PREFAZIONE
E
quasi un romanzo - documento che ricorda "la storia della colonna infame"
di manzoniana memoria. Alla pari di quello racconta, con la voce semplicc
c sofferta dei protagonisti, vicende di straordinaria violenza: non
è la peste però, ma la guerra, più terribile ancora, perche e la sintesi
dei mali e dei dolori dell uomo che straziano e sporcano il mondo.
Protagonisti del romanzo-documento sono i soldati santangiolini con le loro
lettere dal fronte (dai vari fronti dell'interminabile conflitto) indirizzate
a quell'eccezionale prete che fu mons. Nicola De Martino. Don Nicola teneva
corrispondenza con tutti i santangiolini in griogioverde, ovunque fossero;
aveva saputo tessere un'affettuosa rete che valicava monti, mari e continenti,
superava ogni barriera ed aveva come sicuri e consolanti punti di riferimento
1'Angelo del campanile e Madre Cahrini. Cosi valeva la pena sperare, confidarsi,
raccontare, nella certezza di un ascolto; in un italiano sicuro o incerto,
o addirittura nell'armonioso dialetto nativo: non aveva importana. Non contavano
piu lo spazio e il tempo: la paura della morte, il buio del futuro si dissolvcvano
nel dialogo con un amico. I barasini si trovavano tra loro e, dal fondo
delle trincee, ecco apparir quasi per miracolo le care ombre del castello
e del campanile, i volti di luce della mamma e della Cabrini: rivedrò Sant'Angelo?
Tutti gli scritti qui raccolti, dai lunghi, drammatici racconti (esemplare
quello di Guerrino Bruschi sulla sua deportazione in Germania), alle lettere
ricche di umanità, alle cartoline che sono una forte sintesi di vita, costituiscono
una straordinaria testimonianza di storia e d'amore.
Giuseppina Rognoni Bassi ha avuto il grande merito di ordinare, con pazienza
e perizia, e di pubblicare questi vivissimi documenti che altrimenti rischiavano
d'essere ignorati e che sono invece momenti emozionanti d'autentica storia.
Gliene siamo grati, e, con noi, tutta Sant'Angelo.
Age Bassi