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Negli incolti, tra i cespugli e le erbe più
alte, non è difficile osservare L'Argiope bruenninki, il
più voluminoso ragno della nostra fauna. La femmina, dall'addome
rigonfio, con un'appariscente livrea a bande trasversali gialle,
nere, bianche e argentee, posa al centro della tenace tela in attesa
della preda. La tela raggiunge dimensioni ragguardevoli, robusta
e ben ancorata, è in grado di imprigionare grossi insetti,
come le libellule e i calabroni. Il dimorfismo sessuale, è
spinto agli estremi, i maschi hanno un volume centinaia di volte
inferiore a quello delle compagne; il loro è un connubio
di amore e morte. Durante il periodo riproduttivo, il maschio, sia
pure stimolato dall'istinto, muove incerte manovre di avvicinamento,
timoroso di essere divorato ancor prima di compiere la propria missione.
Quando, approfittando di una momentanea distrazione della femmina,
riesce a depositare le preziose Spermateche nell'orifizio
genitale della compagna, fulmineo si gira e precipitosamente si
da alla fuga. Il tentativo il più delle volte risulta vano,
raggiunto dopo soli pochi passi, immobilizzato dal potente veleno,
viene pacificamente divorato in macabro banchetto nuziale.
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