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di Milena
Bardoni
Il profilo
biografico che vi presenteremo in questo numero è quello di un vero
e proprio protagonista della storia fotografica contemporanea: Gabriele
Milani.
Con la sua
opera egli ha reso eterni istanti strappati allo scorrere inesorabile
del tempo.
Ha fissato,
nella mente di milioni di persone, precisi attimi, immagini, emozioni
rendendoli immobili.
E' stato un
testimone oculare della cronaca per oltre trent'anni. Il suo estro
fotografico e la sua incredibile abilità sono inclinazioni naturali
e caratteristiche singolari della sua persona.
Ma parliamo
ora della sua v'ita da fotoreporter, della sua esperienza e della
sua carriera ... Siamo verso la fine degli anni '50, precisamente
intorno all'anno 1956; in questo periodo nasceva a Milano il quotidiano
"Il Giorno", il quale si guadagnò presto il secondo posto per importanza
nella graduatoria dei quotidiani milanesi preceduto solo dal Corriere
della Sera. "II Giorno era bello, forte e. soprattutto, era nuovo...",
ricorda Milani " e io volevo andare a lavorare lì!" Ovviamente,
essendo questo quotidiano una novità assoluta, il desiderio di far
parte del suo organico era condiviso da centinaia di aspiranti giomalisti.
A questo punto
però Milani, per eludere astutamente la lunga fila di persone che
lo precedeva, escogita uno stratagemma infallibile: offrire la sua
prestazione lavorativa gratuitamente. E' una mossa decisamente astuta
ed è grazie a questa intuizione che inizia a lavorare nell'agenzia
pubblicitaria appaltata presso "Il Giorno": la Pubblifoto, agenzia
leader nel suo settore. Da qui è sottoposto ad un provino nel quale
viene sondata la sua capacità fotografica; appurata questa abilità
a Milani viene affidata la responsabilità di tré camere di sviluppo
di negativi. Non diventa subito un fotoreporter, ma inizia ad imparare
e a conoscere il mondo giornalistico. La svolta che segna l'inizio
della sua carriera avviene nell'anno 1959 in un'occasione piuttosto
drammatica: a Terrazzano, una frazione di Rho, due fratelli sequestrano
una scuola elementare, tenendo in ostaggio un centinaio di bambini.
La notizia giunge presto alla redazione del giornale la quale contatta
l'agenzia pubblicitaria richiedendo d'urgenza un fotoreporter.
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