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quadro suo, che immediatamente
più colpisce, è quello dell’aperto e costante sorriso,
steso con arte naturale sul viso giovanile – malgrado il passar degli
anni – del più cordiale fra i pittori. Un sorriso che s’incornicia
da se, carico com’è di calore umano, esplodente appunto sul
meno ermetico dei visi: anche se ermetica, o quasi, appare la ultima
espressione dell’artista (o, non ultima nuova: per l’ultimo exploit,
un creatore di sensazioni ha sempre tempo). Che cosa significa l’abituale
sorriso di Pino Grioni se non la piena fiducia in se stesso? Fiducia
massima nel proprio lavoro, di ieri e di oggi, uno e due, ma tutto
uno: cosi è, se cosi pare anche a voi! Di fronte ai due Grioni
(diciamo: I’ex passatista e il neo futurista; diciamo, quindi, per
modo di dire) rimane interdetto o indeciso nel giudizio proprio chi
nell’improvviso mutamento dell’arte d’un serio Maestro del pennello,
quasi classico dapprima ed oggi ultramoderno, ha creduto, per un momento,
alla fine del fortunato dell’antecedente maniera, oppure all’inizio,
e senza certezza di fortuna, del Grioni seconda maniera. Errore! Specie
nel non aver subito compreso il lato originale d’un artista che, esprimendosi,
ma non esaurendosi, con I’attirante arte sentimentale di ieri (nel
nome della quale avrebbe potuto benissimo finire una onorata carriera)
varcato il mezzo del cammino della sua vita", o poco piu invece
di smarrirsi in una selva oscura, ha iniziato altr’arte, diversa sia
nella forma che nel- la sostanza, soprattutto nella forma: e con la
quale avrebbe benissimo potuto presentarsi all’esordio... Siamo convinti
che dalle finestre della sua geometria egli raccoglie gli aneliti
d’una umanità pensosa, statica, rassegnata nella quale riaffiora
quel senso del fatalismo e quella semplicità francescana che
testimoniano di un’epoca di attesa, nello incrociarsi di fuochi e
di violenza". Le creature dell’arte del Gironi seconda maniera,
soltanto in apparenza non sono umane; invece naturali, e perfette
a studiarle: perfezione più da intuire che da vedere espressa.
Specie quando tali creature (fra I’irreale e I’informale) guardano
il sole, fissano un arcobaleno, con gli occhi della loro invisibile
composizione intima. Guardando non come esseri comuni i quali provano
emozioni e sensazioni a mezzo del cuore: ma, come parte del tutto
(creato) esse stesse: creature senza forma usuale, concretizzate dalla
fantasia: collegata misteriosamente ai raggi del sole di quel sole
che Pino Grioni esalta qual luce vivificatrice del suo nuovo mondo.
Nei suoi quadri gironeschi, non semplici spade cariche di calore fendono
I’atmosfera, ma paro- le di fuoco: esse scendono dal sole per un colloquio
spaziale con chi sa captarle, capirle, amarle. "Forse il sole
interpreta il linguaggio di abitanti d’un mondo superiore", par
dire il pittore avvenirista. " Un mondo che forse aspetta
di essere scoperto come meta finale della evoluzione umana?",
domandiamo noi. Ci guarda come se fossimo calati in questo momento
dalla luna e con un paracadute degli anni Venti. "Vuole allora
dirci, e con la massima franchezza, quale dei due Grioni preferisce?".
"Ma io fra i due Grioni preferisco il terzo-". "E qual’
e?". "Quello che ancora non si e espresso..".Con intelligenza
ha alluso alla produzione futura, che potrà anche essere diversa,
oppure il meglio della seconda maniera. Oppure il capolavoro della
prima? Glielo diciamo, sorride; poi tiene a spiegare: " Se fermarsi
sulle posizioni raggiunte, cioè cristallizzarsi, e cessare
la lotta anzitempo; per un artista alla ricerca continua di se stesso,
chiudersi in un’unica forma d’arte e perdere dimensione e proprio
nella epoca in cui le di- mensioni si moltiplicano, come le ricerche
letterarie, filosofiche e sociali: pur convergendo tutte su un unico
scopo, che non e tanto il progresso quanto la evoluzione umana....
Immensa e la delusione di chi nei
giovani anni ha creduto che il miglior pane dei poveri possa anche
essere i’illusione! I delusi sono ribelli in potenza. Ad essi ho dato
allora tutto me stesso, nel limite delle mie possibilità, e
anche nei naturali li- miti del dolore e del soffrire che non possono
essere illimitati. D’un tratto, ecco I’infinito a chiamarmi; I’infinito,
ma anche I’indefinito, I’informale, nel violento tentativo di stabilire
una particolare dimensione artistica in una eco particolare: la voce
del sole, che non parla ma, riscaldandoci, apre il dialogo svelandoci
segreti di spazio e d’immensità, anche di eternità ".
Cosi abbiamo interpretato i quadri "seconda maniera, di Pino
Grioni, e I’artista singolare non potrà non essere d’accordo
con noi!
NINO BOLLA
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