PREMESSA
Dell'ultimo
conflitto mondiale, io ricordo ben poco, perchè a quel tempo ero troppo
piccola. A volte, però, nella mia memoria, affiorano insistenti dei
flèches lontani, confusi e tanto isolati 1'uno dall'altro che stento
a collegarli e ad inserirli nella storia studiata a scuola sui libri.
E mi convinco sempre piu di aver vissuto quei tragici avvenimenti solo
di riflesso.
La guerra,
la vera guerra spietata e crudele, l'ho conosciuta da vicino solo poco
tempo fa, mentre raccoglievo la disumana testimonianza di Guerrino Bruschi,
un santangiolino deportato in Germania, ma fortunatamente scampato a
quegli orrori.
Leggendo,
poi, alcune sue lettere scritte durante la prigionia alla famiglia e
a Don Nicola De Martino, sono stata punta dalla necessità di curiosare
nella corrispondenza di guerra di quel carismatico sacerdote. Curiosità
soddisfatta solo in parte, dato il numero immane di lettere da lui ricevute
e l'impossibilità di decifrarle tutte.
Pur se
in un solo modesto pacchetto di lettere, mi sono imbattuta in una realtà
di cui non sospettavo nemmeno 1'esistenza: 1'incessante opera del futuro
Monsignore nella ricerca dei soldati dispersi e il profondo legame di
amicizia, di affetto, di completa fiducia che univa i militari al sacerdote,
1'indubbia certezza nella protezione di Madre Cabrini e il modo in cui
1'indimenticabile don Nicola ha saputo mantenere viva nei suoi "ragazzi"
la devozione verso la Patrona.
Ne è
derivata una rara documentazione – spesso tragica e drammatica. ma tremendamente
fedele – di vicende vissute, di stati d'animo, di speranze e nostalgie,
di fede profonda, di battaglie interiori e battaglie a ferro e fuoco
combattute giorno per giorno da tanti nostri concittadini in Russia.
in Africa, in Francia, in Grecia, in Albania, in Italia durante la seconda
guerra mondiale e, prima ancora, durante quella dell'Abissinia.
Le testimonianze
riprodotte sono una più spontanea e commovente dell'altra, rappresentano
una minima parte della corrispondenza ricevuta da Don Nicola da tutti
i fronti ed appartengono ad uno dei numerosi pacchetti di lettere rimaste
esposte per lungo tempo nel museo di Madre Cabrini, accanto ad una copia
dell"'Angelo della Famiglia".(1)