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Trama
In " Una
vocazione pubblicitaria ", che vuole essere un discorso critico sul
fenomeno pubblicitario, l'autore intende sviluppare nel lettore la coscienza
dei suoi diritti-doveri come cittadino e come consumatore, al di là
delle facili generalizzazioni e dei luoghi comuni.
Questo racconto
quasi autobiografico tenta, quindi, di approfondire sia l'aspetto tecnico
sia i risvolti umani e psicologici del lavoro pubblicitario.
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Inizia
così......
UNA VOCAZIONE CONTRASTATA
E' proprio vero: a dar retta a certe mamme i contadini, i fornai, i falegnami,
gli operai e i ... pubblicitari sarebbero scomparsi da un pezzo. Figure
superate, ormai, dall'incalzare della civilta! Vivremmo così in un
mondo di "colletti bianchi", come in un enorme ufficio, con le carte in
buon ordine sui tavoli, le matite perfettamente temperate, le poltrone girevoli
in pelle. Povera mamma! Anche lei, come qualsiasi mamma ragionevole, nutriva
per me progetti ambiziosi: ingegnere, avvocato, medico. Ed io, per lungo
tempo, fui vittima del suo "infallibile" istinto materno: liceo classico,
due anni di università (economia e commercio). Poi, all'improvviso,
la perfetta architettura si incrinò; qualcosa, al suo interno, non
aveva funzionato.
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