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IL PONTE
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corpo bandistico S.Cecilia maestro Giovanni Bracchi
ANNO 5- N.2(Versione web - anno 2 n.2) NUOVA SERIE APRILE 2001


La divisa della banda adottata nel 1922


Il maestro Giovanni Bracchi


Fauustino Rossi e Attilio Cavallini


Foto di gruppo della banda in tenuta estiva (uniforme bianca) negli anni '50. Al centro L'assistente don Pierino Bernardelli, sulla destra il presidente cav. Antonio Beccaria

Canto e musica a Sant'Angelo: una passione antica

LA BANDA

Colonna sonora degli avvenimenti santangiolini

Dopo l'articolo dedicato alla Schola Cantorum "S. Cecilia", pubblicato su "Il Ponte" (n. 6 -dicembre 2000), continuiamo con il secondo argomento dedicato alla storia del Corpo Bandistico "S. Cecilia". La pubblicazione di queste memorie storiche,per il periodo della fine dell'800 ai giorni nostri, vuole sottolineare la grande passione dei santangiolini per la musica e il canto, che affonda le radici nella cultura stessa della nostra comunità.

Come la Schola Cantorum così anche il Corpo Bandistico è stata una derivazione della Società Cattolica Operaia di Mutuo Soccorso. Lo ha accertato un'indagine storica condotta nel 1984 dai ragazzi della I D della Scuola Media "F. Baracca", coordinati dagli insegnanti Pinuccia Bracchi e Vincenzo Tassinari, i quali dopo attente ricerche, sono risaliti alle fonti parrocchiali, deducendone che: "Se anche il corpo bandistico è nato nel 1882 insieme alla scuola di canoro, certamente di esso non c'è notizia scritta prima del 20 luglio 1884, data in cui la "Nuova Banda Musicale della società Cattolica Operaia" presta il suo primo servizio in occasione dell'inaugurazione della nuova statua della Madonna del Carmine a S. Rocco. Questa data è da considerarsi come anno di nascita ufficiale della banda, preceduto certamente da un periodo di uno o due anni necessari all'istruzione musicale dei componenti".

L'artefice della fondazione della Banda è stato il musicista santangiolino don Sante Vigorelli, assieme al parroco mons. Bassano Dedè che con la creazione della Società Cattolica Operaia faceva propri i suggerimenti di Papa Leone XIII, e della nuova dottrina sociale della Chiesa a beneficio dei lavoratori. L'istituzione della Banda e della Corale intendeva essere un momento ricreativo e di aggregazione tra gli appartenenti alla Società.

Nella funzione di assistenti spirituali, dopo don Vigorelli si sono succeduti don Gaetano Buscaini, don Domenico Oltrasi, don Giuseppe Saletta, don Ernesto Merlini, don Pietro Baiocchi, don Lorenzo Pozzoni, don Sandro Beccaria, don Carlo Cerri, don Piero Bernardelli, don Lino Magenes, don Domenico Grazioli e ancora don Carlo Cerri.

Altrettanto cospicuo l'elenco dei direttori in questi 116 anni di vita: i maestri Donini, Boni, Cianfoni, Lenzi, Pirani, Meani, Balladori, De Stefani, Bernocchi, Bruschi, Bracchi,Bolciaghi, Salvi ed attualmente il M Ivano Grioni.

Dei primi decenni di vita della Banda non è rimasta nessuna documentazione se non alcune foto, tra cui una sbiadita dal tempo, collocata attorno agli anni '20, in cui sono ritratti i bandisti Angelo Abbiati, Ardizzi, Domenico Biancardi, Mauro Biancardi, Salvatore Callegari, Corbellino, Alessandro Daccò, Gigino Devecchi, Motta, Enrico Rossi, Antonio Rozza, Giuseppe Scarioni, Nando Scarioni, Pietro Vigorelli. Tra di loro appare il maestro elementare sig. Boggi, sostenitore della Banda.

Le prime notizie scritte risalgono all'anno 1921, nella ricorrenza del Santo Natale, quando si apprende dell'esistenza di una Piccola Banda dell'Oratorio (chiamata anche "Fanfara") formata dagli allievi, che per le vie di Sant'Angelo eseguiva le pastorali natalizie, imitando gli anziani bandisti che da qualche anno allietavano i santangiolini con la tradizionale "Piva".

Rifletteva il gusto dell'epoca la divisa che veniva adottata dalla Banda nel 1922, così descritta dalle cronache locali: "La divisa è semplice ma di buon gusto. Un taglio uso sport di color caffè-oscuro con ornamenti di color paonazzo". Confezionata dal sarto Marcello Bramati, l'uniforme era completata da un cappello alpino fornito dalla Casa Riva e C. di Monza.

Il1922 è l'anno in cui la banda raggiunge un notevole sviluppo, annoverando un numero considerevole di bandisti che le permettono di eseguire ottimamente una serie di concerti, fra cui vanno ricordati quelli del 4 giugno per la "Festa Nazionale dello Statuto" e quello tenuto in Borgo S. Rocco nel cortile adiacente la chiesa omonima.

Sempre nello stesso anno, il giorno 21 del mese di aprile, la Banda presenzia allo scoprimento della lapide, posta nell'atrio della Scuola elementare, per ricordare l'eroe volontario di guerra Riccardo Morzenti, cui sarà intitolata più tardi la scuola stessa.

Nel settembre del 1935 diventa direttore della Banda il maestro Mario Bernocchi di Zelo Buon persico. Così le cronache descrivono la sua personalità: "Egli insegna molto bene, con passione, con abilità non comune e con tanta pazienza, e non conosce la fatica. I nostri bandisti ne sono entusiasti, anche per il suo bel carattere che sa imporsi e tenere la disciplina senza urtare". Il maestro Bernocchi debuttava la prima domenica di ottobre, festa del S. Rosario, con un concerto il cui brano più impegnativo era la sinfonia "Festa di campagna" di Filippa, oltre a marce e valzer. Questo concerto rimase però l'unico diretto dal Maestro, perché, inspiegabilmente, dopo neppure un anno dalla sua nomina, nel giugno 1936, il direttore Bernocchi veniva sollevato dall'incarico e sostituito dal maestro cav. Alfredo Bruschi di Pavia.

Il maestro Bruschi, che godeva fama di ottimo insegnante, in un solo mese preparava il concerto per la Festa patronale del 5 luglio, facendo eseguire dalla Banda un nutrito programma fra cui la fantasia della "Cavalleria Rusticana" di Ma scagni e il coro da "I Lombardi alla prima crociata" di Verdi. L'anno seguente, il 1937, ancora per la Festa patronale, la Banda eseguiva con successo il tradizionale Concerto, comprendente la fantasia dalla "Aida" di Verdi, oltre a marce, valzer e fox-trot. Il 18 luglio, presso il teatro di Vidardo, la Banda si esibiva con un saggio di fanfara, eseguendo alcune marce di Vidale. Nel mese di dicembre ulteriore Concerto con fantasie dall'operetta "La danza delle libellule" di Franz Lehar e dall'opera "La Traviata" di Verdi. E così la Banda continuava a progredire fino agli anni della seconda guerra mondiale, periodo in cui fu costretta a limitare e poi a cessare totalmente la sua attività.

La sua ripresa avviene immediatamente dopo la Liberazione, come è testimoniato dal "Chronicon" parrocchiale, dovuto alla penna del parroco mons. Giuseppe Molti, che in data 4 maggio 1945 così scriveva: "S. Ecc. Mons. Vescovo di Lodi ordina alle ore 15 di suonare a festa tutte le campane perché la guerra è finita. A sera in Prepositurale si canta il Te Deum (popolo ed autorità); infervorata orazione del Prevosto. Quindi il concerto della Banda locale, spari di fuochi artificiali; corteo popolare al monumento dei caduti".

Chi firma queste note ricorda la serata trascorsa al Teatro Centrale nel dicembre del 1945 in cui recitò un componimento poetico dell'insegnante Piera Manera per inaugurare la nuova divisa della banda, che consisteva in ingombranti divise militari tinte di un bel colore blu. Artefici della serata furono il cav. Francesco Cerri e il M Giovanni Bracchi che iniziò quell'anno la sua lunga e appassionata collaborazione con la Banda santangiolina durata fino alla sua morte, avvenuta il 27 agosto 1987. Giovanni Bracchi era reduce del servizio militare prestato a Pavia, con l'incarico di prima tromba nella Banda dell'Arma del Genio. Nel dopoguerra conseguiva la licenza superiore di Strumentazione di Banda, il diploma di composizione e di Musica. L'instancabile maestro Bracchi diventava anche direttore dei Corpi Bandistici di Villanterio, Belgioioso, S. Colombano, Brembio, Livraga e Lodivecchio, alternando l'attività di insegnante con quella di autore di musica per banda, poi pubblicata dalla casa editrice Vidale.

Momenti importanti di quegli anni sono stati la partecipazione alle celebrazioni per il decennale della resistenza nel 1955 a Roma; il concorso per bande a Dorga (Bergamo) nel 1949, dove vinse il primo premio; un concerto a Bobbio (Piacenza) e vari altri concerti tenuti in occasione delle celebrazioni per Santa Cabrini.

Come ogni associazione composta da volontari, anche la Banda nel corso della sua lunga storia, ha avuto alterne vicende. L'ultima crisi in ordine di tempo si è verificata tra il 1962 e il 1965, da cui si uscì per merito del parroco mons. Antonio Gaboardi, del M Bracchi e del cav. Antonio Beccarla.

Sono molti i santangiolini che hanno fatto la storia della Banda, oltre a quelli già menzionati, vanno ricordati: Paolo Alcoli; Angelo Allieri; Giuseppe e Piero Altrocchi; Carlo e Gaetano Anelli; Antonio Beccaria; Giordano Belloni; Angelo e Alessandro Biancardi; Dionigi e Gino Bracchi; Alessandro Brusabastro; Ferdinando Buttali; Ginetto e Giuseppe Cabrini; Salvatore e Regnato Callegari; Attilio Cavallini; Pasquale Cavallotti; Francesco e Mario (l'attuale Presidente) Cerri; Antonio Corbellini (detto Tura); Rino Cordoni; Domenico Curioni; Anselmo Daccò; Giovanni De Vecchi; Angelo Ferrari; Virginio Frigni; Martino Gatti; Giulio guarnirei; Paolino Lodigiani; Carletto Lucini; Francesco Lunghi; Giuseppe Maiocchi; Carlo Malusardi; Felice Midali; Luigi Monti; Antonio Moretti; Francesco, Gino e Rocco Moroni; Ambrogio Opizzi; Sisino Piloni; Bassano bozzoli; Vittorio Quaini; Ernesto Rota; Luciano e Tanino Rozza; Angelo Sabbioni; Mario e Paolino Scacchi; Carlo e Nando Scarioni; Gino Secchi; Paolo Battista Sommaria; Costantino Trabucchi; Egidio e Francesco Varesi; Mario Vigorelli; Dino Zelioli.

Un cenno particolare merita il suonatore di piatti e grancassa Giuseppe Rossi (conosciutissimo col nome di "Faustino") che per tanti anni, dietro l'apparente immagine di figura briosa, si nascondevano virtù preziose per l'equilibrio bandistico tra anziani e giovani.

Nel 1994, in occasione del 110 anniversario della sua fondazione, il Corpo Bandistico "S. Cecilia", si è dato un nuovo Statuto con norme più confacenti ai tempi con l'adeguamento del Consiglio e l'allargamento del numero dei soci, il riordino del regolamento e dell'amministrazione.

Per il futuro c'à da augurarsi che l'educazione musicale abbia sempre più spazio e al Corpo Bandistico "S.Cecilia", che ha sempre operato su base volontaria, con spirito di servizio e con l'obiettivo di educare e preparare i giovani all'arte della musica, sia assegnato un ruolo importante nella promozione e nella diffusione della cultura musicale nella nostra comunità.

(2.continua)

Antonio Saletta

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