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CERCA IN NAUTILAUS

Giuseppina
Rognoni
Bassi

LETTERE
DAL
FRONTE

PREMESSA

Dell'ultimo conflitto mondiale, io ricordo ben poco, perchè a quel tempo ero troppo piccola. A volte, però, nella mia memoria, affiorano insistenti dei flèches lontani, confusi e tanto isolati 1'uno dall'altro che stento a collegarli e ad inserirli nella storia studiata a scuola sui libri. E mi convinco sempre piu di aver vissuto quei tragici avvenimenti solo di riflesso.

La guerra, la vera guerra spietata e crudele, l'ho conosciuta da vicino solo poco tempo fa, mentre raccoglievo la disumana testimonianza di Guerrino Bruschi, un santangiolino deportato in Germania, ma fortunatamente scampato a quegli orrori.

Leggendo, poi, alcune sue lettere scritte durante la prigionia alla famiglia e a Don Nicola De Martino, sono stata punta dalla necessità di curiosare nella corrispondenza di guerra di quel carismatico sacerdote. Curiosità soddisfatta solo in parte, dato il numero immane di lettere da lui ricevute e l'impossibilità di decifrarle tutte.

Pur se in un solo modesto pacchetto di lettere, mi sono imbattuta in una realtà di cui non sospettavo nemmeno 1'esistenza: 1'incessante opera del futuro Monsignore nella ricerca dei soldati dispersi e il profondo legame di amicizia, di affetto, di completa fiducia che univa i militari al sacerdote, 1'indubbia certezza nella protezione di Madre Cabrini e il modo in cui 1'indimenticabile don Nicola ha saputo mantenere viva nei suoi "ragazzi" la devozione verso la Patrona.

Ne è derivata una rara documentazione – spesso tragica e drammatica. ma tremendamente fedele – di vicende vissute, di stati d'animo, di speranze e nostalgie, di fede profonda, di battaglie interiori e battaglie a ferro e fuoco combattute giorno per giorno da tanti nostri concittadini in Russia. in Africa, in Francia, in Grecia, in Albania, in Italia durante la seconda guerra mondiale e, prima ancora, durante quella dell'Abissinia.

Le testimonianze riprodotte sono una più spontanea e commovente dell'altra, rappresentano una minima parte della corrispondenza ricevuta da Don Nicola da tutti i fronti ed appartengono ad uno dei numerosi pacchetti di lettere rimaste esposte per lungo tempo nel museo di Madre Cabrini, accanto ad una copia dell"'Angelo della Famiglia".(1)

INDICE

Prefazione
Premessa al lettore

PRIMA PARTE
Quelle lettere piene di vita
"Signor Don Nicola voi siete un conforto

Per fare ciò che ha fatto la Madre Cabrini bisognava essere barasini
Sono salvo per miracolo
Cartoline
Posta respinta
Posta censurata
Posta inserita in una mostra al Castello di Milano

PARTE SECONDA
La drammatica esperienza
di Guerrino Bruschi deportato in Germania

 

Don Nicola in visita
alla casa di Madre Cabrini
con un gruppo di soldati in licenza

 

(1) Giornaletto della Parrocchia che Don Nicola inviava, regolarmente, ai soldati sui vari fronti.

(2) In quel periodo Madre Cabrini era venerata come Beata, poiché fu proclamata Santa il 7 luglio 1946, prima canonizzazione dopo la guerra.

 

Ora don Carlo Cerri le custodisce gelosamente e me le ha temporaneamente affidate per facilitarne la pubblicazione. Sono emozionanti lettere. cartoline postali, brevi saluti, semplici firme – a volte seguite dal soprannome – che dimostrano profonda confidenza e gratitudine verso Don Nicola, il sacerdote "protettore" dei ragazzi dell'oratorio, cresciuti troppo presto e troppo presto, inviati al fronte.

L'amico sacerdote aveva saputo raggiungerli nei vari spostamenti con una costante corrispondenza fatta di interessamento, di giornaletti, di poesie in dialetto barasino, che riuscivano a lenire nostalgie e infondere coraggio e rassegnazione. Ma prima di tutto certezza in un sicuro ritorno, sempre con 1'aiuto della allora Beata Cabrini. (2)

Timidamente, come un'intrusa che sta per svelare qualcosa che non le appartiene, mi sono avvicinata a queste lettere, a volte sgrammaticate, ma sempre piene di sconforto e anche di speranza, scritte a Don Nicola, proprio nel periodo in cui, svanita 1'illusione di una guerra-lampo, i soldati si stavano amaramente accorgendo di aver trovato altri posti per andare a morire.

Ne sono rimasta coinvolta.

Man mano che sfogliavo le lettere, 1'emozione mi offuscava la vista. E mi sentivo sempre piu vicina a quei "ragazzi" tanto provati dalla vita e dei quali ormai riconoscevo scrittura e personalità.

Quasi senza accorgermene, il loro mondo era diventato anche il mio.

Ho voluto riprodurre il testo delle lettere pari pari, senza correzioni per non falsare il contenuto e la genuinita e seguendo 1'ordine cronologico.

Dare a tutti la possibilità di vivere queste emozionanti testimonianze e un segno di rispetto e solidarietà verso persone che hanno tanto sofferto, e anche una irripetibile occasione per far scoprire alle nuove generazioni 1'immensa generosità e disponibilità di don Nicola.

Giuseppina Rognoni Bassi

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