HOME
CERCA
ACQUISTI

ugomaffi@nautilaus.com

HOME

XILOGRAFIE,
OPERE SU CARTA

17 / 30 SETTEMBRE 1998

LODI
ARCHIVIO STORICO

Ugo Maffi: lontano da dove

Ci siamo incontrati nel mio disordinato ufficio, dopo un equivoco sul luogo dell'appuntamento. Dinoccolato, con la distanza giusta - supplettiva - data dagli occhiali e poi una cartella di xilografie e un paio di libri.
Sono ormai presbite, anche se non ancora vinto dallo stato dei miei coni e bastoncelli, e sono stato attratto ovviamente dall'impaginato più piccolo, dal titolo "Dormitemi accanto - fogli e colori".
La conversazione si svolge a scatti, le pause rimandano ad altri linguaggi, come so con ogni pittore che conosco.
Penso abbia a che fare con la solitudine dei fogli.
Mi chiede di superare la mia ritrosia, per sua fortuna penso a vincere la mia pigrizia.
Farò, non avendo altre chances, come i memici alla corte imperiale dell'antica Cina: interpretare i sintomi delle malattie dalla sola lettura delle mani. Non ho molto di più ma non dovrò risponderne con la vita, come richiedeva lo sbrigativo sistema cinese.
Dormitemi accanto e un bel titolo.
Rimanda ad una forma di attenzione passiva, di irresponsabilità e di gioco.
Come i raffinati trucchi ed artifici che vedo nell'impaginato delle xilografie. trucchi per gli occhi messi in scena dalle mani, pura scenografia a tratti, come deve essere la pittuta, almeno nel suo versante laico.
Esiste sempre un richiamo naturalistico, anche se ogni tanto appena accennato; più libero nelle xilografie, per la potenza evocativa delle trasparenze, che, per la materia un poco più sorda, negli olii.
Fosse staccato questo legame forse verrebbe anche meno del tutto il senso del far pittura per Maffi: questo richiamo non puo più staccarselo dalle mani.
Sarebbe però interessante vederlo alle prese con una pittura completamente slegata dalle cose. In fondo questo suo essere così e non altrimenti lo dice lo stesso Maffi nel verso "dopo la notte si riparte per un nuovo approdo" la cui verità sta nei due versi precedenti che recitano cosi: "Ora non so se la barca bianca sara un momento di pace, ma quella barca che insistentemente appare di chi è e dove vuole andare? E in questo luogo oscuro, appena dopo la riva, che si forma una tana tra il foglieto".

ROBERTO MAURI
Direttore Museo Civico Di Lodi

Giuseppe Cremascoli
Bologna, Università degli Studi

Ogni percorso è culla di un mistero, per quel che riserva di ignoto e di imprevedihile a chi lo compie sentendo in sé le suggestioni di ogni vera o immaginata presenza. E' da supporre che esperienze di questo tipo siano, per un artista, consuete e vissute con partecipazione totale, come abhraccio con la realtà e la natura, sempre in attesa di essere trasfigurate nel prodigio dell'opera d'arte. Seguo questo pensiero mentre ammiro le xilografie di Ugo Maffi... ...La raffinata tecnica e l'interferire senza posa dei colori e dei mondi evocati conduce lo sguardo in luoghi e spazi senza tempo, che assumono profili sempre nuovi e cangianti di boschi, isole, anfratti, dai misteriosi e imprevedibili approdi. "Dopo la notte si riparte per un nuovo approdo", ha appena scritto Ugo Maffi, in un'elegante raccolta di testi che riecheggiano - penso - i motivi ispiratori della sua arte. Notte, ripresa del viaggio e del sogno e, infine, approdo, come avviene in ogni percorso della vita e dell'anima. Contemplando le xilografie, l'impressione fondamentale e quella del susseguirsi incessante di realtà vaganti nel cosmo, destinate a prendere vita in forme diverse, in incontri senza fine tra loro stesse e con l'uomo, mutando le stagioni, come avviene delle opere e dei giorni. Gli oggetti, in queste creazioni del Maffi, si fanno ora filiformi ora massicci, in un concesto di colori che continuamente muta, come per riflettere l'infinita varietà del cosmo e dei frammenti che ne occupano ogni recondito spazio, fonte di eterno stupore per lo sguardo smarrito dell'uomo. Un rappor- to speciale sembra esistere tra alberi ed acque, in richiami di ogni tipo, in riverberi di forme e di ombre immote o forse vaganti, come è in ogni aspetto del misterioso intrico in cui da sempre esplode la vita. Alberi e corsi d'acqua animano da sempre l'ispirazione artistica del Maffi, che vede in essi l'eterno germoglio del vivere e il lento fluire delle stagioni e dei tempi, in cui si compiono i giorni brevi e dolenti della vita dell'uomo. Al di sopra, da spazi misteriosi e lontani, il cielo sembra velare ogni cosa, esplodendo il sole o nel lugubre manco di nubi e di nebhie che avvolge la nostra terra opima e silente. Non per nulla in una recente antologia alcune opere del Maffi, sintesi delle sue creazioni artistiche dal 1965 al 1998 per la mostra del giugno scorso a Codogno, sono adunate sotto il titolo "L'uomo, il fiume, le nuvole", nel catalogo ove si ammira, in coperrina, il trittico che rappresenta "La luna dell'inverno", con rispondenze di spazi e temi accolti nel sopore della natura addormentata e spenta. Torno alle xilografie e proseguo, trepidante, nel mio sforzo di interpretazione, ponendo l'accento su una serie di contrasti da cui sento ispirato l'artista, che colloca forme e immagini in contesti fortemen- te segnati da alternanze fra bagliori e ombre, evocando in questo modo i volti della realtà che ci circon- da, mutevole e oppressa da enigmi. Un velo di mistero avvolge i profili di mondi delineati con segni e richiami, percorrendo i luoghi da cui essi improvvisamente balzano, occupando spazi forse gia visitati da ombre in dileguo, assorbite da realtà vive solo ormai nel ricordo. Ma l'occhio incontra anche volti raggiunti dal sole, rami tra cui si annida la vita e lembi di cielo che riescono a dar luce ai percorsi che attendono il passaggio dell'uomo, pellegrino in ogni parte del pianeta in cui trascorre i suoi giorni. Bagliori e ombre, percorsi e approdi, chiarità e mistero si incontrano e interferiscono in queste opere del Maffi, ove si ritrovano in nuove e diverse espressioni messaggi proposti in varietà di prospettive e nell'intento di mostrare la ricchezza delle possibilità di evocazione a cui l'arte conduce. Non ho alcuna pretesa, non dico di aver esaurito, ma neppure di aver colto l'essenza dei significati e delle suggestioni di cui le xilografie della mostra possono essere tramite. Il tentativo di capirle e di accostare, sia pur da lontano, il loro intimo segreto ha costituito, però, un'esperienza affascinante per me, un percorso non consueto, in cerca di nuove tracce da porre sulla piccola mappa ove si annotano gli incontri di cui e costellata la vita. Fra tante ombre sono questi i segni della luce che verrà.

CLIKKA SULLE IMMAGINI

TESTIMONIANZE

VIETATA LA RIPRODUZIONE PARZIALE O TOTALE CON OGNI MEZZO DISPONIBILE AL MOMENTO ED IN FUTURO
© MICROCHIP srl 2000 - 2001