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Questo magnifico lepidottero di ragguardevoli dimensioni
(circa 100-120 mm di apertura alare) è conosciuto in Italia con
il nome di Bombice dell'Ailanto, in quanto il suo bruco si nutre
delle foglie di quest'albero di origine cinese, una simbiosi perfetta,
un rapporto naturale indissolubile lega questi due esseri viventi
per tutta la vita. A torto considerato una farfalla, per la forma
delle antenne, si tratta di una falena; venne introdotto in Europa
verso la fine del '700 per produrre seta in alternativa a quella
pregiata filata dal Bombix mori (per intenderci si tratta del bruco
di un'altra falena che si alimenta con le foglie del gelso, e che
ebbe un ruolo non indifferente nella piccola economia domestica
della nostra gente fino agli anni '40). Le difficoltà ad acclimatarsi
da parte del bombice e la scarsa qualità della seta prodotta, fecero
tramontare i sogni di quanti avevano sperato in facili guadagni.
Cosicché oggi, grazie alla presenza dell'Ailanto, in natura possiamo
osservare abbastanza frequentemente questa insolita (per le dimensioni)
falena.
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