Il
riccio comune
Durante i mesi estivi, sulle nostre strade si consuma un'ecatombe
di questi simpatici ed utili mammiferi, ciò a causa della loro
lentezza ad attraversare la strada. Specialmente di notte quando
spaventati dal rumore e dalla luce dei fari delle automobili,
anziché fuggire, si bloccano e si raggomitolano. Questa forma
di difesa, in altri casi provvidenziale, sulla strada si rivela
fatale, diventando un facile bersaglio per automobilisti in cerca
di pseudo-emozioni. Il riccio comune appartiene all'ordine degli
Insettivori e alla famiglia degli Erinaceidi. Lungo da 20 a 30
centimetri alto fino a 15, sviluppa un peso che varia da 500 a
1200 grammi. Di facile identificazione, le differenze tra i sessi
sono minime. Ama vivere nei boschi ne d'alto fusto ne troppo fitti;
molto spesso lo ritroviamo in prossimità delle abitazioni, oltre
che visitatore dei giardini di campagna, è diventato anche un
abituale frequentatore dei parchi cittadini. La sua dieta è molto
varia, è costituita prevalentemente da insetti di cui è insensibile
alle loro punture. Non disdegna altri invertebrati quali ragni,
lumache, millepiedi, lombrichi ecc. All'occasione anche piccoli
vertebrati compongono la dieta del riccio (piccoli uccelli, rane,
rospi, rettili di specie diverse). In caso di necessità si nutre
anche di vegetali prediligendo la frutta matura. Nemico naturale
di insetti, topi e rettili, spesso è stato utilizzato dall'uomo
per controllarne la diffusione. A torto è ritenuto insensibile
dal veleno della vipera della quale è un nemico dichiarato, ben
protetto dalla sua "irta corazza" difficilmente il rettile riesce
a fare breccia e a colpire l'unico punto vulnerabile. Qualora
la vipera riuscisse ad infliggere un morso sulla morbida punta
del muso, il riccio sarebbe spacciato. Madre Natura l'ha dotato
di udito e olfatto sensibilissimi, sensi che utilizza con efficacia
per procacciarsi il cibo e per proteggersi dai nemici. Subito
dopo il letargo invernale, inizia il periodo degli amori, che
può protrarsi fino ai mesi di luglio-agosto. Il corteggiamento
del maschio è lungo ed insistente, ciò a causa dei ripetuti rifiuti
della femmina; l'accoppiamento viene ripetuto più volte e dopo
35-45 giorni di gestazione, il maschio viene allontanato dalla
tana e nascono i piccoli, normalmente da 3 a 6.La madre con delicatezza
pone i neonati sul ventre dove possono essere allattati senza
problemi. Occhi e orecchie sono chiusi, sul dorso, gli aculei
sono elastici e molli; già dal primo giorno di vita incominciano
a spuntare gli aculei rigidi bianchi e quelle neri.Dopo tre settimane
aprono gli occhi e le orecchie e il rivestimento spinoso è pressochè
completo.
Il
riccio comune