"GARAGOUZ" : IL CORRAGGIO DI FARE IL BURATTINAIO

11/11/2010

Film, Tv e nuovi media

Il regista algerino Abdenour Zahzah propone da poche settimane il suo nuovo cortometraggio  “Garagouz” (Il burattinaio). Il film di 25’ è dedicato al lungo viaggio del burattinaio Mokhtar e di suo figlio Nabil, che percorrono i villaggi per presentare i loro spettacoli nelle scuole. Sul tragito di una di queste scuole, l'artista fa diversi incontri : il primo simboleggia la precarietà, la seconda mostra l'inscurita e il diktat delle forze del l'ordine, e il terzo incontro è con il fanatismo religioso e l'oscurantismo che vede tutti mali della terra e i demoni nel burattino. Ad ogni incontro, i narratori perdono qualcosa : ciò è un allusione alla perdita di creatività e d'ispirazione che avviene in un Algeria essa stessa un po’ smarrita.  Salvo che lo spirito artistico non conosce limiti ed il sorriso di un bambino vale tutti i sacrifici, e Mokhtar e suo figlio finiscono per presentare il loro spettacolo. Il regista non ha mancato di mettere in evidenza i meravigliosi paesaggi offerti dalle zone rurali dove è stato girato il film, nei pressi di Tamloul e Ghardous, nei comuni di Menaceur e Cherchell (wilaya de Tipasa) ad un centinaio di kilometri da Algeri.

Per la prima volta il regista Abdenour Zahzah nato nel 1973 a Blida (Algeria) propone un film di fantazia, ma che non è certamente gratuito. Senza dirlo, presenta molto bene ciò che vuole dire fare il burattinaio ovvero l’artista oggi come ieri, ma è anche una metafora dell’Algeria d’oggi. Garagouz è il nome locale per chiamare il teatro delle ombre, che è originario dalla Turchia e che è arrivato in nord Africa con gli Ottomani, ma oggi questo termine definisce il burattinaio in genere.

La musica del film è del siciliano Toti Basso. Il film è in arabo ed ha i sotto titoli in inglese ed in francese ed è prodotto dalla Laïth Media d’Algeri. Alla fine del mese di ottobre il film ha ottenuto il premio del pubblico del festival del cinema mediterraneo di Montpellier in Francia.

 

« Garagouz », Le courage de faire le marionnettiste

Le nouveau film de l’algérien Abdenour Zahzah

L’un des jeunes réalisateurs de documentaires algérien Abdenour Zahzah propose son nouveau court métrage Garagouz (Le marionnettiste). Le film de 25 mn nous propose le long voyage du marionnettiste Mokhtar et son fils Nabil, qui sillonnent les villages éloignés pour se produire dans les écoles. Sur ce trajet qui mène à une école retirée, l'artiste fait quelques rencontres, la première symbole de précarité, la seconde montre l'insécurité et le diktat des forces de! l'ordre, et la troisième est une rencontre avec le fanatisme religieux et l'obscurantisme qui voit tous les maux et démons du monde dans cette marionnette. A chaque rencontre, les narrateurs perdent des figurines : allusion à une perte de création et d'inspiration dans une Algérie elle-même un peu perdue. Sauf que l'esprit artistique ne connaît pas de limite et le sourire d'un enfant vaut tous les sacrifices, et Mokhtar et son fils finissent par donner leur spectacle. Le réalisateur n’a pas manqué de mettre en évidence les paysages naturels superbes qu’offrent les zones rurales de Tamloul et Ghardous, situées dans les communes de Menaceur et Cherchell (wilaya de Tipasa) à une centaines de kilomètres à l’ouest d’Alger.

Pour la première fois le réalisateur Abdenour Zahzah est né en 1973 à Blida (Algérie) propose un film de fantaisie, mais qui n’est certainement pas gratuit. Sans le dire il présente bien ce que veut dire faire le marionnettiste et l’amuseur d’enfants hier comme aujourd’hui. Garagouz est le nom locale pour appeler le théâtre d’ombre originaire de Turquie et porté par les Ottoman jusque dans les pays du Magreb ; mais ce terme définit maintenant 

le marionnettiste quelques soit la technique qu’il anime.

Le film est en arabe avec des sous titre en anglais ou en français et il est produit par la Laïth Media d’Alger.

Albert Bagno