|
ENZO
CARLI
L'arte
antica e quella moderna comunicano a me le stesse emozioni.
Sono diverse per linguaggio e forma, ma uguali per l'attrazione
che esercitano.
Ogni
artista vero, in ogni epoca, pur rivelando contatti con
gli artisti precedenti, poi cammina secondo la propria
cultura e il proprio talento, ponendo sempre avanti l'uomo,
che e dovunque, anche quando non appare, magari nascosto
anche tra le bottiglie di Morandi.
Ma
a me riesce arduo cogliere nella pittura il dramma dell'uomo
contemporaneo, pur sapendo che ogni artista vive il suo
dramma in rapporto al suo tempo: in quanto scolaro di
Marangoni e di Ragghianti, io rimango attento soprattutto
piu ai valori formali che a quelli contenutistici.
La
pittura deve possedere il requisito della bellezza, della
sapienza, quale che ne sia il contenuto. Può anche riflettere
la situazione drammatica dell'uomo di oggi, ma si tratta
della drammaticità dell'uomo di tutti i tempi.
L'esperienza
mi ha insegnato che nella buona pittura c'e sempre un
forte impulso romantico che scaturisce dalla liberta interiore
e dalla forza creativa che l'artista possiede, come romantica
è la pittura di Ugo Maffi.
Una
pittura che attualmente ha per contenuto il tema delle
barche, delle partenze, degli approdi, dei ritorni: una
pittura, quella di Maffi, colma di poesia e che mi ricorda
quel vascello leggero di cui parla Dante.
E
mi ricorda anche scenari popolati di angeli, infatti vi
e qualcosa di angelico in questi paesaggi con le barche
che solcano l'Adda, specialmente di notte, vascelletti
leggeri e bianchi guidati dall'angelo del bene e non da
quello della morte.
Quest'angelo
che guida il vascelletto del purgatorio, non è certamente
Caronte dagli occhi di bragia, ma dal solcare questo fiume
notturno nasce una sensazione di speranza: piccole barche,
le sue, bianche e quasi senza forma, appena da ricordare,
come i suoi disegni, un volto, una mano, un drappo, un
fiore.
Guardo
questa pittura moderna di Maffi con lo stesso amore con
cui guardo gli antichi, Simone Martini o Caravaggio: importante
è che ciascuno sia se stesso, brilli di luce propria,
come un astro.
Le
ultime tele che ho visto continuano nel loro sentiero
di bellezza, con un contrappunto di cieli che paiono discostarsi
dalle partenze fantasiose e dai ritorni deludenti delle
barche, ma che rimangono - sotto 1'aspetto formale - delle
stupende pagine di poesia. A uno come me, a cui la forma
lirica appare; come il supremo dei valori, non rimane
che esaltare la coerenza del suo discorso pittorico e
la lucidità della sua fantasia eapressiva.
Mi
dicono che attualmente Maffi voglia dipingere solo 1'assenza
delle cose, avvicinandosi così al pensiero negativo dei
filosofi o alla fantasia musicale dei poeti di cui parlava
Davide Maria Turoldo.
Questa
nuova essenzialità di Maffi potrebbe essere dipinta con
dei colori leggeri che si espandono senza spazialità ma
vibranti come epidermidi viventi e forse doloranti. Segno
di speranza che si manifesta come una luce chiaramente
aurorale. In questo sta il faticoso procedere della ricerca
di Maffi che partito da colori tenebrosi, squarciati da
brevi vibrazioni luminose, e approdato in queste sue ultime
opere ad una nuova chiarità. Ed anche le sue barche non
sembrano più navigare sulle acque trasparenti dell'Adda
ma si sono fatte leggere, idee di barche piu che di barche
reali, che adesso, illuminate dal sole, navigano in un
infinito cielo immaginario.
|
|