è l'assessore all'ambiente comunale Francesco Marzorati: «C'è da starne sicuri, il mezzo promesso alla Protezione civile del capoluogo capitanata da Alberto Panzera arriverà e in proposito nessuno deve avere dubbi, dovessimo arrivare a pagarlo tutto noi. Anche se - aggiunge Marzorati - noi attendiamo l'aiuto che ci era stato promesso dalla Provincia. In ogni caso nulla fermerà la nostra volontà di dotare la nostra protezione civile del mezzo che ritiene necessario per poter agire sul territorio in maniera efficace ed efficiente». Alberto Panzera è alla guida di 23 volontari che, dopo essere stati addestrati in più corsi, sono pronti per intervenire nel caso di incendi boschivi, primo soccorso. Si tratta di volontari esperti in psicologia applicata e in trasmissioni radio. Lo stesso Panzera può vantare azioni in 11 comuni nell'ambito del programma «Scuolasicura», tra 14 scuole seguite e istruite e più di 3.000 ragazzi coinvolti in prove d'evacuazione previste e volute dal ministero della pubblica istruzione. In questo lasso di tempo d'attesa, tra l'altro, il gruppo di Protezione Civile del capoluogo oltre a mantenere vivo l'aggiornamento si è anche dedicato alla ristrutturazione della sede. A turni e per più ore, i volontari si sono alternati per rendere i locali non solo più funzionali ma anche più accoglienti.

Il piano cave all'attenzione dell'assemblea di via Grandi
Saranno il piano cave e la nuova sede della provincia a tenere banco nella seduta del consiglio provinciale di martedì prossimo, la prima dopo le vacanze estive. In realtà, su San Cristoforo non è stato previsto alcun punto all'ordine del giorno. In compenso la presidente Loredana Losi e il direttore generale della provincia Orazio Garofalo hanno concordato una visita guidata per tutti i consiglieri provinciali nei cantieri dell'ex convento di via Fanfulla, i cui lavori sono ormai prossimi alla conclusione. La visita era stata inizialmente fissata all'inizio del maggio scorso e successivamente spostata per l'indisponibilità di diversi consiglieri. Punto principale della visita sarà la nuova "casa" dei consiglieri, il salone del consiglio provinciale che con un nuovo impianto di registrazione audio/video darà la possibilità al pubblico di seguire le sedute nell'aula sottostante in videoconferenza, come già avviene ad esempio per la sala riunioni dello Spazio regione in via Haussmann.
La seduta consiliare inizierà invece alle 16 e sarà dedicata soprattutto al nuovo piano cave, che è già stato presentato ai consiglieri nell'ultima seduta pre-festiva del 28 luglio. Il documento prevede 770 mila metri cubi all'anno di ghiaia (divisi nei quattro siti estrattivi di Belvignate, Vallicella, Geroletta e Belgiardino) e di 965 mila metri cubi annui di sabbia che verranno reperiti in undici cave del territorio. Il documento resterà in vigore per dieci anni. Dopo la presentazione del 28 luglio, martedì si procederà alla discussione in consiglio e all'approvazione. Sul tema del piano cave è annunciata anche una mozione di Rifondazione Comunista. Per il resto della seduta sono previste soltanto interpellanze, mozioni e ordini del giorno.
Un'interpellanza di Forza Italia riguarda la messa in sicurezza di un argine sull'Adda, in località Colombare di Castelnuovo Bocca d'Adda, seguita da un'altra interrogazione del gruppo azzurro sulle emissioni maleodoranti emesse dalla conceria Palladio a Guardamiglio (per cui la provincia aveva bloccato gli scarichi, dissequestrandoli nei giorni scorsi dopo la proroga dei termini concessa dal governo con un nuovo, discusso, decreto). In aula, inoltre, si tornerà a parlare di alluvione e sicurezza degli argini con un ordine del giorno della Lega sulla mancata manutenzione dell'alveo dell'Adda e del Po.
F. G.

Da LETTERE al IL CITTADINO del 10 settembre 2003
Lodi
La gente è stanca e arrabbiata

Egregio Direttore, è appena trascorso in sordina un po’ per tutti il mese d’agosto.
Ora il dramma che sta vivendo in questi giorni la gente del Friuli, alla quale va la piena e consapevole solidarietà di chi, come noi, ha provato sulla propria pelle cosa siano le alluvioni, ci ricordano che questa estate anomala sta volgendo ormai alla fine, e tante, troppe Cassandre, stanno prevedendo tragedie, sconquassi, alluvioni e chi più ne ha più ne metta.
Previsioni facili, purtroppo, perché nonostante il tempo passato, nonostante le lezioni ricevute e le ferite ancora aperte, si è fatto troppo poco e - spesso - quel poco è più legato all'immagine e all'appalto, che all’effettiva sicurezza dei cittadini.
Così, mentre Lodi è ancora lontana da una reale messa in sicurezza, c'è chi ci ricorda che di "naturale" in queste catastrofi c'è realmente ben poco, se andiamo ad analizzare in profondità i comportamenti sin qui tenuti e quelli che sarebbero stati opportuni tenere.
La sicurezza delle persone, delle loro aziende, dei loro beni e dei loro affetti, è qualcosa che va protetto prioritariamente.
Tutto il resto è solo chiacchiere e fumo.
In questi giorni, dopo tanto caldo e roghi a non finire, s’inizia con i disastri alluvionali. Nessuna “lezione” di quanto succede oramai in Italia ogni anno, ha insegnato che è prioritario inserire corposi fondi nei capitoli di spesa dedicati alla difesa del suolo e alla prevenzione di disastri “poco” naturali; nei nostri governanti di ieri e d’oggi nessuno escluso, si è radicata la mentalità che è meglio ricostruire di prevenire.
E già, ricostruire soprattutto nel pubblico (strade, ponti ecc.), un business per qualcuno, ma i privati, le imprese? ! Privati e imprese oggi, per danni subiti a causa di calamità, devono fare i conti con la burocrazia, per ricevere solamente un pugno di mosche. Lo Stato non fa niente per evitare tragedie, pardon sono in errore… Lo Stato “oggi” fa i tagli sul territorio a beneficio delle grandi opere, trasporti marittimi, trasporti aerei, Mezzogiorno (finanziata un’autostrada fantasma sei volte, con il risultato che è sempre fantasma); se il Presidente del Consiglio non cambia i cattivi consiglieri rischia di “naufragare”!
Lo Stato di “ieri” non ha fatto niente, spudoratamente niente, è stato a guardare, gli uomini al governo erano troppo occupati in lotte intestine per la poltrona di Palazzo Chigi.
Ora per il Friuli, il Presidente Illy parla di “disastro annunciato” con danni tra i cinquecento e i mille miliardi d’Euro, senza contare le vittime, ancora vite umane immolate per un gravissima “onda” di vuoto politico, amministrativo, culturale.
È tragicomica la dichiarazione del dott. Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile Nazionale sui quotidiani nazionali: "Ventuno radar annunceranno le calamità in arrivo, una nuova sfida siamo in grado di monitorare l’intero territorio nazionale. Abbiamo previsto e gestito questa ondata di maltempo!"
Ci complimentiamo dott. Bertolaso per il “successo” ottenuto: solo due morti, duecento sfollati che minimo saranno abbandonati al "fai da te", quattrocento case coinvolte, senza contare i danni alle infrastrutture e generali.
Si leggono anche le “enunciazioni” per il nostro nord, dichiarazioni del CNR: "Ora il nord è a rischio calamità; la gente deve essere pronta per le emergenze!" Il CNR aggiunge inoltre “nessun alibi climatico è tutta colpa dell’incuria, i corsi d’acqua sono diventati bombe ad orologeria, basta una notte di pioggia forte per provocare straripamenti devastanti”.
Grazie CNR, la gente più che pronta è spaventata, stanca ed arrabbiata.
Il CNR ha sbagliato destinatario, sono le Istituzioni varie preposte, con piani efficienti aggiornati di Protezione Civile ed esercitazioni frequenti che devono essere pronte per le emergenze; se dobbiamo oltre pagarle autogestirci da soli, bhé spero che la prossima acqua e fango che dovremo subire ci “regali” un po’ di giustizia; sarà la vendetta del suolo sul nostro territorio.
Ringrazio e cordialmente saluto
Domenico Ossino
Presidente
Comitato Alluvionati Lodi Onlus
c.al.lo@tin.it

Da IL CITTADINO del 12 settembre 2003
Il Pirellone ha stanziato 90 milioni di euro a copertura degli interessi pagati da chi ha acceso mutui
La regione apre finalmente il borsello

Dal Pirellone finalmente arrivano i primi soldi per gli alluvionati. La regione infatti ha emesso un bando per le imprese alluvionate, mettendo a disposizione 90 milioni di euro. I soldi saranno erogati in conto interessi, cioè serviranno a quei titolari che hanno deciso di accendere mutui o finanziamenti per rimettere in sesto l'azienda colpita dalla piena. L'aiuto del Pirellone consiste nell'abbattere il tasso d'interesse sui mutui fino all'1,39 per cento. Dei 90 milioni a disposizione, 70 vengono erogati per gli eventi alluvionali del novembre scorso, mentre i rimanenti 20 sono stati messi a disposizione per gli allagamenti dell'agosto scorso, che non hanno colpito in modo grave il Lodigiano.
La quota più ampia, 52 milioni di euro, servirà alle aziende che sono state danneggiate dalla furia dell'acqua e il 60 per cento servirà a finanziare investimenti in nuove attrezzature e macchinari, mentre il resto servirà alla ricostruzione o alla ristrutturazione degli immobili rovinati. Gli altri 18 milioni di euro saranno invece erogati a favore delle ditte completamente distrutte dalla piena.
Difficile dire quante aziende lodigiane potranno accedere ai finanziamenti. Quelle che hanno chiesto di accedere ai fondi in conto interessi erogati dal comune (100 mila euro la cifra complessiva) sono state in tutto 42, mentre i privati cittadini sono 45. Il bando è tuttavia depositato presso gli uffici della ragioneria del comune di Lodi e disponibile anche consultando il sito internet del comune, www.comune.lodi.it. Le domande dovranno essere presentate entro il 3 ottobre.
Nel frattempo, i comitati degli alluvionati si preparano ad affilare nuovamente le armi. Stasera alle 21, nel salone dell'oratorio del Borgo, il Comitato alluvionati riva destra terrà un'assemblea generale che servirà soprattutto a completare la raccolta fondi per ricorrere al Tar contro la realizzazione da parte del comune di due chiuse sulle rogge Gaetana e Gelata.
Per il momento sono stati raccolti 2.800 euro dei 3.500 occorrenti. Poi toccherà all'avvocato Vito Lombardo presentare il ricorso entro il termine ultimo del 21 settembre. «Avremmo voluto evitare di ricorrere alle maniere forti - spiega il presidente del comitato Domenico Ossino - ma il comune non ha mai accettato di confrontarsi con noi sui progetti delle chiuse delle due rogge, nonostante le nostre ripetute richieste».
F. Ga.

Da IL GIORNO del 12 settembre 2003
Opere idrauliche al Pratello
Il Comitato presenta un ricorso

LODI — Il Comitato Alluvionati Lodi Onlus (ex Riva Destra) affila le armi in vista dell'arrivo della brutta stagione e indice per questa sera, alle 21, al salone dell'oratorio del Borgo, un'assemblea pubblica.
Si parlerà del problema della sicurezza contro nuove esondazioni, verrà in particolare affrontato il tema del ricorso amministrativo che il Comitato intende presentare contro la decisione del Comune di realizzare opere idrauliche su viale Milano, a difesa del quartiere del Pratello. L'intervento, secondo il Comitato, coordinato da Domenico Ossino, rischia di aumentare il volume di un'eventuale nuova alluvione nelle zone del Capanno, della Martinetta e in tutta l'area compresa tra il fiume e viale Milano. Il Comitato, grazie in particolare alla sensibilità degli imprenditori colpiti dall'alluvione del 26 novembre scorso, ha già quasi ultimato la raccolta dei fondi necessari per intentare la causa. Stasera saranno illustrate le modalità, i tempi e i costi delle procedure tese all'impugnazione delle delibere già approvate dall'amministrazione. Intanto Il Comitato Riva Sinistra, coordinato da Carlo Bajoni, torna all'attacco chiedendo provvedimenti urgenti anti-alluvione al neo assessore ai Lavori Pubblici Emiliano Lottaroli.
L.D.B.

Da LA TRIBUNA DI LODI del 13 settembre 2003
Dopo mesi di convulse trattative nel centro sinistra, nonostante le resistenze del Sindaco, inevitabile il rimpasto. Entrano ai lavori pubblici Lottaroli (ds) e Rudelli (urbanistica).
Biscaldi ha tolto il disturbo!

Per il centro sinistra è stata un’estate infuocata, e il caldo non c’entra. Uno scontro durissimo si è consumato tra il Sindaco, sempre più solo nel difendere l’assessore ds Mauro Biscaldi, e i suoi alleati di Giunta. Chi è bene addentro alle vicende lodigiane sa che quanto è avvenuto non è ordinaria amministrazione. In tutte le Giunte, e in tutte le coalizioni politiche, è quasi fisiologico di tanto in tanto qualche ricambio. In questo caso, invece, il cambio di un uomo che per tre anni ha vissuto in strettissima simbiosi con il Sindaco eche è stato al centro di tutte le scelte più contestate dell’amministrazione (moschea, lottizzazione ex-Sicc, bocciatura del progetto Efeso) è qualcosa di più. Una partita a tressette...con il morto. I protagonisti della vicenda, a ben vedere, sono tre: il Sindaco, i ds con Emiliano Lottaroli, la Margherita con Lorenzo Guerini. Il morto, su questo non c’è dubbio, è Mauro Biscaldi. Come in un vero mazzo di carte ci sono altri comprimari, che sono utili allo svolgimento della partita, e che di volta in volta (con astuzie e trabocchetti) vengono messi in gioco da chi fa il gioco. Vediamo come si è chiusa la partita, cominciando da chi è uscito di scena. Grazie, Biscaldi! Il 18 luglio l’assessore è accolto da un’ovazione del pubblico che assiste alla seduta quando annuncia all’inizio del suo intervento che “sarà l’ultimo che svolgerà in questa aula consiliare”. L’assessore aveva preannunciato dichiarazioni ‘esplosive’ e (udite, udite!) il suo intervento è tutto rivolto a prendere di mira Andrea Cancellato. Se l’alluvione c’è stata, è colpa sua! Si è costruito oltre il ponte fin dagli anni ’50? Cancellato era appena nato, ma forse per l’esponente ds, poiché Cancellato è socialista e le regole valgono per tutti, ‘non poteva non sapere’. L’ultima modifica del piano regolatore è stata approvata nel 1990? Sono passati più di dieci anni, molti dei quali sotto un’amministrazione di centro sinistra. Se il piano regolatore non andava bene, perché non lo si è modificato? Perché, invece di provvedere per tempo al controllo della sicurezza del fiume e alle necessarie opere idrauliche, si è tentata la temeraria impresa di costruire sulle aree ex-Sicc, con un’operazione urbanistica di inaudita gravità? La replica di Andrea Cancellato è stata esemplare. “Scaricare su altri la responsabilità, operazione che altrimenti verrebbe definita di sciacallaggio, è stato il discorso pieno di livore, anche personale, dell’assessore Biscaldi. È il discorso di uno sconfitto”. De profundis. La Tribuna di Lodi aggiunge a quando detto dal consigliere della lista Archinti, anche un ringraziamento sincero all’ex assessore. Il suo intervento è la ‘firma autenticata’ del nostro lavoro. Senza il nostro giornale e senza il consigliere Cancellato probabilmente Biscaldi sarebbe ancora al suo posto. Senza le nostre denunce sulle devastazioni piccole e grandi compiute in tre anni di gestione urbanistica della città, i riflettori non sarebbero stati puntati su di lui. Ci consente l’ex assessore di andare ‘fieri’ delle sue parole? Adesso può andare a cena quando vuole, e noi non ci occuperemo più di lui. Il Sindaco, più debole o più forte? Aurelio Ferrari ha cercato di difendere fino all’ultimo il suo assessore. Non c’è riuscito. Ha ipotizzato pubblicamente di tenere la delega per sé. Non c’è riuscito. I bene informati osservano che ha tentato di sostituire l’assessore con un suo uomo di fiducia. Non c’è riuscito. Ha colto tutti di sorpresa, anche gli stessi compagni di partito, negando ai ds le deleghe che erano stati di Biscaldi, e così facendo ha introdotto un latente motivo di conflitto con gli alleati più importanti della sua Giunta, con i quali dovrà lavorare gomito a gomito nei prossimi mesi. Ha condotto una verifica programmatica che non comprendeva proprio gli argomenti più controversi del passato (moschea, ex-Sicc, questioni energetiche, trasferimento delle Officine Adda – Abb in nuove arre esterne). Mancano due anni alla data ufficiale del rinnovo del consiglio comunale, ed in mezzo ci saranno nel 2004 le elezioni provinciali. La sua posizione ci appare francamente molto, molto indebolita. Forse se ne è accorto anche lui, e non a caso ha voluto sottolineare che la giunta lavora “nella continuità” con il passato. Affermazione, questa, molto imprudente. Se il rimpasto è stato attuato non solo per cambiare qualche delega, ma per correggere la rotta amministrativa sempre più in conflitto con la città (dagli alluvionati alle associazioni ambientalistiche, dalla mosche alla politica urbanistica) i fatti esporranno la sua giunta ad un dilemma: o sconfessare le scelte fin qui compiute, o confermarle, riducendo la crisi di quest’estate ad un’incomprensibile e semplice cambio di poltrone di chi ha voluto il cambiamento. Qualcuno, non c’è una terza possibilità, ne uscirà con le ossa rotte. I ds ed Emiliano Lottargli Sbaglia chi giudica l’estromissione di Biscaldi come una semplice “lite in famiglia” e una interna lotta di potere ai ds. Non siamo mai stati teneri con questo partito, ma la realtà va vista senza pregiudizi. Lottaroli ed il gruppo dirigente ds hanno fatto sul serio, manovrando nella crisi con una linearità che li ha anche spinti a posizioni di isolamento. Qualcosa è cambiato nei ds? Pare proprio di sì, anche se solo i fatti potranno confermare o meno questa prima valutazione. C’è di più. Il ‘colpo di testa’ del Sindaco,
che ha loro negato le deleghe all’urbanistica, può trasformarsi in un vantaggio. Sono più liberi di muoversi all’interno della Giunta secondo una logica di rinnovamento e di rottura con il passato. La Margherita e Lorenzo Guerini All’apparenza defilati, anche perché il Sindaco è loro espressione, questo partito, ma soprattutto il presidente della Provincia, sembrano avere fatto il pieno. Hanno all’urbanistica Leonardo Rudelli, completamente sconosciuto alle cronache politiche, ma a giudizio di molti, dotato di un proprio spessore morale come capita a molti cattolici non di facciata, ma dalle solide radici. Viene dalla scuola di S. Lorenzo ed è descritto come un amico da sempre di Lorenzo Guerini. Lo attendono difficili prove. Vedremo. Solo i fatti potranno giudicare il suo operato. La vera partita comincia ora Nel corso di questi anni non sono mancate, dalle colonne di questo giornale e da Andrea Cancellato in consiglio comunale, proposte di profondo rinnovamento della città, a partire dal progetto Efeso. Ancora oggi la totalità dei consigli di zona ha bocciato l’ampliamento dello scalo ferroviario al Chiosino e respinto la soluzione proposta dall’ex assessore Biscaldi. Non solo. Sta per essere deciso il trasferimento delle Officine Adda, che occupano una zona di eccezionale rilevanza urbanistica. È venuto il momento di discutere sul serio del futuro della città secondo prospettive di sviluppo non effimero, ma di lungo periodo? Sta nascendo il nuovo polo universitario. Davvero non si può fare nulla, come abbiamo proposto, per mettere le premesse di studi universitari informatici, visto che a Lodi abbiamo la più importante ‘software house’ italiana come la Zucchetti? Il consiglio comunale ha già approvato una mozione proposta da Cancellato, alla quale non ha fatto seguito alcuna iniziativa. La Granarolo, proprietaria della Centrale del Latte di Milano, deve decidere a brevissimi tempi, di lasciare la sede milanese. Su questo giornale abbiamo intervistato in esclusiva sia il presidente della Regione Formigoni, che l’assessora all’agricoltura Beccalossi. Qualcuno vuol prendere contatti con loro e con l’azienda per verificare se il nostro territorio non sia quello più naturalmente vocato a favorirne lo spostamento?
Dopo il grande caldo sembrano annunciate sull’Italia le grandi piogge. Si vuol fare qualcosa per impedire un altro 26 novembre? Il comitato riva destra, per bocca del presidente Domenico Ossino, ha annunciato ricorsi contro le chiuse di viale Milano, che noi abbiamo già documentato essere un’opera ‘inutile e dannosa’, che forse salverà il costruendo supermercato che paga l’opera al posto di versare al Comune le opere di urbanizzazione, ma non i piani bassi di via Bocconi e che manderà definitivamente sotto coloro che abitano alla Martinetta, il lungo Adda e lo stesso Tribunale. Il comitato riva sinistra aspetta di sapere, come ha scritto il presidente Carlo Bajoni, che fine farà la proposta della Provincia di rialzare con una pista ciclabile la strada da Lodi alla colonia Caccialanza. Il Sindaco pare che non abbia visto di buon occhio la soluzione, che in buona parte vanifica le giustificazioni per salvare la lottizzazione ex-Sicc. Su questo e sull’ordinaria amministrazione (cene e matrimoni di domenica solo per i parenti) aspettiamo di vedere all’opera la nuova Giunta.

Messaggio di Carlo Bajoni sull’articolo sopra
Cari amici, sul numero in edicola oggi della "Tribuna di Lodi" c'è un articolo sulle dimissioni di Biscaldi, nella parte finale dell'articolo è scritta questa frase:
"Il Comitato riva sinistra aspetta di sapere, come ha scritto il presidente Carlo Bajoni, che fine farà la proposta della Provincia di rialzare con una pista ciclabile la strada da Lodi alla Colonia Caccialanza.
Il Sindaco pare che non abbia visto di buon occhio la soluzione, che in buona parte vanifica le giustificazioni per salvare la lottizzazione ex Sicc."
Eh no, ora basta!
Che non facessero nulla l'avevamo capito che quel poco che avevano in mente di fare avrebbe potuto fare altri danni (paratie su Viale Milano)... (non) l'avevamo capito
ma che ora, per ragioni che ancora non conosciamo, si metta in dubbio una realizzazione che potrebbe mettere in sicurezza due popolosi quartieri senza recare danno ad altri... questo NO!
Il progetto della Provincia è un progetto facilmente realizzabile, di basso costo e di bassissimo impatto ambientale che potrebbe evitare a due popolosi quartieri di fare da cassa di espansione del fiume senza creare problemi ad altre parti della città.
Se le cose stanno veramente cosi' hanno varcato il limite dell'umana sopportazione.
Prepariamoci, preparatevi tutti e preparate amici parenti e conoscenti: se loro vogliono fermare i progetti per la nostra sicurezza
NOI FERMEREMO LORO!
Non abbiamo piu' alternative, abbiamo cercato in tutti i modi il dialogo, abbiamo cercato di costruire insieme: il risultato è che loro se ne infischiano e pensano di aver risolto i problemi con il modesto contributo che ci è pervenuto.
NO, anche se avessimo avuto il rimborso del 100% non sarebbe bastato perchè non possiamo vivere con una spada di Damocle sul capo.
Pretendiamo di vivere in case sicure, che abbiamo pagato con denaro dei nostri risparmi, che sono state costruite con regolari autorizzazioni comunali e che ora DEVONO essere protette!
Questa comunicazione è inviata (anche) alle segreterie politiche: immagino che come sempre non otterremo alcuna risposta nè tantomeno smentite su questo importantissimo argomento (spero di sbagliarmi...) ma almeno sappiano che un eventuale fermo di questo progetto non avrà come conseguenza la nostra rassegnazione... non ci chiuderemo in casa a capo chino in attesa che l'acqua invada ancora le nostre abitazioni.
Ricordate la manifestazione del maggio scorso?
Volevano chiudere le porte del palazzo comunale in faccia ai cittadini adducendo motivazioni di sicurezza (e come mai solo quella domenica? E tutte le altre volte che gli alluvionati hanno riempito locali e corridoi del "palazzo" non c'erano le stesse motivazioni?) e non ci sono riusciti.
L'unione fa la forza... cosi' abbiamo iniziato e cosi' termineremo solo quando avremo ottenuto cio' che ci spetta!
Coloro che "amministrano" devono aiutare i cittadini ,non osteggiarli, perche' altrimenti è terminata la loro funzione.
Coloro che amministrano devono spiegare ai cittadini le motivazioni delle scelte, perche' le scelte, oltre che essere fatte con il denaro dei cittadini, sono fatte "sul capo" dei cittadini.
Il bene dei cittadini non si fa stando chiusi a palazzo ma scendendo nelle strade e camminando al fianco delle persone, solo così se ne possono comprendere i problemi e si possono intravedere le soluzioni.
Carlo Bajoni
Comitato Alluvionati Riva Sinistra
p.s. i delegati degli alluvionati che ricevono questo messaggio devono diffonderlo a tutti gli alluvionati delle rispettive vie, con volantini, a voce, o come meglio ritengono

Da IL GIORNO del 14 settembre 2003
«L'Adda va messo in sicurezza»

LODI — I Comitati alluvionati e l'amministrazione comunale appaiono sempre più su posizioni inconciliabili. A dieci mesi dalla devastante alluvione che ha colpito interi quartieri, ben pochi i risultati ottenuti dalle famiglie che hanno perso casa e tranquillità: le amministrazioni comunale e provinciale hanno erogato alcuni contributi economici, mentre Parco Adda Sud e vigili del fuoco stanno ancora rimuovendo i tronchi abbattuti dalla furia delle acque. Ma, nell'imminenza della stagione autunnale, nulla è stato fatto per mettere in sicurezza i quartieri a ridosso del fiume.
L'unico provvedimento avviato a difesa di un quartiere, quello del Pratello, se è atteso dai residenti della zona di via Bocconi è invece ostacolato dal Comitato alluvionati onlus (Riva destra). Quest'ultimo, venerdì sera, in un'assemblea all'oratorio di San Rocco a cui hanno preso parte una cinquantina di persone, ha ultimato la raccolta dei fondi necessari per intentare una causa amministrativa contro la delibera comunale (prossimamente al vaglio della giunta) che stabilisce la realizzazione di alcune paratìe lungo viale Milano per evitare il rigurgito delle rogge verso il Pratello. Un progetto che, secondo il Comitato, non farebbe che peggiorare la situazione di chi, risiedendo alla Martinetta o al Capanno, si trova tra l'ex via Emilia e il fiume.
«Ma - ribatte il sindaco Aurelio Ferrari - è impensabile che lo Stato finanzi contemporaneamente tutte le opere di difesa dal fiume contemporaneamente. Per cui, con tutte le precauzioni, bisogna intervenire per gradi. In caso di alluvione, con la chiusura delle paratie, l'area del Capanno avrebbe solo 3 o 4 centimetri d'acqua in più».
Intanto esplode un'altra polemica. Carlo Bajoni del Comitato Riva Sinistra riporta indiscrezioni secondo le quali il Comune sarebbe contrario al progetto, da loro abbozzato e oggi allo studio in Provincia, di creare un rinforzo all'argine naturale della strada per Boffalora, superata dall'Adda nell'ultima piena, con un terrapieno sopraelevato su cui far correre una pista ciclabile. Il Comitato minaccia una nuova manifestazione pubblica di protesta, come quella del maggio scorso, per un progetto che ritiene «facilmente realizzabile, di basso costo e di bassissimo impatto ambientale che potrebbe evitare a due popolosi quartieri di fare da cassa di espansione del fiume».
Il sindaco nega di essere contrario a priori. Semplicemente ritiene l'idea poco fattibile: «Nel piano idrogeologico dell'Autorità di bacino, la strada per Boffalora è un argine che deve difendere l'abitato ma anche consentire al fiume di espandersi nei campi a monte di Lodi. Nel piano c'è già un argine previsto a difesa dell'Oltre Adda ed è quello dell'ex Sicc».
di Laura De Benedetti

Messaggio di Carlo Bajoni a commento dell’articolo sopra
Cari amici, il messaggio che vi ho inviato ieri riguardante l'argine Lodi/Boffalora, l'avevo inviato anche alla stampa.
Sul quotidiano Il Giorno di oggi è riportato parte del messaggio ed alcune considerazioni del Sindaco di Lodi, vediamole insieme:
1- Il Sindaco nega di essere contrario a priori. Semplicemente ritiene l'idea poco fattibile...
siamo contenti che il Sindaco non sia contrario a priori e per cio' che riguarda la fattibilità del progetto preferirei attendere cosa ne pensano i tecnici (ricordo che i tecnici AIPO durante un sopralluogo a Lodi nei mesi scorsi giudicarono l'idea fattibile anche se, ovviamente, il progetto doveva poi essere verificato), in ogni caso, qualora ci fossero degli intoppi di carattere "tecnico", sara' nostra cura (o cura di eventuali tecnici da noi incaricati) di verificarli
2-il Sindaco prosegue:"Nel piano idrogeologico dell'Autorità di bacino, la strada per Boffalora è un argine che deve difendere l'abitato ma anche consentire al fiume di espandersi nei campi a monte di Lodi" e come, di grazia? Se è un argine che protegge gli abitati non puo', contemporaneamente, essere superato per mandare l'acqua nei campi, qualora il fiume lo superasse l'acqua andrebbe si nei campi ma ANCHE nei quartieri oltre il ponte in quanto NON esiste alcuna barriera tra l'abitato ed i campi! (chi non conoscesse l'oltre Adda è pregato di venire a verificare)
3-conclude il Sindaco: "Nel piano c'e' gia' un argine previsto a difesa dell'oltre adda ed è quello dell'ex Sicc".
Allora cari amici, su questo punto mi sono sgolato nel tempo e spero di non tornarci mai piu': voi che avete avuto il fiume, il fango...ed altro ancora... in casa sapete bene che l'acqua e' venuta scavalcando la strada per Boffalora anche e soprattutto nella zona della colonia Caccialanza. Bene, l'argine ex Sicc arriva alla curva di Mozzanica a quel che mi risulta... ben piu' indietro del necessario, se ci fosse stato quest'argine anche prima del novembre scorso l'acqua sarebbe arrivata comunque, paradossalmente anche a coloro i quali abitano in Via Ferrabini a ridosso dell'ex Sicc perchè sarebbe loro arrivata da DIETRO! Cosi' come è arrivata da dietro agli abitanti di Via Nazario Sauro nella scorsa alluvione.
Se si vuole proteggere la riva sinistra occorre arrivare a Boffalora e, forse, fare alcune modifiche alla nuova tangenziale, punto.
Lascio a voi trarre le conclusioni...e ricordate: L'UNIONE FA LA FORZA! Oggi come non mai dobbiamo essere uniti e determinati per salvare il nostro futuro.
Carlo Bajoni
Comitato Alluvionati Riva Sinistra


ps1: vi ricordo che tutti questi messaggi sono anche inviati al Presidente della Provincia di Lodi, Lorenzo Guerini, in quanto la SP 25 è una strada provinciale.
ps2: vi ricordo (ai Delegati) di DIFFONDERE questi messaggi agli abitanti delle vostre vie in modo capillare.


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