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Franco Razzini è nato a Lodi nel 1930.
Appassionato di fotografia, partecipa a partire dal 1964 a concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo numerosi riconoscimenti. Mostre con le sue fotografie, pubblicate anche su quotidiani e settimanali, si sono tenute in Italia ed all'estero.
Nel 1970 ha fondato a Lodi, insieme ad Antonio Pallavera, il Fotoclub Barbarossa.
Nel 1977 ha ottenuto dalla Federazione fotografica internazionale la prestigiosa onorificenza E.F.I.A.P. (Excellence de la Federation Internationale de I'art photographique).
Tra i lavori piu importanti e da segnalare la pubblicazione dei seguenti libri: "Adda, fiume dell'uomo", realizzato nel 1975 in collaborazione con Antonio Pallavera; "Lodi tra "el punt de fer" e "'I punt de Ada"", realizzato nel l 978 per il Fotoclub Barbarossa, in collaborazione con Antonio Pallavera e Maurizio Ferré; "Lodi una piazza", realizzato nel 1982 in collaborazione con Riccardo Magnani.
Docente presso la sezione lodigiana dell'UNI TRE, ha realizzato inoltre numerosi lavori su diapositiva, con proiezioni sonorizzate in dissolvenza.
Nel mese di Aprile 1998, in occasione del Gran Premio del Cinquantenario Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, tenutosi a Ivrea, ha vinto il primo premio per la sezione bianco e nero e per la sezione reportage, con le sue fotografie realizzate nel decennio 1969-1978.
Vive e lavora a Lodi.

 

Estratto da
Quaderno 3
"FRANCO RAZZINI
fotografo lodigiano"
a cura della
Associazione
Monsignor
Luciano
Quartieri
1998



franco razzini franco razzini


E la vita continua
Lo si vede spesso girare per le vie e le piazze armato della sua macchina fotografica, pronto a cogliere al volo un volto, un'espressione, uno scorcio di città.Franco Razzini è idealmente un cacciatore di farfalle, il suo occhio eil suo cuore vedonociò che la gente comune non scorge e allora scatta il suo retino con cui la bella vanessa viene catturata per essere poi proposta alla gioia alla ammirazione del prossimo...
...Razzini pone l'uomo al centro del mondo, è sempre l'uomo il soggetto principale delle sue opere; costantemente la "lodigianità traspare evidente e sincera nelle visioni che l'obbiettivo cattura nel nostro territorio,

lodi

come pure l'umanità è protagonista quando lui scatta durante i viaggi che lo hanno prtato in ogni angolo della terra: da Formosa alla Germania, dal Portogallo all'Angola, dall'Inghilterra al Brasile, meritandosi premi e prestigiosi riconoscimenti anche internazionali....
...la creatura unana scorre sullo scenario del mondo attraverso le sue età, da tenero marmocchio fino alle canizie del vecchio, per poi ripresentarsi al termine del ciclo in una madre in attesa.
...riemergono dalla memoria ricorsi dimenticati, capita di provare sensazioni nuove. E' la bravura di un fotografo, è la differenza fra un lavoro qualsiasi fatto senz'anima e un lavoro fatto invece col cuore

Giovanni Devecchi
Da un articolo pubblicato su
"il Cittadino"
.

 

 

Piccolo mondo Antico
...C'è un vago senso di approdo nella piazza di Lodi, come se il Tempo vi sostasse nel suo pellegrinare.
la piazza di lodi ...Il mi atteggiamento istintivo davanti all'arte della fotografia è simile a quello che mi ispira la pittura:ne ignoro i segreti tecnico-formali; ne ricavo suggestioni spiegabili soltanto per affinità elettive. le immagini di Razzini evocano quel piccolo mondo antico che resiste nella piazza Maggiore di Lodi.
Una macchietta felliniana, appoggiata alle transenne del sagrato, con le scarpe fradice e slacciate: un volto uscito da una canzone di Jannacci.Un madonnaro e la curiosità dei bambini...
...Le piogge d'aprile e la stagione della nebbia, quella che più si concilia con l'anima autunnale della piazza...

Andrea Maietti
Da un articolo pubblicato su
"Il Cittadino"



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