
E
la vita continua
Lo si vede spesso girare per le vie
e le piazze armato della sua macchina fotografica, pronto
a cogliere al volo un volto, un'espressione, uno scorcio
di città.Franco Razzini è idealmente un cacciatore
di farfalle, il suo occhio eil suo cuore vedonociò
che la gente comune non scorge e allora scatta il suo retino
con cui la bella vanessa viene catturata per essere poi
proposta alla gioia alla ammirazione del prossimo...
...Razzini pone l'uomo al centro del mondo, è sempre
l'uomo il soggetto principale delle sue opere; costantemente
la "lodigianità traspare evidente e sincera
nelle visioni che l'obbiettivo cattura nel nostro territorio,
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come pure
l'umanità è protagonista quando lui scatta durante
i viaggi che lo hanno prtato in ogni angolo della terra: da
Formosa alla Germania, dal Portogallo all'Angola, dall'Inghilterra
al Brasile, meritandosi premi e prestigiosi riconoscimenti
anche internazionali....
...la creatura unana scorre sullo scenario del mondo attraverso
le sue età, da tenero marmocchio fino alle canizie
del vecchio, per poi ripresentarsi al termine del ciclo in
una madre in attesa.
...riemergono dalla memoria ricorsi dimenticati, capita di
provare sensazioni nuove. E' la bravura di un fotografo, è
la differenza fra un lavoro qualsiasi fatto senz'anima e un
lavoro fatto invece col cuore
Giovanni Devecchi
Da un articolo pubblicato su
"il Cittadino".

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Piccolo
mondo Antico
...C'è un vago senso di approdo nella piazza
di Lodi, come se il Tempo vi sostasse nel suo pellegrinare.
...Il mi atteggiamento istintivo davanti all'arte della fotografia
è simile a quello che mi ispira la pittura:ne ignoro
i segreti tecnico-formali; ne ricavo suggestioni spiegabili
soltanto per affinità elettive. le immagini di Razzini
evocano quel piccolo mondo antico che resiste nella piazza
Maggiore di Lodi.
Una macchietta felliniana, appoggiata alle transenne del sagrato,
con le scarpe fradice e slacciate: un volto uscito da una
canzone di Jannacci.Un madonnaro e la curiosità dei
bambini...
...Le piogge d'aprile e la stagione della nebbia, quella che
più si concilia con l'anima autunnale della piazza...
Andrea
Maietti
Da un articolo pubblicato su
"Il Cittadino"

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