Burattini, pupi e figure dal Ministro Urbani

04/12/2003

E' con piacere che pubblichiamo per intero senza ritochi, l'informazione seguente mandataci dall'ATF/AGIS . Per chi non lo sa quest'associazione rappresenta i professinisti dell'arte del teatro di figura, presso l'AGIS.
Qualche tempo fa una delegazione dell’ATF/AGIS ha incontratto il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali.
Richiesti, dopo il recente riconoscimento, finanziamenti al settore e una legge di tutela. L’UNESCO definisce i Pupi Siciliani “patrimonio immateriale dell’umanità”

Si è svolto nei giorni scorsi un incontro fra l’Associazione di Teatri di Figura e il Ministro Urbani.
A rappresentare l’ATF/AGIS: il suo presidente Stefano Giunchi, il vicepresidente Mimmo Cuticchio (assieme al giovane Giacomo, dei “Figli d’Arte Cuticchio”, di Palermo), Franco Belletti (di “Arrivano dal Mare!”di Cervia), Piero Corbella (della Compagnia di Marionette “Carlo Colla e Figli”di Milano), Enrico Spinelli (dei “Pupi di Stac”di Firenze), Aldo De Martino (della “Compagnia degli Sbuffi”di Castellamare di Stabia), Francesco Mattioni (del “Teatro Pirata” di Iesi), Paolo Comentale (della “Casa di Pulcinella” di Bari).
Dall’altra parte del tavolo: il Ministro ai Beni e alle Attività Culturali Giuliano Urbani, il capo di Gabinetto Raffaele Squitieri, il Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo Alfredo Giacomazzi.
L’ATF/AGIS, che associa una trentina di compagnie professionali e “famiglie” (burattinai, marionettisti, pupari, ecc.) di artisti distribuiti in tutta la Penisola, ha ottenuto, nel corso di quest’anno il primo stabile riconoscimento dallo Stato.
Il Decreto Ministeriale del 18 febbraio 2003 ha infatti accolto la decennale richiesta del Teatro di Figura di essere riconosciuto, all’interno delle ripartizioni del F.U.S., come un’Arte autonoma, con articoli e disposizioni precise che ne definiscono diritti e competenze.
Finisce una antica abitudine di considerare burattini & compagni come attività marginali di altri settori teatrali. Comincia la “carriera” istituzionale di una disciplina “minore” (quanto a numeri in campo), ma certamente provvista di una sua originalità di repertori, linguaggi e tecniche del fare spettacolo.
L’ATF/AGIS ha fornito al Ministro i dati di questa originalità, illustrandone la variegata attività: dal recupero delle tradizioni, alla ricerca e all’uso di nuovi materiali e nuovi linguaggi, alla conservazione dei “manufatti” (va rilevato come spesso le compagnie siano anche depositarie di materiali storici o gesticano veri e propri musei). Il settore è in costante crescita di addetti e di pubblico (dati SIAE alla mano, sia pur parziali). Ai numerosi festival, di cui alcuni di carattere e livello internazionale, si aggiungono le numerose programmazioni in sale e teatrini. Altissimo l’impegno del settore nella scuola e nelle realtà territoriali, a cui va aggiunto l’impegno recente nella formazione professionale (valga per tutti l’istituzione dell’Atelier delle Figure/Scuola per Burattinai), nell’animazione sociale, nel sostegno alla terapia e nella integrazione delle disabilità.
La proiezione europea del TdF, anche in carenza del sostegno pubblico (è delle ultime settimane la ripresa di un rapporto collaborativo fra la categoria e l’ETI), è notevole, al punto che uno dei progetti triennali di Cultura 2000 è una Rete Europea coordinata da una impresa italiana del settore.
L‘ATF/AGIS ha riconosciuto al Ministero (e agli uffici del Dipartimento) una nuova attenzione verso la categoria.
Ha però sottolineato la esiguità dei finanziamenti e la necessità che, a fronte della maturità dei comportamenti fiscali e normativi delle imprese, lo Stato superi la vigente sperequazione che punisce il TdF rispetto ad altri settori analoghi dello spettacolo (a fronte di pari attività).
L‘ATF/AGIS ha inoltre consegnato al Ministro una bozza di proposta di legge (che l’associazione intende sottoporre a tutti i Gruppi Parlamentari), che acquisisce e fa proprie il recente riconoscimento da parte dell’UNESCO dei Pupi Siciliani come “patrimonio immateriale dell’umanità”.
L’intervento di Mimmo Cuticchio ha in particolare messo in rilievo come la trasmissione centenaria dell’arte sia sempre stata garantita dall’appassionato lavoro di bottega delle “generazioni” teatrali, vivo e rinnovato di fronte a pubblici sempre nuovi, ma anche dalle capacità di rischiare nuovi linguaggi e di confrontarsi con la ricerca più avanzata. Questo faticoso lavoro di tradizione che si rinnova, in altri Paesi (in Giappone, in Cina, come in Europa) è sostenuto e finanziato dallo Stato come un bene culturale di interesse generale.
Il Ministro Urbani, dal canto suo, ha espresso parole di apprezzamento sulla realtà del TdF e sulle sue articolazioni. Ha dichiarato interesse per i vari campi di attività del TdF, con una particolare attenzione per la formazione professionale e la valorizzazione dei beni culturali, su cui si può sviluppare l’intervento dello Stato. Ha impegnato il Ministero a considerare la possibilità, compatibilmente alle disponibilità del FUS, di perequare il finanziamento al settore.
Urbani ha accolto la nostra proposta di accreditare presso le Istituzioni la decisione dell’UNESCO con vivo apprezzamento, sottolineando il ruolo rilevante dell’Italia nelle funzioni di questo organismo. Ha accolto la bozza di Legge impegnando l’Ufficio Legale del Ministero a fornire un parere nel merito.
Il Direttore Giacomazzi , già coordinatore dei lavori della Commissione Consultiva che ha applicato per la prima volta il nuovo articolo sul TdF, ha invitato l’associazione a continuare a definire nel merito assieme le tematiche poste sul tavolo. Ha invitato inoltre il Tdf ad assumere un ruolo di rilievo nelle prossime Giornate della Cultura, che si terranno Roma nella prossima primavera.
Poi i saluti e le foto ricordo. Spicca fra tutte quella del Ministro alle prese con “Sganapino”, monello bolognese impaziente e pieno di iniziativa, portatogli in dono.
Tranquilli tutti: i burattini danno “bastonate” solo dentro la baracca.

Stefano Giunchi
Presidente ATF/AGIS

Albert Bagno