IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI SHARJAH

28/06/2011

IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI SHARJAH

Probabilmente saranno in pochi a sapere indicare senza esitazione il piccolo stato di Sharjah, ma li ha avuto luogo la prima edizione del festival internazionale del teatro di figura. Direte: “perché lì, allora che in mezzo al deserto non c’è niente e ancora meno tradizioni di burattini? Semplicemente che questo piccolissimo stato fa parte è uno dei sette stati che compongono al 1971 gli Emirati Arabi Uniti. Ognuno di questi stati ha scelto una missione (un ministero) che gestisce per tutti. Si trova che Sharjah ha scelto la cultura. Cosi facendo non stupisce di trovare lì, teatri musei ed iniziative di alto livello che si seguono ad un ritmo a poco dire frenetico.

Il “Sharjah Teater Group” diretto da Mohamed Hamdan Bin Jarsh, gestisce una serie di strutture moderne ed a poco dire gigantesche ed ha chiesto ad Adnan Salloum, uomo di teatro siriano e grande appassionato di marionette di dirigere la prima edizione del festival del teatro di figura. Gli organizzatori di questo festival hanno le idee molto chiare, ovvero, nel giro di poco tempo diventare il luogo di conflenze delle culture burattinesche e diventare la vetrina del mondo arabo in fatto di teatro di figura. Bisogna dire che in questi ultimi anni l'arte della marionetta e del burattino si sono considerevolmente sviluppate nel mondo arabo e musulmano e che se da una parte hanno bisogno di vedere ciò che si fa di meglionel mondo, dall'altra le compagnie di questi paesi hanno la necessità di presentare ciò che sanno fare.

Oltre alla partecipazione internazionale della compagnia francese Areski e quella italiana di Albert Bagno, questa prima edizione è stata principalmente una vetrina per le compagnie proveniente dal mondo arabo, come il Libano, la Syria, l’Algeria, la Giordania, l’Egitto e la forte rappresentanza proveniente dalla Tunisia. Tra spettacoli, conferenze, incontri, laboratori, il festival annuncia le sue intenzioni ossia quella di diventare un punto di riferimento per il teatro di figura del mondo arabo è non solo.

L’impegno e la qualità delle prestazioni di Albert Bagno che rappresentava l’Italia hanno ottenuto un bel successo; prima per gli spettacoli dove le sale erano piene, e poi alla conferenza che è stata particolarmente applaudita ed apprezzata. Il laboratorio sulla carta ha succitato molti interessi, sia da parte dei partecipanti e delle partecipanti sia da parte della stampa e delle autorità locali.

Come si è chiaramente visto in occasione della prima edizione del festival, il “Sharjah Theater Group” è pronto ad investire per fare che ogni anno passa nelle sue prestigiose sedi il meglio della marionetta e dal burattini e non solo per quanto riguarda il teatro, ma anche la pedagogia, la ricerca storica e l’impegno culturale a tutto tondo.  Da quello che si è visto e alla qualità delle persone incontrate, c’è solo da sperare lunga vita a questo nuovo festival.

Albert Bagno