Il Biancospino
Di questa bella piantina abbiamo notizie che affondano le radici
nella preistoria dell'uomo, i semi di questo alberello sono stati
rinvenuti in diversi insediamenti abitati dall'uomo primitivo.
Oggigiorno nel nostro territorio il biancospino lo si osserva
abbastanza facilmente, in special modo quando in primavera ingentilisce
le siepi con i suoi candidi fiori dal tipico profumo campestre,
e in autunno ricco di bacche carnose di color rosso corallo. Come
dicevo, i frutti sono commestibili, nelle regioni del basso Danubio,
seccati e ridotti in farina, sono utilizzati per preparare una
specie di schiacciatina. Anche gli uccelli ne sono ghiotti, cibandosene
regolarmente, facilitano la disseminazione. Fin dall'antichità
il biancospino è classificato una pianta medicinale. A tale scopo
le prime memorie scritte risalgono a Teofrasto e Dioscoride, ne
parla anche Pietro de' Crescenzi (1230-1320) e il grande botanico
italiano Pier Andrea Mattioli. Oggi, in quest'epoca di stress,
di vita sopraeccitata e in continua tensione nervosa, dovremmo
ricordarci più spesso del biancospino. Infatti i fiori esercitano
una azione sedativa e cardiotonica e non danno adito ad accumulo,
quindi la terapia, sotto controllo medico, può essere prescritta
per un tempo prolungato.
Il Biancospino