Heston Blumenthal

14/03/2013

Chiedetegli un toast e probabilmente vi servirà molecole di pane tostate a -275°C accompagnate da prosciutto idrosolubile.
Un pazzo?  un genio?
E' Heston Blumenthal, ovvero uno dei migliori chef del mondo secondo “gli esperti”.
Il suo primo ristorante, il “Fat Duck” é addirittura stato premiato come miglior locale del mondo.
3 stelle michelin.
Ed io non riesco a capacitarmene.

Per un appassionato di cucina, cenare da Blumenthal deve sicuramente essere un’esperienza interessante e divertente, un po come per un appassionato di automobili visitare le scuderie Ferrari.
Eppure io non riesco a vedere altro che una cucina irreale, artefatta e triste come un gioco di magia del mago Casanova.
Giusto per citare un paio di piatti che hanno reso famoso il “Fat Duck”: il suono del mare: un piatto di vetro con un fondo di finta sabbia, fatta con farina di tapioca.  Schiuma marina realizzata con brodo di alghe, il tutto accompagnato da una conchiglia, all’interno della quale si trova una iPod nano che riproduce il frangere delle onde.   Si, ma cosa si mangia??!   ah, già.. dimenticavo..  sul piatto ci sono anche 3 pezzi di sashimi (tonno, sgombro ed ippoglosso).  NO COMMENT.

Zuppa di finta tartaruga con il thé del cappellaio matto: qui faccio persino fatica a descriverla.  Praticamente é una accozzaglia di “cose che in realtà non sono quel che sembrano”. Un uovo che in realtà non é un uovo, un orologio che in realtà é un brodo concentrato, etc…   MMMAAHH….
Poi ci sono in rete altri articoli sensazionali sul gelato al gusto di uova e bacon, all’hamburger di cellule staminali, etc..   roba che neanche vorrei assaggiare.
In Italia Heston Blumenthal é conosciuto per il suo programma “cucina impossibile”  (il nome é alquanto azzeccato). Lo guardavo giusto qualche sera fa.
Sua maestà Blumenthal viene convocato dalla direzione della British Airways per risolvere un annoso problema che affligge ogni buon inglese che si rispetti: la qualità del cibo sui voli di linea.
Lo chef scopre innanzitutto, con suo grande stupore, che il cibo non viene cucinato sull’aereo ma viene preparato a terra e successivamente riscaldato (vai Heston, inizi alla grande!).
Le hostess di volo spiegano a Blumenthal che il cibo é di ottima qualità se si considerano tutte le difficoltà dovute alla  logistica ed all’angustia degli spazi  (un aereo di linea non é la cucina del Fat Duck).
Ma a Blumenthal poco glie ne frega; lui é un genio e quindi deve fare cucina molecolare anche a ventiseimila piedi di altitudine.  Propone quindi saggiamente un pranzo di ben tredici portate.
Come finisce il tutto? semplicemente nel nulla…
Assodato che le proposte del povero Heston sono assurde ed inattuabili, lo stesso si limiterà poi a preparare un semplice sformato da riscaldare in forno.
Voglio forse convincervi che Heston Blumenthal é il demonio?
Assolutamente no.
Ammiro l’intraprendenza, l’inventiva e la passione di questo chef.
Senzaltro Blumenthal é uno che traccerà un pezzo di storia della cucina. Uno chef che ha il coraggio di creare invece che replicare.
Però voglio dirlo francamente: “Heston é inutile che continui ad invitarmi ai tuoi ristoranti. Non ci vengo. Ai tuoi piatti preferisco mille volte le tagliatelle di Rina Poletti”.

Golosometro
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