Charleville - Karagoz il contrario

20/09/2011

 

Il festival è un evento assolutamente incredibile, c’è chi dice che è troppo grande o troppo tutto, Charleville è Charleville, nel su bene e nella sua
dismisura. Ma tutti i pro hanno i suoi contri e ciò è valido anche nel fondamentale e prestigioso settore dell’informazione.
Di notte, in fondo ad un vecchio negozio abbandonato, una banda di fanatici dell’informazione, e forse del teatro di figura, produce un geniale quanto
discusso giornalino chiamato “Karagoz” che non è niente altro che il nome del burattino o ombra cugino del Pulcinella napoletano e come lui è il castigatore delle cose incongrue... Questo strumento d’informazione non autorizzato dai dirigenti del festival è venduto per strade e piazze da coraggiosi volontari.
“Karagoz” è la voce arrabbiata e corrosiva di questa banda di critici. Una delle caratteristiche di questo giornale è di essere abbondantemente illustrato da artisti più o meno locali e non meno acidi. Chi vuole ridere, sorridere, sapere l’umore reale del festival si deve di comperare ogni giorno quello che è di fatto un’altra istituzione del festival. “Karagoz” la pastiglia che fa passare il mal di pancia a chi si prende sul serio! La gioia fatta critica è un piacere da consumare senza moderazione!

Albert Bagno