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CSR - IDRONOMASTICA

FIUMI

Fiume = dal latino "Flume(n)", dal verbo fluere, scorrere.
Torrente = corso d'acqua breve e con notevole variazione di portata d'acqua. Dal latino dotto di origine indoeuropea, "torrente(m)", part. Pres. di "torrere", "esser secco", preso nel senso di "corrente".
Colatore = fosso di scolo dell'acqua d'irrigazione.

Lambro

secondo don Cesare Amelli, dal celtico antico (greco ) "Lampros" cioè lucente. Il Trombetti e poi l'Olivieri, lo fanno derivare da una radice mediterranea "lamr". Nelle fonti classiche è detto "Lambrus", mentre medioevali (XIII sec.) "Lambri" e "Lambrum". Apollinare Sidonio, futuro vescovo di Augustonémetum (Clermonnt-Ferrand), dice, nel 467, "... andai a vedere il Lambro dal fondo coperto d'erbe palustri, l'Adda azzurrino...". (vedi Roma) G. Merulla, umanista e storico milanese, vissuto tra il 1430 ed il 1494, definisce il Lambro, "brillante come l'argento e ricchissimo di pesci".(1) Nasce dal monte Forcella, col nome di Lambrone, forma il lago di Pusiano, ne esce col nome di Lambro, riceve l'Alserio, attraversa Monza e tutto il Lodigiano, sfocia nel Po dopo un aver percorso 130 km. Un altro fiume Lambro, nasce tra il monte Scuro ed il monte Antilia e sfocia presso Palinuro (SA).

Lisone

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NOTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ponte del 1861 sul fiume Lissone

Anche Lissone (IGM 1981), torrente ora ridotto a colatore. Il Boselli, che si rifà all'Olivieri, fa risalire il toponimo dal nome proprio "Licius " o da "iles" leccio. Il termine latino "luxuria", da cui "lussuria", significa "esuberanza di vegetazione", da cui "luxus", con lo stesso significato, più il suffisso latino "-ono" (-onus), poi "-one". Ricordo che il suffisso "-one", abbinato a nomi di piante, può avere funzione collettiva. Interessante anche da "lux", luce, nel senso di brillante. Un importante manoscritto, steso tra la fine del '300 e l'inizio del '400,(2) contiene la cronaca di Anselmo da Vairano, "domus" del Monastero di San Pietro a Lodivecchio, scritta dopo il 1222 per rammentare l'edificazione, il patronato, le reliquie dei Santi e l'elenco degli Abati, nel capoverso XXVI si legge: "Anno del Signore Nostro Gesù Cristo 1027, indizione X, Papa Giovanni XIX e Notkerio vescovo (di Lodi) Corrado I imperatore dedica e concede(al Monastero di San Pietro in Lodivecchio) un sedime con 86 terre presso il "Luxonum" in "Graminello" e "Valeria" (Valera). In una carta scritta giovedi 20 agosto 1220, sono nominati il "Lixonus" ed uno strano "Ulixonus" di cui non ho trovato traduzione, un'altra datata mercoledì 21 maggio 1259, si legge "Luxoni". (vedi Medioevo) Il termine celto/ligure, "luk", che significa "luogo paludoso", è molto simile alla radice del toponimo più antico. Curiosa l'omonimia col monte di 1094 metri, chiamato appunto Lisone, sito nell'iglesiente (CA), in Sardegna.

CAVI

Cavo = canale d'irrigazione e scolo.

Nuovo poi Lorini/Marocco

iniziato nel 1805/6 e finanziato dai soci sigg. Zaccaria e Lorini, quando quest'ultimo si rese insolvibile, subentrò l'avvocato o ingegnere sig. Marocco. Fu terminato nel 1817 e fino al 1820 si chiamò Cavo Nuovo, poi solo cavo Marocco. Nasce a Rossate di Gardino, comune di Comazzo (LO), da delle risorgive.

Coriino

dalla famiglia Corij, passava a Villarzino, ora interrato.

Dossino

il nome perché è il fosso d'irrigazione posto più in alto della zona, scorre infatti entro un dosso artificiale, col diminutivo per le dimensioni del detto dosso. Nasce dalla roggia Carpana subito dopo la San Martina, proprio sul confine LO/PV, serviva il Molino di Casaletto ed irrigava le ultime marcite. In dialetto "Cavett", cioè piccolo cavo, forse era il Cavo Visconti.

Imbonati

dalla famiglia Imbonati, nasce a Casaletto dal cavo Dossino, prima presso il cimitero vecchio, ora dalle chiuse della ruota del Molino.

Visconti = vedi Dossino.

ROGGE

Tra parentesi, l'anno del catasto e l'antico comune di appartenenza con provincia, in cui compare per la prima volta l'idronomo.

Roggia = termine latino di origine indoeuropea, "arrugia(m)", letteralmente "galleria di miniera", sono chiamati così tutti quei fossi utilizzati per l'irrigazione e per muovere le ruote dei mulini.
Fosso = dal latino "fossa(m)", che deriva a sua volta dal termine latino "fodere", scavare, anch'esso di origine indoeuropea. Fossa che serve per lo scolo dell'acqua.

Bascapera

il nome dalla famiglia Bascapè (1869, SanZeno/PV).(3)

Boja

roggia, dalla famiglia Boj, passa tra le cascine Barbetta e Lazzaretto.

Carpana

passa il cavo Lorini/Marocco tra Villarossa e Beccalzù, attraversa la San Martina, passa a nord/est di Casaletto, taglia la vecchia strada comunale Casaletto/Salerano, ora SP166, che la scavalca con un manufatto in mattoni e d'acciaio. Probabilmente è il fosso più antico, usata anche come colatore. L'idronimo dalla famiglia Carpani, a sua volta da "carpine", cioè albero.

Catilina

roggia, (1869, Bascapè/PV). Cavett = vedi Dossino.

Corea

passa San Zeno II, costeggia la strada romana (1869, San Zeno/ PV). Corina = anticamente era sul confine dei comuni di SanZeno e Bascapè (1869 SanZeno/PV).

Fiorenza

roggia, scorre di fronte alla cascina Piacentina, parallela al cavo Lorini/Marocco.

Giacometta

roggia, costeggia la strada SP9 "dei Negri/Bascapè" e la Sc Gugnano/SP9, fino al confine LO/PV (1869, SanZeno/PV).

Guado, del

nasce dal Lisone, a Bascapè, attraversa Gugnano e ne serve il Mulino, sfocia nel Lisone al Guado. Anticamente, passava il Lisone tra il Guado e Villarzino, al confine LO/PV, con un manufatto in granito bianco ancora esistente, come il tratto che dal manufatto di granito, corre parallelo al Lisone, entro un dosso artificiale, attraversa la SP 166 con due spalle laterali al ponte, e si perde in due fossi minori, prima arrivava al cavo Lorini/Marocco dove vi sfociava. Era la Roggia Maestra menzionata nel 1429, in dialetto è chiamata "Rusadona".

La Fuga

nasce dal cavo Paltano, passa sopra la roggia del Guado e nei pressi della cascina Gamborello, sotto la SC Gugnano/Bascapè, che lo scavalca con un piccolo salto (1869, SanZeno/PV).

Maestra

vedi Guado, del.

Molgora

nasce dal cavo Lorini/Marocco al "Casin del Cavo" attraversa, ora tombinata, l'abitato di Casaletto Lodigiano. Il nome dalla famiglia Molgora, in dialetto "Molgur".

Casin del Cavo, sul cavo Lorini Marocco

Molina
roggia, arrivava da Beccalzù a sx della strada, passando per la corte della cascina Gugnano di Villarzino ne serviva il mulino, per questo il nome. (1869, Villarzino/PV) Parte dello scavo nella cascina è tuttora esistente.

Moneo

roggia, da Bascapè, scorre a sinistra del Lisone (1869, Bascapè/PV)

Pestegalla

roggia, nasce dal Lambro Meridionale a Landriano, serve il Molino della Mangialupo. Il nome forse dalla famiglia Pestegalli.

Roggione

antica deviazione del Lisone (già segnata sui catasti Teresiani), il nome dalla grandezza dello scavo. Fosso d'irrigazione, nasce dalle chiuse del Lisone al Guado e vi sfocia a Caselle Lurani.

Rusadona

vedi Guado, del. Salerana = roggia, scorre a fianco della strada campestre che dalla vecchia Sp 166, costeggia il cavo Lorini/Marocco (1869, Villarzino/PV).

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