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Presentazione
Il
presente racconto é imperniato sul tema della corsa, intesa
sia come disciplina sportiva, sia come metafora dell'esistenza.
Andrea, il protagonista, comincia a correre da ragazzo e sia appassiona
sempre più a questa specialità, che gli dà
modo di conoscere meglio se stesso e gli altri. Il suo sogno, comune
del resto a tutti gli atleti che praticano il fondo, è la
maratona. La vita di Andrea è quella tipica di tanti adolescenti,
piena di alti e bassi, di amicizie e problemi sentimentali, di impegni
legati allo studio.
Finché un giorno, una visita medica specialistica lo precipita
in una nuova dimensione: i dolori che aveva avvertito tempo prima
ai piedi sono i sintomi di una malattia che lo priverà dell'uso
delle gambe. A questa terribile sentenza è legata la scomparsa
del padre del protagonista, già in crisi depressiva dopo
il licenziamento da parte della sua ditta. L'esistenza di Andrea
è così doppiamente sconvolta, con conseguenze pesanti
in ogni ambito. Eppure, a poco a poco, dopo il ritorno del padre,
grazie all'aiuto dei familiari, dell'amico Nick, di altre persone
che gli vogliono bene, Andrea riuscirà a risalire la china,
ad uscire da una forte crisi depressiva, ad accettare la nuova condizione
di invalidità. Tornerà, in una parola, ad amare la
vita.
Se condizione adolescenziale e handicap sono i due temi fondamentali
del racconto, il taglio autobiografico ( il protagonista parla in
prima persona ) e la partizione della narrazione in 'chilometri'
( 42, come per la maratona ) servono a suggerire il significato
metaforico della corsa-esistenza che ogni uomo deve affrontare per
giungere alla meta. Come per i maratoneti, arriva per ciascuno un
momento critico, in cui tutto sembra perduto e tutto può
essere ritrovato. A condizione di credere veramente in quello che
si fa e di lasciarsi guidare da chi ci vuole bene.
Penso che oggi, in un clima di violenza diffusa e di disprezzo della
vita, sia molto importante ribadire una fondamentale fiducia nell'esistenza,
nella positività di ogni esistenza.
E' quanto ho cercato di far trasparire in questo racconto.
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Incomincia
così...
Quando
ho cominciato a correre ?
Tra i 12 e i 13 anni, una primavera.
Perché ?
Per puro caso.
Si comincia…, così, un giorno, la data non importa,
la nostra storia non ha tregue e guerre ufficiali che si sa bene
quando , come e perché iniziano e perché finiscono
( salvo poi ricominciare). Questa storia, la mia storia, è
iniziata: ecco l'importante. Non so quando finirà davvero:
io so soltanto che sto ancora correndo, come voi, credo, e come
tutti.
Ciao ( e buona corsa ).
P.S. Le cose che scriverò riflettono quasi sempre il mio
punto di vista attuale, più saggio ( lo spero, almeno ),
di quello che avevo al tempo dei fatti raccontati.
Ah, dimenticavo: mi chiamo Andrea, ho due genitori fantastici e
una sorella bellissima, degna del nome che porta, Elena.
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