Fuga da Monkey Island

11/01/2011

Il quarto capitolo della serie Monkey Island coincide con un nuovo radicale cambiamento:
l’avventura grafica passa dal 2D al 3D.

NEL PRONDO DEI CARAIBI… MELEE ISLAND! DI NUOVO!!!

Dopo il matrimonio tra Guybrush e Elaine dove potevano andare a vivere i novelli sposi se non nella magione dalla famiglia Marley sull'isola di Melèe?

Come ci si poteva aspettare il lungo viaggio di nozze termina purtroppo con un rientro non proprio felice. Infatti, arrivati al molo, la coppia scopre di esser stata data per morta e quindi tutte le loro proprietà sono state vendute. Inoltre sono già in arrivo i macchinari per la demolizione della casa.

Mentre Elaine si appresta a sistemare la parte burocratica della faccenda toccherà al nostro simpatico pirata trovare il modo di bloccare l'avanzata delle macchine distruttrici (catapulte).

Da qui inizierà effettivamente la nostra storia che ci porterà a scoprire il mistero che si cela dietro a tutti questi eventi, e potete contare che sotto sotto ci sarà la mano di un nostro caro vecchio arcinemico insieme al più grande mistero di sempre: il tesoro di BigWoop

Il motore grafico è un'evoluzione di quello visto in Grim Fandango (altra fenomenale avventura targata Lucas) ma in questo caso non sembra adeguarsi perfettamente allo stile originale della serie.

Sebbene sembra sia stata seguita una certa cura nel design degli scenari, i modelli poligonali risultano poco particolareggiati.

Pessimo lavoro sopratutto nel creare i personaggi, sia quelli comprimari, ma sopratutto quelli principali che risultano più poveri che mai e dal design poco azzeccato.

Purtroppo vedremo un Guybrush anonimo e inespressivo, affiancato da una schiera di personaggi-manichino. Un gran peccato per un titolo che doveva portare la svolta dal 2D al 3D.

"GIRA A DESTRA!"

Ereditato anch’esso da Grim Fandango, il sistema di controllo è affidato alla tastiera. Questa configurazione aveva già mostrato dei limiti, rendendo molto scomodo continuare a girare nelle varie zone dove era facile incastrarsi tra le “barriere invisibili” dello scenario.

A questo punto avremmo preferito il classico sistema “punta e clicca” che per il momento rimane insuperabile in un'avventura grafica.

Il comparto sonoro risulta sempre curatissimo e pieno di pezzi di alta qualità.

Tra le reinterpretazioni dei brani storici trovano spazio musiche nuove di zecca che non alterano la magia del tempo passato ma, anzi, la arricchiscono siglando lo stile unico che ha sempre contraddistinto i giochi di questa serie.

Purtroppo il parlato, come nel capitolo precedente, ancora una volta non risulta degno di nota.

LE FUTURE ISOLE DEI CARAIBI

C'è qualcosa che proprio non torna in questo quarto capitolo, ed è una sensazione che si avverte nell'aria già dalle prime battute di Escape From Monkey Island. Forse inizialmente non si riesce a rendersene conto perché si viene distratti dal piacere di ritrovare i vecchi eroi di sempre, ma presto si intuisce che tutto è cambiato.

Gli sceneggiatori hanno avuto la malaugurata idea di voler attualizzare totalmente il mondo di gioco con una serie di elementi “estranei” che pian piano diverranno il fulcro dell'ambiente. Si è infatti passati dal caratteristico paesaggio piratesco alla più banale e attuale ambientazione turistica, trasformando il tutto in un grosso parco divertimenti di serie B.

Mirko Di Pasquale di gamesearch.it
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