ARALDICA

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AMMANATI
Blasone
stemma araldico:
d'oro a tre brache di leone d'azzurro, poste l'una sull'altra
in fascia.
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BASCAPÈ
Blasone
stemma araldico:
troncato di rosso e d'azzurro al capo dell'impero.
Albero
Genealogico
Oldradus
de Basegapei,
1167;
Oldrati Basilica Sancti Petri, 1181;
Johannis de Basericapetri, 1181;
Oldradi de Basagapei, 1184;
Beltrami, Girardi, Hanrici, Oldradini e
Roglerii de Basilicapetri, proprietari terrieri a Gugnano
nel 1220;
Gerardo de Basilica Petri, 1258;
Petro de Barsegapé, forse notaio
del Capitolo del Duomo di Milano e probabilmente è lo stesso Petro
de Bazagapè de Mediolano "fanton", che nel 1260 si offre in aiuto
al Podestà di Firenze, scrisse il "sermon Divin", 1264;
Alberto de Basilica Petri, Servitore
del Comune di Milano, in documenti del 1268 e 1270;
Brentanus de Basilicapetri, 1287;
Protasio, 1391/1404, nobile milanese,
capostipite dei feudatari di Casasco, Magrasso e Valle Orobica;
Antonio fu Protasio, feudatario di
Bascapè e compatrono delle chiese della sua plebe, capitano delle
Guardie ducali, dal 1412 al 1468;
Rainaldo fu Antonio, 1468/1490, Confidente
del Duca di Milano, ebbe una figlia, Aurelia, che sposò un Visconti
e due figli, Francesco, gentiluomo alla Corte Ducale, poi Capitano
e Cristoforo, patrizio milanese, fra le varie delegazioni dei
Duchi, fu G.C.C, Giudice pretorio prima a Lodi e poi a Pavia,
dove ebbe la cittadinanza. Sposa la contessa Margherita Dal Pozzo;
Jacobus de Basilicapetri fu Faccio o Fazio,
notaio in Lodi, dal 1460 al 1510.
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BECCALÒE
Blasone
stemma araldico:
inquartato d'oro e d'azzurro.
Albero
Genealogico
Mirano Bechalòe, morto il 9 novembre
1310, il suo sarcofago era nella chiesa di San Marco a Milano,
fu poi murato alla base della villa Tittoni di Desio, ora è conservato
al Castello Sforzesco, sala 3-4 n. 989;

Clicca sull'immagine
Frà
Jacopo di Beccalò, Giacomo di Beccalò, frate gaudente =
abitava alla pusterla di Porta Nuova, fuori dalla quale vi era
la chiesa di San Marco. Guido della Torre, durante gli scontri
contro Arrigo VII, si salva rifugiandosi nella sua abitazione.
Durante la permanenza del Torriano, Matteo Visconti bussa alla
sua porta per offrirgli protezione dai saccheggi dei tedeschi.
Il "cavaliere" (così è nominato nello scritto) Giacomo, a fatica
ringrazia tenendolo sull'uscio di casa.
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CAHORS
Blasone
stemma araldico:
inquartato: nel I e IV d'oro al leone d'azzurro, accompagnato
da dodici bisanti di rosso posti in cinta; nel II e III di rosso,
a due fasce d'oro.
Albero
Genealogico
Jacques de C., papa Giovanni XXII.
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COSSA
Blasone
stemma araldico:
troncato: nel I di rosso, alla gamba recisa d'oro; nel II bandato
d'argento e di verde. Alla filiera dentata traversante d'oro.
Albero
genealogico
Baldasarre, antipapa Giovanni XXIII.
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CANI
Famiglia
Guelfa originaria di Lodi Vecchio:
Pietro Tamburelli detto Cane "che
è de loco Aguniano", 1220.
Famiglia
notarile di Pavia.
Rolandi de Canis, XIV secolo.
Famiglia
notarile Milanese:
documenti sin dal 1251.
(a lato una
bolla notarile)
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Della SCALA
Blasone
stemma araldico:
di rosso alla scala a quattro pioli d'argento.
Albero
genealogico
Regina,
nel 1370 è feudataria di Casaletto Lodigiano;
Per sua volontà venne realizzata la torre del castello
di Sant'Angelo Lodigiano.Maderno rimase capoluogo del lago di
Garda fino al 1376, quando Regina della Scala, figlia di Mastino
Cane, scelse a capitale della Riviera, Salò, guadagnandosi da
parte dei madernesi il titolo dispregiativo di "Regina Cagna".
Pietro
II, fu Signore di Verona, poi di Lodi dal 1387 al 1393.
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GUAITAMACCHI
GUAITAMACHO
Pagano,
nel 1279 è presbitero "ecclesia de Bazzanella Mediolanensis diocesis".
Vedi BASCAPÈ.
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LANDRIANI
Blasone
stemma araldico:
d'oro al castello d'azzurro, torricellato di due pezzi, ognuno
merlato di due alla ghibellina, aperto sul campo e sormontato
da un'aquila di nero, coronata nel campo.
Famiglia milanese, nota già dal XII secolo.
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Bolle
notaio
G.A. Mairani 1492
I & II tipo
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MAIRANI
o De MAIRANO
Nelle traduzioni
del Vignati, cosi come in quelle degli autori ottocenteschi dell'Archivio
Storico Lodigiano - bisogna tener presente che era il Vignati
era stato parroco a Mairano, e che era cosa usuale per l'epoca
travisare la realta in favore del proprio paese, Signore o Maestro.
Lungi da me l'idea di poter affermare che questa Famiglia fosse
originaria del nostro Mairano, era però interessante menzionarla,
soprattutto per l'evidente importanza di alcuni suoi componenti.
In uno statuto del 26 agosto 1405,(1) è menzionato un Comino de
Majrano, Signore del Concilio della città di Lodi,lo stesso "Comino
de Mayrano filio quondam Mayrani civibus et habitatoribus
civitatis Laude ...", presente nell'elenco dei testimoni "noti
ed idonei" nel diploma, dell'imperatore Sigismondo, del 15 luglio
1413,(2) dato a Giovanni Vignati e alla sua famiglia, che li proclama,
Signori di Lodi. Il 29 dicembre 1413 l'antipapa Giovanni XXIII,
dopo che alla vigilia di Natale aveva celebrato la messa nella
Cattedrale, alla presenza dell'imperatore Sigismondo e del Vignati,
concesse la bolla plenaria all'altare di S.Bassiano e fra i testimoni,
è menzionato anche un certo prete Pietro
de Mairano.(3)
Elena Mairani sposa Bernardino Vignati, nel 1470. 1492, 20 marzo,
primo documento rogato da Gio(vanni) Antonio
de Mayrano fu Agostino.(4)
Note
(1)(2) A.S.L. anno 1891 pag. 77 e seguenti, il secondo è menzionato
anche nell'indice.
(3) Mensa Vescovile di Lodi pp. 30/31
(4) Originale in B.L.A. - fondo notai - Gio Antonio Mayrano -
20/03/1492
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PALLAVICINO
Blasone
stemma araldico:
cinque punti di rosso ecquipollenti a quattro d'argento al capo
dell'impero.
Carlo,
vescovo di Lodi.
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SVEVIA
Blasone
stemma araldico:
d'oro all'aquila di nero, linguata ed armata di rosso.
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VISCONTI
Blasone
stemma araldico:
d'argento alla biscia d'azzurro, ondeggiante in palo ed ingollante
l'uscente di carnagione.
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