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Dicembre 2000




GABRIELE MILANI
:

CON I SUOI OCCHI

ABBIAMO VISTO

TRENT'ANNI DI

"CRONACA"


fotoreporter il giorno il corriere della sera
pubblifoto fotografo

(Il primo grande "scoop" fotogiornalistico)

di Milena Bardoni

Il profilo biografico che vi presenteremo in questo numero è quello di un vero e proprio protagonista della storia fotografica contemporanea: Gabriele Milani.

Con la sua opera egli ha reso eterni istanti strappati allo scorrere inesorabile del tempo.

Ha fissato, nella mente di milioni di persone, precisi attimi, immagini, emozioni rendendoli immobili.

E' stato un testimone oculare della cronaca per oltre trent'anni. Il suo estro fotografico e la sua incredibile abilità sono inclinazioni naturali e caratteristiche singolari della sua persona.

Ma parliamo ora della sua v'ita da fotoreporter, della sua esperienza e della sua carriera ... Siamo verso la fine degli anni '50, precisamente intorno all'anno 1956; in questo periodo nasceva a Milano il quotidiano "Il Giorno", il quale si guadagnò presto il secondo posto per importanza nella graduatoria dei quotidiani milanesi preceduto solo dal Corriere della Sera. "II Giorno era bello, forte e. soprattutto, era nuovo...", ricorda Milani " e io volevo andare a lavorare lì!" Ovviamente, essendo questo quotidiano una novità assoluta, il desiderio di far parte del suo organico era condiviso da centinaia di aspiranti giomalisti.

A questo punto però Milani, per eludere astutamente la lunga fila di persone che lo precedeva, escogita uno stratagemma infallibile: offrire la sua prestazione lavorativa gratuitamente. E' una mossa decisamente astuta ed è grazie a questa intuizione che inizia a lavorare nell'agenzia pubblicitaria appaltata presso "Il Giorno": la Pubblifoto, agenzia leader nel suo settore. Da qui è sottoposto ad un provino nel quale viene sondata la sua capacità fotografica; appurata questa abilità a Milani viene affidata la responsabilità di tré camere di sviluppo di negativi. Non diventa subito un fotoreporter, ma inizia ad imparare e a conoscere il mondo giornalistico. La svolta che segna l'inizio della sua carriera avviene nell'anno 1959 in un'occasione piuttosto drammatica: a Terrazzano, una frazione di Rho, due fratelli sequestrano una scuola elementare, tenendo in ostaggio un centinaio di bambini. La notizia giunge presto alla redazione del giornale la quale contatta l'agenzia pubblicitaria richiedendo d'urgenza un fotoreporter.


(Qui sopra mostra, nel suo studio mostra
uno dei suoi tanti "reportage")

E' l'ora dell'intervallo e in Pubblifoto non c'è l'ombra di un fotografo.

Ma c'è Milani nella camera oscura ed è un fatto di assoluta necessità: un binomio eccezionale che catapulta il nostro personaggio sulla scena di un fatto di cronaca di estrema importanza.

Qui riesce a scattare una serie di fotografie eclatanti che narrano minuto per minuto il fermento di un avvenimento di altissimo contenuto emotivo: panico e disperazione delle madri, la convulsione dei delinquenti e la preoccupazione delle forze dell'ordine.

In particolare coglie un momento: il pazzo che tenta di sparare dalla finestra alla sorella, che sta tentando di dissuaderlo dal commettere una strage. E' una foto unica, nessun altro dei giornalisti presenti è riuscito a intrappolare nella propria pellicola questo preciso momento.

Tutte le agenzie di stampa nazionali e intemazionali richiedono questa foto, tutti vogliono piazzare in prima pagina quest'episodio sconcertante... E' chiaro che da questo momento Milani sarà assunto a tempo indeterminato come fotoreporter e dimostrerà, fatto dopo fatto il suo grande genio fotografico.

Lavorerà per la Pubblifoto fino al 1961 compreso, anno in cui si trasferirà alla redazione del Corriere della Sera.

L'occasione per il trasferimento fu offerta dalla situazione di disagio che viveva all'epoca lo stesso Corriere: senza un equipe fotografica di professionisti non si potevano dimostrare le produzioni giomalistiche in quanto le fotografìe sono prove autentiche della veridicità di un articolo ed elementi essenziali per la credibilità di un giornale.

Per questo motivo la redazione del Corriere contatta Milani e altri professionisti chiedendo loro di costituire una nuova equipe nella quale inserire fotoreporter di primo livello. Milani è quindi uno dei protagonisti dell'archivio fotografico del Corriere della Sera e non solo, è uno dei più importanti! La sua attività lavorativa al Corriere durerà trentanni, i primi otto trascorsi al quotidiano e gli altri ventidue alla Domenica del Corriere.

Una carriera eccezionale che ha dato alla storiografia fotografica un contributo fondamentale.

A questo punto chiediamo a Milani: "quale sentimento la lega al suo lavoro"? Cos'è stato per lei?" La risposta è immediata, secca, sicura: "Io ho amato il mio lavoro perché è il più bello che esista, perche mi ha dato la possibilità di essere sui fatti, di girare il mondo e di imparare tante cose".

E se ci è consentito aggiungere qualcosa all'opera di Milani possiamo solo dire che con il suo lavoro ha dato la possibilità a milioni di persone di vedere i fatti tramite le sue prospettive, di provare emozioni semplicemente guardando un istante di vita stampato sopra una pagina di giornale, di conoscere il mondo attraverso i suoi occhi e di riuscire a ricordare alcuni avvenimenti soltanto perché lui è riuscito a catturarli.


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