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S i tratta di un fungo molto comune e di facile
reperibilità, appartiene alla famiglia delle Coprinacee. È un fungo
commestibile dalla vita molto breve e dal comportamento un po' originale.
Non ha un habitat specifico, cresce nei prati, nei giardini, negli
orti purché siano ben concimati. Si presenta come un uovo allungato,
molto interrato, bianco, con qualche chiazza marroncina, soprattutto
nella parte superiore. Man mano che il fungo cresce si evidenzia
il cappello, prima come rigonfiamento, poi sempre più differenziato,
con la superficie suddivisa a scagliette sfrangiate, più scure al
margine, attaccato al gambo anche nella parte inferiore da un anellino.
Il gambo può raggiungere i 20 cm è liscio e bianco, dopo breve tempo
diventa cavo. Quando il cappello si stacca dal gambo, l'anello che
lo tratteneva cade. Le lamelle sono bianche e fittissime, col passare
del tempo assumono un colore rosato a partire dal margine esterno.
La colorazione delle lamelle si accentua sempre più verso tonalità
scure, fino a dissolversi assieme a tutto il cappello in un liquido
nero. A causa di questo fenomeno il coprino è chiamato anche "fungo
dell'inchiostro". Questi passaggi possono svolgersi in tempi brevi,
anche in un solo giorno. È bene ricordare che già alla comparsa
del primo tono rosato, il coprino non è più commestibile. Pertanto
una volta raccolto deve essere cucinato immediatamente perché il
processo degenerativo prosegue anche dopo la raccolta. È possibile
rallentare (di poco) tale processo, separando il gambo dal cappello
subito al momento della raccolta. È una varietà che è possibile
coltivare nei nostri orti, presso la maggior parte di grandi vivaisti
è possibile acquistare il micelio. Per ottenere un risultato soddisfacente
è indispensabile seguire alla lettera le istruzioni.
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