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Spesso mi
chiedi: chi sono per te?
Penso al finto muro dell'età, a cos'è
quel bene asciutto che di fragilità
e mistero è fatto, alla libertà
che ti incatena a esistere come vuoi,
per me lontana eco, quasi un'ormai...
Sei la mia quieta, sospesa follia,
niveo riflesso di trasparenze, di malinconia.
Ti galoppano nuvole nel cuore
e fermi
le più sottili e caste nella tua arte;
mi sei tutore, quando non si rovescia la parte
ma nell'assedio d'ombre, diversamente, inermi.
Siamo le prede - Ugo - delle nostre esche perfette
lanciate in giocoso disincanto, quando
dallo smeraldo d'Adda riemergono solette.
Maurizio
Meschia
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