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Il riccio comune
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riccio comune
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SCHEDA1

il RICCIO COMUNE


Erinaceus europaeu
I links del Riccio

Il riccio comune
Durante i mesi estivi, sulle nostre strade si consuma un'ecatombe di questi simpatici ed utili mammiferi, ciò a causa della loro lentezza ad attraversare la strada. Specialmente di notte quando spaventati dal rumore e dalla luce dei fari delle automobili, anziché fuggire, si bloccano e si raggomitolano. Questa forma di difesa, in altri casi provvidenziale, sulla strada si rivela fatale, diventando un facile bersaglio per automobilisti in cerca di pseudo-emozioni. Il riccio comune appartiene all'ordine degli Insettivori e alla famiglia degli Erinaceidi. Lungo da 20 a 30 centimetri alto fino a 15, sviluppa un peso che varia da 500 a 1200 grammi. Di facile identificazione, le differenze tra i sessi sono minime. Ama vivere nei boschi ne d'alto fusto ne troppo fitti; molto spesso lo ritroviamo in prossimità delle abitazioni, oltre che visitatore dei giardini di campagna, è diventato anche un abituale frequentatore dei parchi cittadini. La sua dieta è molto varia, è costituita prevalentemente da insetti di cui è insensibile alle loro punture. Non disdegna altri invertebrati quali ragni, lumache, millepiedi, lombrichi ecc. All'occasione anche piccoli vertebrati compongono la dieta del riccio (piccoli uccelli, rane, rospi, rettili di specie diverse). In caso di necessità si nutre anche di vegetali prediligendo la frutta matura. Nemico naturale di insetti, topi e rettili, spesso è stato utilizzato dall'uomo per controllarne la diffusione. A torto è ritenuto insensibile dal veleno della vipera della quale è un nemico dichiarato, ben protetto dalla sua "irta corazza" difficilmente il rettile riesce a fare breccia e a colpire l'unico punto vulnerabile. Qualora la vipera riuscisse ad infliggere un morso sulla morbida punta del muso, il riccio sarebbe spacciato. Madre Natura l'ha dotato di udito e olfatto sensibilissimi, sensi che utilizza con efficacia per procacciarsi il cibo e per proteggersi dai nemici. Subito dopo il letargo invernale, inizia il periodo degli amori, che può protrarsi fino ai mesi di luglio-agosto. Il corteggiamento del maschio è lungo ed insistente, ciò a causa dei ripetuti rifiuti della femmina; l'accoppiamento viene ripetuto più volte e dopo 35-45 giorni di gestazione, il maschio viene allontanato dalla tana e nascono i piccoli, normalmente da 3 a 6.La madre con delicatezza pone i neonati sul ventre dove possono essere allattati senza problemi. Occhi e orecchie sono chiusi, sul dorso, gli aculei sono elastici e molli; già dal primo giorno di vita incominciano a spuntare gli aculei rigidi bianchi e quelle neri.Dopo tre settimane aprono gli occhi e le orecchie e il rivestimento spinoso è pressochè completo.

Il riccio comune

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