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Lodi, 16 febbraio 2004
Oggetto: delibera G. R. Lombardia n°VII/15811 del 23.12.03 “Programma per l’anno 2004 degli interventi di regimazione idraulica mediante escavazione di materiale inerte da corsi d’acqua e determinazione dei criteri per l’individuazione degli enti attuatori”.

PRESIDENTE Giunta Regionale Lombardia
ASSESSORI
Buscemi – Lio – Moneta G. R. Lomb.
Dirigente STER Reg. Lombardia di Lodi
P.c. Prefetto di Lodi
Direttore Autorità di Bacino fiume PO
Direttore Agenzia Interregionale del Po
Presidente Provincia di Lodi
Sindaco Comune di Lodi
Direttore Consorzio Bonifica Muzza Bassa Lodigiana
Direttore Consorzio dell’Adda
Direttore Parco Adda Sud
Direttore ARPA Lodi
Comandante Vigili del Fuoco Lodi
Presidente Consorzio Po
Sindaci Comuni rivieraschi provincia di Lodi
Comitato Alluvionati Riva Sinistra Lodi
Comitato Alluvionati 26 novembre Rivolta D’Adda
Comitato Alluvionati C.AL.CA Casale M.to
Comitato Alluvionati di Cerveteri-Cerenova Roma
Comitato Sant’Arcangelo di Romagna Rimini
LORO INDIRIZZI
Oggetto: delibera G. R. Lombardia n°VII/15811 del 23.12.03 “Programma per l’anno 2004 degli interventi di regimazione idraulica mediante escavazione di materiale inerte da corsi d’acqua e
determinazione dei criteri per l’individuazione degli enti attuatori”.
Con la delibera a margine si è autorizzato l’escavazione di 930mila metri cubi di materiale da estrarre dagli alvei dei fiumi. La quasi totalità delle escavazioni – 850mila mc – è riferita al solo bacino dell’Adda, di cui 719mila mc al tratto compreso tra il lago d’Olginate e la confluenza del Brembo, all’interno del Parco Adda Nord; in particolare tra Olginate e Paderno le ruspe potranno rimuovere dal fondale del corso d’acqua ben 500mila mc di ghiaia, sassi, sabbia e terra.
Il provvedimento licenziato poco prima di Natale, è dettato dalla necessità di mettere in sicurezza da inondazioni e straripamenti, le zone attraversate dai fiumi. Per questo la delibera s’intitola “Programma 2004 degli interventi di regimazione idraulica mediante escavazione di materiale inerte da corsi d’acqua”.
Per natura, l’emissario di un lago non è in grado di trasportare grandi quantitativi di materiale solido, riscontrato, però, che sono più di 20anni che non sono concessi ed effettuati interventi di questa natura, riteniamo positiva la delibera adottata.
Risulta essere della massima attenzione però, l’esigenza di sicurezza dall’attraversamento dell’Adda a Lodi e Rivolta, in cui il fiume scorre appena sotto il piano campagna.
Constatato che la delibera all’oggetto riporta “ preso atto che le Sedi Territoriali di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova non hanno ritenuto di segnalare interventi” ci si interroga perché e si fa istanza che uguale intervento di regimazione idraulica mediante l’escavazione del materiale inerte, al fine di eliminare i potenziali pericoli d’esondazione e ripristinare il regolare deflusso dell’Adda, avvenga anche nel tratto urbano di Lodi (come già in parte avvenuto a Rivolta).
Accertato che la rete idrografica dell’Adda si è innalzata di quota e che buona parte è pensile rispetto al territorio, essa non è più in grado di drenare l’acqua del rispettivo bacino nel Po. Da qui il pericolo per il territorio che attraversa, di essere sommerso dalle alluvioni ed ancor peggio dalla ghiaia che vi trasporta, anche con piene di modesta portata e di ritorno annuale.
Gli effetti di questa situazione anomala si sono già visti nelle scorse alluvioni, dal ’94 in poi, e si vedranno ancora, sempre più catastrofici negli anni a venire, se non si provvede tempestivamente ad una pulizia radicale degli alvei e non si ripristina un minimo d’equilibrio tra territorio e rete idrografica. Allo stato e probabile che tutta la pianura padana, fra non molti anni debba essere evacuata, da persone e cose.
Sicuramente interventi con rialzo d’argini e/o idrovore non possano salvarci. Per questo, nasce la necessità d’interventi radicali nell’alveo del Po (come con forza e a gran voce da qualche tempo reclamano anche i Sindaci rivieraschi del Lodigiano, Pavese e Cremonese).
Il nostro comitato non può far altro che invitare anch’esso ad interventi risolutori non solo sull’Adda, ma soprattutto nell’alveo del Po, in particolare alla foce dell’Adda stessa.
Ricordandovi che nell’incontro del 15 gennaio scorso, tenutasi a Lodi, vi siete impegnati entro fine febbraio a presentare il “Piano stralcio per l’asta del Fiume Adda”, e la stesura di progetti a difesa del tratto urbano di Lodi (AIPO), si auspica che le nostre riflessioni e indicazioni, le quali a loro volta rispecchiano gli indirizzi programmatici dettati dalla vostra linea politica, siano ad essere tenute nella massima considerazione.
Nell’attesa del prossimo incontro è gradita l’occasione della presente per porgere distinti saluti.
Il Presidente C.AL.LO
Domenico Ossino

Lodi, 15 febbraio 2004
Lettera aperta ai cittadini e alle Istituzioni.
Sono trascorse ormai da più di un mese tutte le feste di fine anno, per ultima quella del patrono di
Lodi, e mi auguro che abbiano portato tanta felicità nelle vostre famiglie.
In questo periodo avrei voluto dedicarmi un po’ di più alla mia famiglia, ma numerosi impegni sopraggiunti per il mantenimento del mio posto di lavoro e di tanti altri lavoratori che come me sono coinvolti nella truffa della Parmalat, non me lo hanno concesso!
Questo però non mi ha fatto trascurare la causa degli alluvionati di Lodi, delle cui problematiche ho continuato ad occuparmi.
L’appello del C.AL.LO, degli altri comitati alluvionati e dei politici d’ogni schieramento che hanno condiviso l’opposizione contro l’introduzione della polizza anticalamità per le abitazioni private, imposta per legge dal Governo, ha avuto esito giusto, il Parlamento ha cassato l’articolo 46 dalla finanziaria 2004.
La cronaca pubblicata in questo periodo sui temi Alluvione - Sicurezza non è stata di gran rilevanza.
Solo attraverso due articoli pubblicati nei giorni scorsi, l'amministrazione comunale riprende il tema della sicurezza per il quartiere Pratello, "a protezione dei cittadini".
Dopo la fiaccolata e l'assemblea pubblica del 28 novembre ultimo scorso, il primo impegno dell'anno sul tema alluvione è consistito in un incontro tenutosi il 15 gennaio (ad un anno esatto dall’assemblea pubblica indetta dall’amministrazione di Lodi, il 16 gennaio 2003) a Lodi nella sede della Regione Lombardia, che ha visto la partecipazione di tutte le parti che agiscono in funzione della messa in sicurezza del fiume Adda a protezione del territorio, dei cittadini e dei loro beni.
All'incontro abbiamo partecipato io e Carlo Bajoni del C.Al.R.Sx, su invito del prefetto Dottoressa Frediani (che ho ringraziato a nome di tutti i cittadini per l’impegno che con tenacia ha profuso), riuscendo a convocare in tempi brevi tutte le parti in campo, e a far decollare l'attività delle commissioni di tecnici, che a loro volta hanno già provveduto alla stesura di diverse relazioni.
L'incontro in sé stesso è stato fruttuoso dal punto di vista conoscitivo: quantomeno siamo stati informati dei progetti in elaborazione circa l'asta dell'Adda.
In particolare, la Provincia di Lodi si è impegnata per un progetto in sponda sinistra, che prevede la costruzione di una pista ciclabile quale "argine" a protezione dell’oltre Adda. Il Comune di Lodi ha deciso definitivamente di annullare la prevista edificabilità sull'area ex Sicc, procedendo invece per l'arginatura che dovrebbe "collegarsi" con il progetto della Provincia di Lodi. Il progetto non c’è stato in ogni caso ancora illustrato.
Per quanto riguarda la sponda destra, abbiamo appreso che il finanziamento di cui da alcuni anni si parlava (5/6 miliardi delle vecchie lire per il progetto a protezione dell'area) non c’è; la Regione lo ha dirottato in un altro capitolo del suo bilancio; d'altro canto, neppure esiste in merito un progetto definito.
Tutti i progetti che saranno elaborati dovranno in ogni caso passare al vaglio delle Autorità di Bacino del fiume Po e AIPO, saranno obbligati trovare integrazione e correlazione con il “Piano stralcio per l'Adda”, che l'Adbpo si è impegnata a presentare entro fine febbraio.
Tutti gli interventi da intraprendere potranno essere definiti solo dopo che sarà elaborato e presentato questo cosiddetto "Piano". Una volta definito tutto quanto serve per approvare i progetti, bandire gli appalti e quant'altro, i lavori presumibilmente potranno avere inizio nell'estate del 2005.
Nel corso dell’incontro ho pressato (nuovamente) l’assessore Buscemi affinché preveda lo stanziamento di fondi a parziale ristoro dei danni subiti anche per i beni mobili.
A Lodi i progetti di messa in sicurezza del territorio continuano ad essere elaborati in conformità a dei modelli matematici, redatti da uno studio consulente del Comune, -leggo sulla stampa che l'Amministrazione Comunale è ferma nell'edificazione di barriere e chiuse in viale Milano-, e che " prescrizioni e ostacoli dettati dal Piano d’Assetto Idrogeologico, pare siano state superate", com’è stato illustrato nel corso di un incontro pubblico, l’edificazione della Casa per Minori di Famiglia Nuova nell’area Pratello, sarà realizzata partendo da una quota più alta di 30 cm, rispetto al piano campagna.
In ciò consisterebbe il “superamento”.
Mi ricordo che nel corso dell’incontro del 15 gennaio, a domanda specifica fu risposto, che le definizioni delle fasce fluviali A-B-C, a seguito dell’alluvione ed esondazione del fiume Adda, dovranno essere ridefinite.
Dalla lettura degli articoli, pare che in futuro i CITTADINI del PRATELLO e (aggiungo io) quelli del CAPANNO e della MARTINETTA potranno dormire sonni tranquilli, perché mai più acqua limacciosa potrà entrare dentro le loro case.
Pende tuttora un ricorso al TAR per le chiuse di viale Milano, contro il Comune di Lodi e l’Immobiliare Severiana srl di Milano, che nei loro atti di costituzione al ricorso, tramite i loro avvocati hanno omesso di entrare nel merito, limitandosi a trite formule rituali, anziché far conoscere le ragioni per cui l’amministrazione persegue questa strada, venendo meno alle aspettative dei cittadini e mantenendo ancora una volta un atteggiamento distaccato (secondo indicazioni della Giunta Comunale), nei confronti degli stessi che vorrebbero essere partecipi nelle valutazioni e non sottoposti a scelte che potrebbero essere tutt’altro che lungimiranti. E poi ci propinano discorsi e atteggiamenti di “politiche” partecipate!
Riscontrato che progetti e idee in campo sono molteplici, il Comitato Alluvionati Lodi Onlus ha accolto e fatto propria la proposta, presentatagli dai cittadini nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi all’oratorio del Borgo nell’autunno scorso, di formulare un autonomo progetto/idea di messa in sicurezza del fiume Adda a protezione del territorio.
In una prossima assemblea pubblica, programmata per la serata dell' 11 marzo prossimo, sempre nel salone dell’oratorio del Borgo, il Comitato sarà in grado di formulare tale sua proposta.
Sempre sul tema alluvione, è di questi giorni la notizia, che il Tribunale di Nocera Inferiore, ha chiesto la condanna a cinque anni per l’ex Sindaco di Sarno, accusato d’omicidio colposo plurimo per l'alluvione che il 5 maggio 1998 provocò in questo paese del Salernitano la morte di 137 persone. Secondo il Pubblico Ministero, il paese doveva essere evacuato alle 16,30 di quel 5 maggio, ma ciò non avvenne. Per l'accusa, il Sindaco violò la legge sulla protezione civile, la direttiva Barberi ed il piano di protezione civile del Comune. A Lodi per la fortuita mancanza di morti, la Procura del Tribunale di Lodi, a seguito dei due esposti presentati da più di 1300 cittadini, non ha considerato che il Sindaco abbia violato la legge sulla protezione civile, la direttiva Barberi ed il piano di protezione civile del Comune e ha richiesto l’archiviazione dei procedimenti al Gip, con la seguente formula: “ rilevato che dalle indagini esperite dalla P. G. e dalla documentazione acquisita si evidenziano fatti e situazioni che denotano improvvisazione e scarsa competenza da parte delle autorità preposte, in speciale modo comunali, nell’affrontare l’emergenza dovuta alla piena dell’Adda, con riferimento in particolare alla ritardata o insufficiente diffusione della informazione ai cittadini interessati da parte della Autorità locale dell’imminenza dell’esondazione, dovuta all’assenza nella struttura operativa di tecnici idonei a rendersi conto della eccezionalità della situazione capaci di prevedere con un dovuto anticipo gli ipotetici scenari futuri, dopo la comunicazione da parte del Prefetto al Comune di Lodi dello stato di emergenza avvenuta alle ore 14,07 del 26 novembre 2002. Tali carenze però, che sicuramente hanno comportato un aggravamento dei disagi e dei danni materiali subiti dalla cittadinanza, non sembra rivestano rilevanza penale, dal momento che la gravità di quanto accaduto non può che ricondursi ad evento naturale eccezionale e incontrollabile”. Formula “efficace” che ci da ragione, che però non ci ripaga dei danni subiti, né tanto meno del senso di insicurezza che continua a pervadere i cittadini coinvolti, che ancora oggi, loro malgrado, stanno vivendo con ansia il dopo alluvione.
Domenico Ossino
Presidente C.Al.Lo onlus
c.al.lo@tin.it

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