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Tignosa
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SCHEDA 2

TIGNOSA VERDOGNOLA

Amanita phalloides

Amanita phalloides (Vaill. ex Fries) detta anche Tignosa velenosa il fungo responsabile del maggior numero di morti per avvelenamento da funghi. Il cappello, dapprima emisferico o ovoida-le, poi spianato, di colore variabile ma generalmente olivastro, sempre percorso radialmente da fibrille minute innate. Le lamelle sono fitte, bianche e "lardose" al tatto. Il gambo cilindrico e slanciato presenta un anello membranoso ed tipicamente decorato da bande cangianti, alla base presenta un'ampia volva membranosa e libera. La carne bianca. una specie ubiquitaria molto diffusa sia in pianura che in collina o montagna, di bell'aspetto ed invitante alla raccolta presentando anche un bel portamento ed buon odore che spesso inganna. Il suo periodo di crescita quello estivo autunnale. Vive prevalentemente in simbiosi con le latifoglie in genere, in particolare: nocciolo, castagno, tiglio, quercia, carpino. Molto raramente stata osservata in boschi di aghifoglia. Nella nostra zona presente, soprattutto a partire dalla tarda estate/autunno in diverse zone del nostro bosco, sulle rive boscate dei corsi d'acqua oppure, anche se pi raramente, in prossimit dei tigli dei viali cittadini. La sua ingestione provoca avvelenamenti con esito quasi sempre mortale i cui sintomi compaiono, di norma, dopo un periodo di 8/24 ore dall'ingestione. La dose mortale di circa un grammo di fungo fresco per chilogrammo di peso corporeo.
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