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Il territorio della Bassa pavese 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’area territoriale della "Bassa pavese" è pressoché uniforme con un’altitudine media sul livello del mare di 65 metri; Nella carta della natura della Regione Lombardia è considerata di "Rilevanza ambientale".

Bagnata dal Po si trasformò in palude al ritiro del fiume più lungo d’Italia. Sebbene prosciugata attraverso una paziente ed intelligente opera dell’uomo ha mantenuto in alcune parti, seppur poco estese, la caratteristica delle zone umide e paludose.

L’area d’origine alluvionale ha una superficie di 14.703 h. e si colloca a nord-est del territorio provinciale: confina a nord con la Provincia di Milano e il fiume Lambro, a nord-ovest con il fiume Ticino e a sud con il fiume Po. Confina con tre province (Mi-Lo-Pc) e una Regione (Emilia e Romagna)....

La zona si è sempre caratterizzata per le ampie paludi sino a quando una massiccia e consistente opera di bonifica, iniziata nella seconda metà dell’ottocento l’ha definitivamente resa coltivabile, per colture come il riso, il mais, il frumento ......

Così nel basso medioevo "Fazio degli Uberti" descrive la zona più alta della Bassa pavese:

"… Un continuo mutare: dall’acquitrino alla macchia, dalla palude al bosco lussureggiante. E’ un mondo incontaminato: un ambiente lasciato dall’uomo ai suoi ritmi ed equilibri naturali. Presso la confluenza del Ticino con il Po, all’incrocio di importanti strade…"

Essendo la "Bassa pavese" la parte più bassa della Lombardia questa finisce con raccogliere le acque piovane che scendono dal Milanese e dai colli Banini favorendo ulteriormente il permanere sul terreno d’una abbondante quantità di acqua....... 

L’insieme di queste particolarità hanno determinato e condizionato permanentemente l’ambiente e le attività economiche e potremmo sostenere, almeno sino agli anni sessanta del novecento, lo stesso "modello di vita" delle popolazioni rivierasche.....

Questo cambiamento lo si può notare dalle conseguenze delle continue alluvioni, dagli interventi strutturali operati dall’uomo legati in primo luogo alla viabilità, all’escavazione di sabbia e terra per l’industria delle costruzioni e dai recentissimi insediamenti produttivi e commerciali......

Questi un tempo contribuivano a mantenere oltre all’aspetto delle zone paludose......

I fontanili che contribuivano in misura notevole a rendere caratteristica questa zona .........

Ciò può essere addebitato a due principali fattori: le bonifiche che ancora sono condotte, mentre andrebbero con decisione vietata, e l’alto grado d’inquinamento generalizzato che c’è dato di rilevare. Le colture maggiormente presenti nella zona sono: riso, grano turco, frumento, pioppo canadese e marcite per il foraggio , mentre la vegetazione naturale è formata da robinie, ontani, salici, canneti e da qualche presenza di querce.

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 Dal secolo 17° e fino alla metà del 19° tutta l’area era di sicura proprietà dei frati che governavano l’Abbazia di Santa Cristina e Bissone.....

La varietà della fauna che popolava questa caratteristica zona era molteplice. Erano presenti praticamente tutte le specie di selvaggina.....

Il ricco sistema d’irrigazione presente sul territorio ha, da sempre, offerto un rifugio sicuro e un’abbondante alimentazione per la nutrizione delle diverse specie di uccelli oltre.....

Interessante al riguardo la testimonianza concessa da Emilio Garlaschelli che ci descrive minuziosamente le varie specie di fauna che popolava l’intera "Bassa pavese". In questo territorio la flora acquatica si è conservata con diverse specie, ma a tale proposito occorre riconoscere che essa è poco considerata, poco conosciuta e per niente protetta ........ 

Rispetto alla flora acquatica oggi conosciuta, quella descritta è per molti aspetti "povera". Pur tuttavia diverse piante, se addirittura non tutte, meritano di essere protette....   le istituzioni competenti per territorio per la loro difesa, iniziando con un’azione di divulgazione, soprattutto tra le popolazioni giovanili, al fine di fornire a loro i mezzi di conoscenza....... 

Solo mantenendo inalterato l’ambiente è possibile riuscire a salvaguardare la flora e la fauna acquatica rimasta.

Questa terra, sfruttata dai signori nei secoli scorsi come terreno di caccia, ha succhiato fatica e sudore ai "Braccianti di palude" che con innumerevoli sforzi lavorando con le sole braccia .............   

A tale proposito la testimonianza di Paola Ferrari, Emilio Garlaschelli, Carlo Bettini e Gaetano Roveda, meglio d’ogni altra considerazione ci consente di renderci conto......

Questa ricerca dà modo di riscoprire un territorio, sul quale la stragrande parte delle generazioni di contadini, braccianti e salariati che ci hanno preceduto..... La flora e la fauna acquatica oltre a quell’ittica, oggetto della ricerca sono elementi che hanno condizionato, fino a pochi decenni fa, la vita ed il lavoro delle generazioni precedenti alla nostra....... E’ in qualche modo non dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo.

 

brani tratti dal volume di Osvaldo Galli   "Luoghi e Immagini della Bassa Pavese"


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