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Bascapè - Bachalòe - Mairani

BASCAPÈ FEUDO, FAMIGLIA E D'INTORNI

Per affrontare un discorso storico serio e completo sul paese di Bascapè e la famiglia che ne porta il nome, si dovrebbe scrivere un'enciclopedia. Rimandando il lettore che vuol saperne di più a : Bascapè G.C. - Memorie storiche di Bascapè - Pavia - 1927 e la sua ristampa riveduta ed ampliata; Bascapè G.C. - Storia della borgata di Bascapè e dei suoi rapporti con Milano - MI - 1983, oltre alle altre importanti fonti menzionate.

FAMIGLIA BASCAPÈ ED UN GUAITAMACCHI

Da un atto di vendita del 2/4/993, nei confini di un terreno fella corte di San Giuliano, è menzionato "... terra Petri ...".
Il bravo Previato pensa trattarsi di terreni della corte di Bascapè..(1) Nel XII secolo si hanno le prime notizie certe della famiglia Bascapè, Signori di Bascapè, Torrevecchia e poi di Castel Lambro, della quale riporto alcuni significativi appunti sul livello di importanza raggiunto da alcuni suoi componenti.
Il 31dicembre 1167, Oldradus de Basegapei, console Mediolani, firma i patti d'alleanza tra le città di Cremona, Bergamo, Milano, Brescia e Lodi.(1)
Da una carta dell'11 marzo 1181,(2) sappiamo che Oldradi Basilica Sancti Petri e Johannis de Basericapetri avevano possedimenti aValera Fratta.
E da un'altra carta del 13 maggio 1184,(3) leggiamo che Oldradi de Basegapei aveva possesioni anche a Castel Lambro.
Nel 1264,(4) ma l'indizione indica il 1274, Petro de Barsegapè, finisce la stesura del "Sermon Divin", composto da 2440 versi "Del novo e del vedre Testamento", scritti in volgare.
Di Petro,(5) sappiamo che era un "fanton" , uomo d'arme, come scritto alla fine del suo poema (in cui si cita quattro volte), oltre ad annotare di averlo finito in quell'anno, il venerdì primo giugno, sul calare del sole.
(6) Pare sia "Sua" la lettera datata 31 marzo 1260, mandata al Podestà di Firenze, nella quale "Petro de Bazagapè de Mediolano"(7) si offre di aiutarlo con alcuni cavalieri, ma persona di indubbia cultura, in un rogito del 17 dicembre 1279, compare "Petrus filius domini Maynfredi de Basilicapetri, civitati Mediolani .", notaio del Capitolo del Duomo.(8)
L'11 novembre 1268, Alberto de Basilicapetri "Mediolanensis ecclesario ordinario, vicario generale domini", dà la facoltà al vescovo di Lodi, Bongiovanni Fissiraga di benedire e porre la prima pietra della nuova chiesa carmelitana in Milano.(9) Ed il 25 giugno 1270 nelle vesti di servitore del Comune di Milano, "in super palatio novo comunis" di Milano, giura, a nome di Alberto Rondane, di rispettare i termini di pace con il Comune di Lodi.(10)
In un documento di investitura datato 3 agosto 1279, troviamo menzionato, oltre al vicario bascaprino Alberto de Basilicapetri, "... presbitero Pagano Guaitamacho capellano ecclesia de Bazzanella Mediolanensis diocesis ..."(11),del quale non possiamo dimostrare la parentela con i Guaitamacchi di Mairano.
Le famiglie Bascapè, Bernareggi e Landriani, dopo la distruzione di Castel Seprio (28 marzo 1287), furono messe al confino dai Visconti.(12)
Ma già in una carta del 20 giugno 1287, Brentanus de Basilicapetri "ordinarius ecclesie Mediolani", dichiara di aver ricevuto la decima del capitolo di S. Lorenzo, in occasione della guerra contro i siciliani.(13)
Nel 1329, un diploma di Ludovico il Bavaro, menziona un ramo della famiglia Bascapè, iscritta alla nobiltà milanese.
Oldrando de Basilica Petri, nobile milanese ghibellino, nel 1404, comanda le truppe contro il Vignati ed i suoi alleati, per questi meriti, il 9 agosto 1412 gli viene concessa l'immunità perpetua sulle tasse, per se e i suoi discendenti, sui beni in moltissime località nel Melegnanese e fuori, tra cui: Bascapè, Pairana, S. Zenone, Mairano, e tutte quelle acquistate dopo questa data.(14) 1460, Giacomo Bascapè è notaio in Lodi.(15)

PARROCCHIA DI BASCAPÈ NELLA PLEBE DI SAN GIULIANO

Nonostante appartenessero alla diocesi di Pavia, alla fine del XIII secolo, la parrocchia di Bascapè e quella di Landriano, assieme alle loro chiese dipendenti, vengono aggregate alla Plebe di San Giuliano.(16)

Plebe di San Giuliano (clicca sulle immagini)

Di cui Gerardo de Basilica Petri, nel 1258 è prevosto.

Monogramma "Basilica Petri". Dal sommo degli affreschi dei piani superiori del castello di Bascapè. Blasone stemma araldico: troncato di rosso e d'azzurro al capo dell'impero.

(17) Nel 1322 e 1323, papa Giovanni XXII impose taglie anche alle plebi pavesi, tra cui quella di Bascapè, alle cui dipendenze vi era ancora la chiesa e parrocchia di Gugnano.(18) Nel "Codice della Strada", del 1346, la strada di "Sitiano" (Siziano), partendo dalla porta Romana, passa per "el locho de Besgape de la peia de San Juliano", a "brazza" (braccia) ottantatré.(19) 1402 investitura feudale della Mensa Vescovile sui paesi di: San Zenone, Gazzera, Quartiano, Virolo, Casolta, Bascapè, Villarossa e Mairano, a favore di Jacopo Dardanoni, con diritto sulle decime.(3) Un documento milanese del 1398, parla dell'appartenenza della parrocchia di Gugnano, sotto la chiesa matrice di S.Michele di Bascapè, alla diocesi milanese.(20) Ma nel 1425 la pieve di Bascapè e le sue chiese , dovettero pagare una taglia al clero pavese ed alcuni anni dopo il cardinale vescovo, Iacopo Ammanati, compie una visita pastorale alla parrocchia di S.Micaelis di Bascapè, nel verbale è menzionata la cappella di S.Vito di Agugnano, è ancora indicata la cappella di S.Giorgio di Cantenano, mentre quella di Cerro ha "perso" un santo. Le cappelle di Landriano, sono menzionate sotto la voce "...ac debet habere...", perché all'epoca, i nobili di Landriano erano in lotta coi Bascapè.

GUGNANO, FEUDO DI BASCAPÈ E SANT'ANGELO.

Giovedì, 20 agosto 1220 (21), nel "pallatio novo comunis" di Milano, viene emessa una sentenza, riguardo una disputa sulla proprietà di alcuni terreni in "loco Aguniano" (Gugnano), feudo di Bascapè, in comitato e diocesi Milanese, vengono come di consuetudine indicati i nomi dei terreni, ben quattro campi portano il nome di Villarzino, due sono "in", uno "ad" e l'ultimo "in Territorio de", l'unica vigna, porta l'importante nome di Sanctum Petrum e poi: Campum de la Porta, Pergolam (vocabolo celtico), Fontanam, inter Duo Fossata, in Braida (vocabolo longobardo), in Monte..., Campum de Zongieda, Quarellam, Pratum de la Pobia, in Cuniolo, in Remate, Pratum de la Trebia, Rovexello (piccolo rovo), Pratum ad Papirolum e (Tallia) dizia, l'unico terreno a bosco menzionato. Alla fine del documento è menzionato l'antico proprietario dei terreni e cioè Pietro Tamburelli detto Cane "che è de loco Aguniano".
Quelli dei proprietari dei terreni confinanti, tra cui i fratelli Beltrami, Girardi, Hanrici, Oldradini e Roglerii de Basilicapetri (22), un Canevarii de Mairano, la chiesa di San Vito e Bellavide, moglie del fu Bonvillanii de Aguniano, oltre al fiume Lisone, "Lixonus" ed ad uno strano "Ulixonus". Nel 1414, con scrittura del 10 aprile, il feudo di Bascapè, viene tolto all'omonima famiglia e regalato, insieme a quelli di Belgioioso e Melegnano a tre cugini dei Visconti.(23)
Quando Filippo Maria Visconti, nel 1429 cede in affitto il feudo di S.Angelo, nel documento vi è descritto anche il molino di Gugnano, la roggia Maestra ed i boschi del territorio di Gugnano, all'epoca diventato parte del feudo Santangiolino.(24) Dei boschi, assai fitti in quell'epoca, ne è rimasta testimonianza nei nomi di alcune cascine poste alle spalle della Mangialupo, cioè: Bosco di S.Zeno (chiamata comunemente cascina Bosco, è in diocesi di Lodi e parrocchia di Gugnano), Boscajola e Il Bosco.

BECHALÒE

Incerte sono le origini di questa famiglia allora feudataria di Beccalzù ed imparentati coi Bascapè, con i quali finirono per fondersi in un unica famiglia. Arrivata forse dalla germania nel XII o XIII secolo (da Bechhofen?), probabilmente con altre persone non nobili, infatti il Muratori dice che Guido da Cermenate, deride Guido Torriani, perchè il 12/02/1311, durante gli scontri contro Arrigo VII, si nascose in casa di Frà Jacopo da Beccalò,(25) "plebeii civis domi latitans"(26), quindi doveva esistere una famiglia patrizia ed una plebea. Se come i da Settala, questa famiglia era tedesca, con i dati in nostro possesso possiamo analizzare due toponimi moderni.
Bechhofen, cittadina appena sopra Monaco di Baviera, la cui radice "Bech-" in germanico, significa corso d'acqua, "-hof-" cortile od alone (nel senso maggiorativo di aia) ed -en si può paragonare al nostro -ato, quindi significherebbe "Corso d'acqua cortilato" o meglio "alonato".
Il Gorra visto il blasone dello stemma propende per l'attuale città di Buchloe, dove Bech (vocabolo più antico) è stato sostituito da Buch (libro) e probabilmente "loe" termine di discussa origine, risalirebe al dialetto tedesco "losch" cioè loss o loess, termine che indica un terreno instabile.
"Beccaloam familiam seu de Beccaloe vetustam esse Mediolani agnosco", "Famiglia Beccalo o meglio di Beccaloe tra le più vecchie (famiglie) milanesi che conosco",(27) così dice il Fagnani in un suo manoscritto conservato all'Ambrosiana.
Per saperne di più sull'antichità della famiglia, dobbiamo leggere il Giulini, il quale ci dice che nel 1277 Ottone Visconti, ordina la stesura di un elenco di famiglie nobili ammesse agli ordinariati del Duomo, e vi sono citati i Bechalòe.(28) Con un salto di 111 anni arriviamo al 1388 dove, secondo il Fagnani,(29) Giovannino, Lanzano e Cristoforo Beccalòe, sono menzionati tra i Consiglieri e i Decurioni della città, ancora Cristoforo nel 1394 è preposto alla fabbrica del Duomo, nel 1403 è tra i Dodici di Provisione e nel 1404 è Referendario del Comune e nel 1406 troviamo un Porino Bechalòe preposto alla fabbrica del Duomo.
Negli anni tra il 1352 e il 1381, si svolge la vita di Bonacosa da Beccalòe, che possiamo leggere nella probabile copia di un manoscritto dell'epoca, (30) fatta risalire dallo studio della paleografia alla fine del XIV secolo o ai primi anni del XV.
Pubblicata nel 1909 dal Prefetto dell'Ambrosiana, il Sacerdote Oblato Dott. Achille Ratti, prima di divenire Papa Pio XI, in onore delle nozze Jacini- Borromeo, celebrate il 07/02/1909, riporta i fatti che hanno fatto diventare Beata questa nobildonna ed i personaggi, tra cui chi l'ha scritta, in terza persona senza mai nominarne i nomi propri.(31)
Scritto in volgare illustre altoitaliano, probabilmente pavese, ci da alcuni particolari di dove si svolgono i fatti, "Questa si è la vita de Beata Bonacosa de la citae de Milano", quindi era cittadina milanese, ed in più il testo ci dice "abitava in San Nazaro in Brolio, quella verso Porta Romana".
"Scritto dal suo direttore spirituale e confessore straordinario", senza accennare al suo nome, ed aveva anche un confessore ordinario nel testo chiamato "lo so padrin", cappellano di San Nazaro in Brolio, mentre non è menzionato il nome del direttore spirituale, annoto solo che andava spesso in Santa Tecla e qui a 21 anni ed a tre dal "sancto matrimonio" a messa in Santa Tecla, avvenne la scoperta della sua vocazione.
Lo scritto dice che fu confessata, e ricevette l'olio degli infermi, di venerdì, perchè il sabato non poteva parlare, qui elenca le ragioni per considerarla Beata, tra cui il marito che non era un gentiluomo (ma senza farne il nome).
"Qui alo nome del Padre e del Figliol e del Spirito Sancto sie finita la legenda (cosi è chiamata la biografia dei santi) de Beata Bonacosia da Bechaloe da Milano, la qual passay da questo seculo anno divinae incarnationis MCCCLXXXI die sabbati, XI mensis Maii (Mazo, nel resto del testo), (hora) XIX (ci dice addirittura che è spirata alle sette di sabato sera) ipsus diei. Deo gratias. Amen". Ma il personaggio che ci ha lasciato più materiale non cartaceo è frà Mirano (Milano) da Bechalòe, vissuto tra la fine del 1200 ed i primi anni del 1300, il suo sarcofago o per meglio dire il suo fronte che era in San Marco, ma fu poi usato come decorazione alla base della torre gotica di villa Antona-Traversi ora Titoni a Desio, misura cm 220x80 ed è scolpito da Maestri Campionesi, il testo, che riproduco di seguito, è inciso in pregevoli caratteri gotici.(32)
"Anno mileno deno dominique triceno none die (me) bris dat gaudi a (mse) novembris cum justo noe Mirani de Bechaloe Qui pius et lenis fuit atque benignus egenis hos sustentando nec non alimonia dando." Nell'anno del Signore millesimo trecentesimo decimo il dì nono nel mese di novembre da gioie (celesti) insieme col giusto Noe alle membra di Mirano de Bechaloe, il quale fu pio e mite e benigno verso i poveri sia col beneficarli, sia col dar loro alimenti.(33)
Mentre il Santambrogio metteva Noe come abbreviazione di "nomine".

MAIRANI o De MAIRANO

Nelle traduzioni del Vignati, cosi come in quelle degli autori ottocenteschi dell'Archivio Storico Lodigiano - bisogna tener presente che era il Vignati era stato parroco a Mairano, e che era cosa usuale per l'epoca travisare la realta in favore del proprio paese, Signore o Maestro.
Lungi da me l'idea di poter affermare che questa Famiglia fosse originaria del nostro Mairano, era pero interessante menzionarla, soprattutto per l'evidente importanza di alcuni suoi componenti.
In uno statuto del 26 agosto 1405,(1) è menzionato un Comino de Majrano, Signore del Concilio della città di Lodi,lo stesso "Comino de Mayrano filio quondam Mayrani civibus et habitatoribus civitatis Laude ...", presente nell'elenco dei testimoni "noti ed idonei" nel diploma, dell'imperatore Sigismondo, del 15 luglio 1413,(2) dato a Giovanni Vignati e alla sua famiglia, che li proclama, Signori di Lodi.
Il 29 dicembre 1413 l'antipapa Giovanni XXIII, dopo che alla vigilia di Natale aveva celebrato la messa nella Cattedrale, alla presenza dell'imperatore Sigismondo e del Vignati, concesse la bolla plenaria all'altare di S.Bassiano e fra i testimoni, è menzionato anche un certo prete Pietro de Mairano.(3)
Elena Mairani sposa Bernardino Vignati, nel 1470.
1492, 20 marzo, primo documento rogato da Gio(vanni) Antonio de Mayrano fu Agostino.(4)
Due atti di vendita e ratificazione, su unica pergamena di ben 920x337 mm, datati 17 marzo 1502 e 1 febbraio 1503, (5) sono rogati dal notaio Giacomo de Basilicapetri, fu Fazio di Lodi, la ratifica, viene redatta davanti ad Antonio de Mayrano, console di giustizia a Lodi. Gio(vanni) Antonio de Mayrano, si firma protonotaio, su un atto privato del 28 febbraio 1509 (6), è notaio, in un altro atto privato, del 13 aprile 1518 (7), nel quale è menzionato il nome del padre. L'atto pubblico, del 14 giugno 1520, per la dote ad Aurelia, figlia di Margherita de Vignate, fu Bartolomeo, è redatto dal notaio, sulle sue imbreviature.(8)

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Vedi anche
Araldica


NOTE

NOTE 1) Vignati C. - C.odice D.iplomatico L.audense - Milano 1883 - vol. I pagg. 34/35 n. 24 Originale in Liber Jurium civitati Laude
2) C.D.L. vol. I pagg. 115/16 n. 94 Originale in A.rchivio di S.tato di M.ilano
3) C.D.L. vol. I pagg. 135/36 n. 110 Originale in A.S.M.
4) Bascapè G.C. - Storia della borgata di Bascapè e dei suoi rapporti con Milano - MI - 1983 - pp 25/26 e note AAVV - Storia di Milano - Treccani - 1966 - vol. IV pag. 409 e ss. Originale in Biblioteca Nazionale Braidense ms AD XIII 48
5) Ibidem
6) Ibidem
7) AAVV - Storia di Milano - Treccani - 1966 - vol. IV pag. 409 e ss.
8) Bascapè G.C. - Storia della borgata di Bascapè e dei suoi rapporti con Milano - MI - 1983 - pag. 26 e nota 28
9) Osio L. - Documenti Diplomatici Archivi Milanesi - Milano 1864 - Vol. I pagg. 12/14 n.VI Originale in A. di San Fedele
10) Copia su pergamena del 23 agosto 1315 in A.rchivio S.torico del C.omune di L.odi - Atti Pubblici S.9
11) D.D.A.M.si Vol. I pp. 31/32 n. XXIII Originale in A. S.Fedele

12) AAVV - Storia di Milano - Treccani - 1966 - vol. IV pag. 345 e nota 3
13) D.D.A.M.si Vol. I pag. 38 n. XXX Originale in A. S.Fedele

14) "Probationes nobilitatis familiae de Basilica Petri" in Biblioteca Ambrosiana Bascapè G.C. - Memorie storiche di Bascapè - Pavia - 1927 Bascapè G.C. - Storia della borgata di Bascapè e dei suoi rapporti con Milano - MI - 1983
15) B.iblioteca L.audense sezione A.rchivi - fondo notai - Giacomo Bascapè cart. 12

(1) Previato Luciano - San Giuliano Milanese - ed. coop. Nuova Brianza - Milano 1989 - pag. 25
16) Previato L. - San Giuliano Milanese - Ed. Nuova Brianza - Milano 1989- pag. 266

17) Previato L. - San Giuliano Milanese - Ed. Nuova Brianza - Milano 1989 - pag. 269
18) Rationes Decimarum Coll. n. 173 in A.rchivio di S.tato V.aticano Previato L. - San Giuliano Milanese - Ed. Nuova Brianza - Milano 1989 - Pag. 268 nota (1)
19) Lamberteghi P. - Statuti delle strade ed acque del contado di Milano, fatti nel 1346 - Torino 1869 (3) G.A. Porro - inventari tabulari episcopi - Lodi 1674 in A.M.V.L.
20) Bascapè G.C. - Storia della borgata di Bascapè e dei suoi rapporti con Milano - MI - 1983 pag. 35 e nota 4

21) Baroni M.F. - Gli Atti del Comune di Milano - Alessandria - 1987 - pag. 94 n. LXVII Originale in A.S.M.

22) Bascapè G.C. - Storia della borgata di Bascapè e dei suoi rapporti con Milano - MI -1983 pag. 26

23) D.D.A. M.si vol. II pp. 30/33 n. XXIV

24) Bascapè G.C. - Una borgatastorica Sant'Angelo Lodigiano - Pro Loco - 1981 - pagg. 35/36

25) Giulini Giorgio AAVV - Storia di Milano - Treccani - 1966 - vol V pag 53
26) Muratori


27) Fagnani - ms F.S. VII, 2 in Biblioteca Ambrosiana.

28) Giulini Giorgio
29) Fagnani - ms F.S. VII, 2 in Biblioteca Ambrosiana

30) Documento originale nella Biblioteca Riccardiana di Firenze ms n.1399 - citato in: "Inventario e stima della libreria Riccardi, manoscritti ed edizioni del secolo XV - Firenze 1810 - pag. 32 ed in "Indici e Cataloghi del Ministero della Pubblica Istruzione - Manoscritti della R. Biblioteca Riccardiana di Firenze - Roma 1896 - Vol. I fasc. 6 pag. 441
31) Ratti Achille - Vita di Bonacosa da Beccaloe (1352/1381) ed una lettera spirituale a Bianca Visconti di Savoia - Tip. Pont. ed Arciv. S. Giuseppe - Milano 1909

32) Santambrogio Diego - Marmi e lapidi di Milano nella villa Antona-Traversi di Desio - A.S.L. 1901 XXVIII fasc. XXX AAVV - Storia di Milano - Treccani - 1966 - vol V Pag. 741 ill. pag. 55

33) Novasconi F. A.S.L. serie III vol. XIV pag. 322

(1)(2) A.S.L. anno 1891 pag. 77 e seguenti, il secondo è menzionato anche nell'indice.



(3) M.ensaV.escovile di L.odi pp. 30/31

(4) Originale in B.L.A. - fondo notai - Gio Antonio Mayrano - 20/03/1492

(5) Originale in A. S. C. L.- Ottolini S. 483

(6) Originale in A.S.C.L. - atti privati S. 197
(7) A.rchivio S.torico del C.omitato R.icerche S.toriche Originale in A.S.C.L. - atti privati S. 204
(8) Originale in A.S.C.L. - atti pubblici S. 33

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