
I proverbi ad esempio, come tutti sappiamo, sono detti,
più o meno brevi, che fissano, in forma tradizionalmente codificata, una
norma, una credenza o un dato dell'esperienza. Benché centinaia di proverbi
siano di uso comune in tutti i ceti sociali, la loro origine è radicata
ed appartiene alla cultura tradizionalmente delle classi subalterne e generalmente
esprimono i valori e la visione propri di quella cultura e di quelle classi.
C'è che scorge nei proverbi la "verità" e che, per contro, li
considera solo formule di comodo (non di rado avviene infatti che gli stessi
proverbi si contraddicano a vicenda); a noi piace considerarli piuttosto
semi di sapienza popolare e facce di una molteplice verità. Gli argomenti
e i temi caratteristici dei proverbi sono numerosi, ma per lo più essi riguardano:
il comportamento morale; i rapporti sociali; norme di agricoltura; precetti
meteorologici, igienici, giuridici.. La raccolta e lo studio dei proverbi
suscitarono vivo interesse fin dall'antichità classica, da Aristotele all'età
imperiale romana e numerose raccolte ebbero vasta diffusione nei vari paesi
in età medioevale. In Italia varie collezioni furono pubblicate tra il secolo
XVI e il XVIII; ma fu nell'Ottocento che la nuova attenzione al folclore
e la rivalutazione delle tradizioni popolari favorirono il sorgere di una
specifica disciplina e vennero composte le maggiori raccolte. A quanto affermarono
gli studiosi, oggi la creazione di nuovi proverbi è un fatto rarissimo.
Se è vero che i proverbi riflettono la società, la cultura, la visione del
mondo di determinate classi sociali, di determinati luoghi e periodi, perché,
attraverso i numerosi proverbi della nostra zona e, particolarmente, del
nostro paese, non "rileggerci" un momentino?, perché non fare
qualche passo indietro negli anni per riascoltare, magari con sorriso bonario,
dalla voce dei nostri cari "vecchi" i loro proverbi? Forse, anche
una semplice raccolta di proverbi, come è quella che qui si propone, contribuisce
a mantenere vivo un certo nostro patrimonio e ad evitare che la civiltà
dei consumi, che ormai ci assorbe per intero, vi stenda sopra il velo dell'oblio.