XXVI giornata per la vita 1 febbraio 2004
Mvimento per la vita

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GIORNATA PER LA VITA 2004, 1° FEBBRAIO
In occasione della XXVI Giornata per la vita, domenica 1° febbraio il Movimento per la Vita Lodigiano ha programmato una serie di iniziative grazie alle quali sarà possibile promuovere una maggiore sensibilizzazione ed esprimere solidarietà ai Centri di Aiuto alla Vita (CAV) che da anni operano nella nostra provincia e che da quest'anno, oltre all'attività svolta a Lodi e Sant'Angelo, trova un nuovo punto di riferimento anche a Codogno.
La giornata per la vita vuole essere un momento di riflessione sul valore della vita umana ed in particolare sull'importanza di far vivere con serenità i primi anni di ogni essere umano che, paragonati alla "primavera" delle persone, diventano la base su cui costruire la stagione più matura di ogni vita: un bimbo felice sarà un adulto felice che saprà far felice gli altri.
A dispetto delle gelide temperature, il CAV di Lodi, espressione operativa del Movimento per la Vita Lodigiano, sarà quindi presente sul Sagrato del Duomo di Lodi per tutta la mattinata di domenica con la consueta bancarella per testimoniare la sua presenza attiva sul territorio, proponendo utili oggetti e vasetti di primule, segno tangibile della primavera che con la nostra solidarietà sosteniamo promuovendone la crescita concreta ed evidente non solo agli occhi altrui, ma anche nell'ambito più ristretto delle mura di casa nostra.
A partire dalle ore 15:00 della stessa giornata, presso la palestra del GSO S. Fereolo in Lodi, si terrà un torneo di minivolley patrocinato dal CSI di Lodi, che vedrà in azione la primavera della vita lodigiana nella gioiosa manifestazione durante la quale tutti i bambini delle squadre partecipanti indosseranno le magliette della vita che saranno loro donate per l'occasione.
Alle ore 15:00 i bambini dell'oratorio della Parrocchia di S.Alberto, lanceranno nel cielo di Lodi i palloncini ai quali avranno affidato i loro messaggi scritti sul tema della Giornata per la Vitali.
Momento particolarmente significativo sarà la celebrazione del rito della benedizione delle mamme in attesa, impartita in Duomo a Lodi durante la S. Messa delle ore 18 dal Vescovo e, per la prima volta, a Codogno da Vicario Foraneo Mons.Diego Furiosi e durante la S. Messa delle ore 10 a Sant'Angelo Lodigiano dal Vicario Foraneo Mons. Carlo Ferrari

Messaggio in occasione della XXVI Giornata per la vita - 1 Febbraio 2004
Senza figli non c'è futuro
Senza figli non c’è futuro. Se i figli sono pochi, in una società di adulti e anziani, il futuro svanisce. A chi consegniamo ciò che siamo, ciò che a loro volta ci hanno consegnato i nostri genitori? È vero anche il contrario: senza futuro non ci sono figli. Quando l’orizzonte si fa incerto o rischioso, si avverte sempre meno il desiderio di donare la vita, il coraggio di generare dei figli.
Alla “crisi delle nascite, al declino demografico e all’invecchiamento della popolazione” si riferiva anche il Santo Padre nel suo discorso al Parlamento italiano del 14 novembre 2002, invitando “a un impegno responsabile e convergente, per favorire una netta inversione di tendenza”. Per riuscirci, occorre aver presenti le cause della crisi, che sono più d’una e di varia natura. Il Papa parlava di “problemi umani, sociali ed economici”, assieme.
È un problema l’uomo. Siamo sempre più concentrati su noi stessi, preoccupati della nostra realizzazione personale. Ciò non è negativo; lo diventa se degenera nell’unico obiettivo che divora tutto il resto. Un gigantesco “io” stritola un fragile “noi”. Perché allora lottare per tenere insieme la propria famiglia? Perché partecipare alla vita amministrativa e politica per rendere migliore la propria città e il proprio Paese? Una soggettività esagerata non concede spazio a nessuno, certo non a un figlio, a meno che non serva anch’egli a gratificare l’io
È un problema la società. Viviamo nella “modernità liquida”, in cui nulla dev’essere solido, duraturo, permanente, per sempre. I valori di ieri erano la stabilità e la fedeltà. Oggi sono il movimento e il cambiamento. Si dice che bisogna essere flessibili, senza un terreno su cui mettere radici; che solo il presente è un valore; non lo sono né il passato né il futuro. Il tempo si riduce così a una sequenza di attimi presenti, senza un prima né un dopo. Se questo è il contesto culturale, i figli non possono rientrare nel progetto della modernità. I figli infatti sono per sempre, richiedono una famiglia solida per poter crescere, genitori che diano loro amore per tutta la vita, stabilmente. I figli, inoltre, catalizzano energie che invece – viene suggerito - è bene dedicare alla carriera, al successo, al potere. I figli dunque non appartengono all’orizzonte di questa modernità, di questa cultura.
Sono un problema anche le risorse economiche. Non si possono monetizzare i figli, ma è evidente che costano molto e l’organizzazione della nostra società li fa costare sempre di più. È la cruda realtà con cui devono misurarsi i genitori, i quali possono contare su aiuti economici e sgravi fiscali, che però non incidono ancora in modo determinante nella soluzione dei problemi quotidiani e che comunque restano distanti dai livelli di altri paesi europei. Un contributo una tantum alle coppie che generano un figlio è senz’altro una forma di incoraggiamento, ma non risolve tutti questi problemi se poi il contesto rimane immutato; se cioè il part-time, soluzione ideale per molte madri con figli piccoli, è spesso una chimera; se gli asili nido sono ampiamente insufficienti; se le donne che dedicano alcuni anni della loro vita – quelli in genere più proficui per la carriera – ai figli, quando rientrano nella loro azienda, vengono considerate professionalmente superate e non abbastanza amanti del lavoro; se un padre che sceglie il congedo è fatto oggetto d’ironia, più che d’ammirazione; se una giovane coppia vede svanire nell’affitto di un bilocale, inadatto a famiglie con tanti figli, metà del proprio reddito.
Senza figli non c’è futuro. Ma anche senza genitori non c’è futuro. Un’intera cultura dominante ha scordato il valore della paternità e della maternità, anche spirituali. Mancano i figli e mancano i genitori. Ma mancano anche gli educatori e i maestri. Parlando dei figli che mancano nel nostro Paese non dobbiamo dimenticare i figli che – numerosi – un futuro l’avrebbero se non se lo vedessero rubato dalla denutrizione, dalla malattia, dalla guerra; per non dire di quelli che un futuro non lo potranno mai avere perché viene loro radicalmente sottratto dalla persistente pratica dell’aborto.
Occorre quindi lavorare su più fronti.
Sulla famiglia, per vincere la tenaglia dell’egoismo che spinge a considerare la generosità, la comunione e la fraternità i vizi dei perdenti, quando invece la storia dice che alla lunga sono le virtù dei vincenti.
Sulla società, sul mercato del lavoro, nel dibattito culturale a partire dai mass-media, per proporre immagini positive di genitori uniti, responsabili e felici.
Sulla politica, perché consideri davvero la famiglia quello che è: il primo nucleo della società italiana, e attorno alla famiglia costruisca un progetto di Italia futura, investendo con convinzione sui figli, nostro futuro.
Per affrontare questi impegni non mancano le risorse di tanti uomini e donne che credono nella vita. Credono anche quando le condizioni di disabilità lasciano intravedere un futuro difficile e lottano per renderlo il migliore possibile. Testimoni ad un tempo di amore alla vita e di speranza per il futuro.
Benedica e avvalori questi intendimenti il Dio della vita.

2004 XXVI GIORNATA PER LA VITA 
1979 La vita umana è sacra
E' il grido di protesta di fronte alla legge di aborto approvata l'anno precedente e che già ha cominciato a mietere migliaia di piccole vittime innocenti.
 1980 EVANGELIZZARE LA VITA
Il valore sacro della vita deve essere diffuso sempre più largamente, per sconfiggere la cultura di morte che invade la società.
 1981 MADRE E FIGLIO, UN'UNICA VITA DA AMARE
Non la vita genericamente intesa, ma quella concreta, quella del figlio come quella della madre, vanno sempre difese. 
1982 LA VITA UN DONO SEMPRE
In qualsiasi situazione si presenti, la vita è un grande dono di Dio, da apprezzare e difendere. 
1983 LAVORO E TERRITORIO A SERVIZIO DELLA VITA
In una società bene ordinata tutte le energie devono essere poste a servizio della vita, di quella nascente come di quella terminale. 
1984 DA ADULTI PER LA VITA

L'uomo e la donna che si chinano su una culla sono immagine della cura che la società deve avere per i più piccoli tra gli uomini. 
1985 LA VITA CHE NASCE RICONCILIA CON LA VITA

Quel piccolo bambino è un richiamo all'innocenza alla quale tutti aspiriamo anche senza confessarcelo. 
1986 OGNI VITA CHIEDE AMORE
Nessuna opera di assistenza vale senza essere accompagnata da un gesto d'amore, che è comunicazione tra due cuori e due anime. 
1987 QUALE PACE SE NON SALVIAMO OGNI VITA?
Non vi può essere pace nel mondo finché dura la guerra della società contro la vita dei bambini non ancora nati. 1988 BENEDETTO IL FRUTTO DEL TUO SENOIl saluto dell'angelo a Maria è rivolto ad ogni madre fin dall'inizio della gravidanza. 
1989 SOLIDALI CON LA VITA PER IL FUTURO DELL'UOMO
Dal rispetto per la vita nascente malata o debole o in declino incomincia per tutti un futuro migliore.
 
1990 VIVI PER SERVIRE LA VITAIl servizio alla vita umana deve essere l'impegno di ogni uomo e di ogni donna. 
1991 AMORE PER LA VITA, SCELTA DI LIBERTA'
La libertà accoglie la vita, e l'uomo è veramente libero quando, padrone di se stesso, sa donarsi agli altri. 
1992 IL DIRITTO ALLA VITA, FONDAMENTO DI DEMOCRAZIA E DI PACE
La pace vera e la democrazia richiedono giustizia, solidarietà e rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo a principiare dal diritto alla vita, presupposto di ogni altro diritto. 
1993 RIPARTIRE DAL RISPETTO DELLA VITA PER RINNOVARE LA SOCIETA'

Il rinnovamento della società, compromessa da illegalità, corruzione, violenza, delinquenza, criminalità, droga, pornografia, aborto ed emarginazione, richiede il rinnovamento morale, personale e pubblico, a partire dal rispetto, totale e coerente, della vita .
1994 la famiglia tempio della vita
Nell'anno internazionale e pastorale della famiglia, il drammatico allarme per la "rovina", verso la quale l'Italia, con "la percentuale più bassa di nascite fra tutti i Paesi del mondo", si sta avviando, viene riaffermato il ruolo fondamentale della famiglia, alla quale va dedicato maggior impegno per il suo sostegno. 
1995 IL FIGLIO, UN DONO SEMPRE
Il figlio è un dono perché è sempre il frutto dell'amore di Dio, fondamento della incommensurabile dignità di ogni uomo. Ogni uomo che viene al mondo suscita stupore e gratitudine e merita accoglienza e sostegno: fin dal concepimento è persona; ha un valore in sé e per sé, per il solo fatto di esistere; è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa. 
1996 RIPENSARE LA VITA PER UNA NUOVA CULTURA DELLA VITA
Dal “vigoroso slancio” dato dalla recente enciclica Evangelium Vitae, scaturisce, per tutte le persone di buona volontà, senza distinzione di appartenenza, l’ispirazione e la guida alla tutela della vita da ogni subordinazione, aggressione e violenza, in qualunque stadio ed in qualunque condizione si trovi a vivere. 
1997 IO SONO LA VITA
Gioia, meraviglia e stupore sono i sentimenti che accompagnano la nascita di un bambino.
Esperienza umana e rivelazione cristiana concordano nel definire l’evento del parto come un venire alla luce.Una società più giusta e solidale può dare risposta alle aspettative dei genitori che il nascituro trovi una condizione per vivere bene, amare ed essere amato. 
1998 COMUNICARE VITA

La vita è un dono da comunicare perché va trasmessa, educata, amata come Dio la ama, esprimendone tutta la bellezza, la grandezza e dignità. Grande e grave è la responsabilità di ciascuno e specialmente dei mass media per costruire una cultura d’accoglienza e di rispetto della vita umana.
 
1999 PATERNITà E MATERNITà: DONO E IMPEGNO
Oggi purtroppo la famiglia è minacciata. Solo chi ha avuto il dono di poter fare fin dall’infanzia l’esperienza di un clima familiare ricco dell’affetto sincero e duraturo dei propri genitori è molto facilitato non solo nel percorso verso la maturità umana, ma anche ad aprirsi al con la fede al più grande ed infinito amore paterno di Dio, del quale la paternità e maternità umana, sono un luminoso riflesso. 
2000 CI è STATO DATO UN FIGLIO
Ogni figlio, immagine, fin dal primo istante del concepimento, del figlio di Dio fatto uomo, è un immenso dono per gli sposi che l’hanno generato e per la società la quale deve rimuovere le difficoltà che oggettivamente ostacolano il formarsi della famiglia e la procreazione.
 
2001 OGNI FIGLIO è PAROLA
Ogni figlio si affaccia alla storia come soggetto del tutto singolare e irripetibile, come parola detta da Dio.Eco della parola eterna. Parola detta ai genitori. Parola detta alla società. 
2002 RI-CONOSCERE LA VITA

Ri-conoscere
la vita, tutta la vita nel suo pieno incommensurabile valore, nel suo mistero e nel suo svolgersi quotidiano significa impegnarsi a fondo nella risposta alla domanda che Dio pose a Caino: «Dov’è Abele tuo fratello?» e che Dio pone ad ogni uomo. 
2003 DELLA VITA NON SI FA MERCATO

Esasperate strategie di mercato considerano gli esseri umani “merce”, come consumatori da manipolare  con tecniche sempre più sofisticate ed invasive e vendere agli inserzionisti pubblicitari. Da tale logica traggono linfa molti attentati alla vita umana, specialmente alla vita umana nascente.
 
2004 SENZA FIGLI NON C'è FUTURO
Una soggettività esasperata dall'egoismo non concede spazio nemmeno ad un figlio, a meno che non serva anch'egli a gratificare l'io. Ma senza figli non c'è futuro, come senza genitori non c'è futuro e senza futuro non ci sono figli. Occorre generare fiducia nel futuro lavorando sui fronti della famiglia, della società, del lavoro, della cultura dominante, della politica. 

 

 
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