Caritas offerte aiuti
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Un
impiegato bancario di Casaletto Ceredano ha voluto inviarci
il suo semplice racconto, volendo però rimanere nell'anonimato;
noi lo pubblichiamo rispettando la sua decisione.
Mentre stavo tornando a casa, percorrendo
a piedi il breve tratto di strada per raggiungere l'automobile,
incontrai un giovane che chiedeva di poter lavorare. Mi fermai
un istante ad ascoltarlo. Quando ebbi finito di ascoltare ciò
che lui aveva da dirmi, senza promettergli nulla, mi recai alla
Caritas di Lodi esponendo a loro la situazione. Loro mi garantirono
che l'avrebbero aiutato, dandogli nell'attesa di un'occupazione
un pasto caldo e un letto dove poter riposare dignitosamente.
Complimentandoci con questo impiegato, vi esponiamo ora la nostra
riflessione.
Quante volte ci siamo trovati di fronte a situazioni simili?
Come abbiamo agito?
Quando troviamo per strada il classico zingaretto che ci chiede
la carità come ci comportiamo?
Dargli un'euro o poco più risolve veramente la situazione?
Immaginiamo se tutte le volte che si presentasse a noi una situazione
del genere andassimo a segnalarla alle autorità preposte.
Immaginiamo se 1.000, 2.000, 10.000 persone agissero in questo
modo, se la maggior parte della gente si comportasse così,
secondo voi le cose cambierebbero?
Forse si, perché le autorità locali ne avrebbero
le scatole piene di tutte queste segnalazioni e le demanderebbero
alle autorità nazionali le quali a loro volta sarebbero
automaticamente sature da tutte queste segnalazioni, e sarebbero
costretti da noi stessi a modificare le carte in tavola.
Non crediamo sia giusto condannare a priori il consumismo e
il quieto vivere; non dobbiamo però farci stregare, non
dobbiamo però dar modo di credere a coloro che ci offrono
tutto ciò di essere in loro potere, di far pensare a
loro che tutto ciò ci basti, non dobbiamo spegnere la
voglia in noi stessi di progredire e crescere ogni giorno, ogni
minuto. Non dobbiamo sempre pensare che tutto ciò che
ci viene detto dai mass-media sia sempre giusto o vero come
ci viene propinato, dobbiamo imparare a valutare le cose con
la nostra testa.
In conclusione
vi proponiamo una massima del direttore di Progetto Positività.
Speriamo che l'uomo capisca che, è
meglio capire prima di imparare e non imparare senza preoccuparsi
di capire.
Se volete ulteriori delucidazioni su questa massima del nostro
Direttore, scriveteci; sicuramente sarà lieto di rispondervi.