Half Life 2

16/03/2012

Dopo uno sviluppo lungo e tormentato (durato cinque anni) ad opera di Valve Software Corporation, esce nel novembre 2004 Half Life 2; pensato inizialmente per Pc Windows, nel 2005 fu trasportato su Xbox (in modo assai deludente e tormentato da continui rallentamenti). 
Il secondo capitolo della saga di Half Life (il primo, che con l’allora più famoso Quake aveva molto in comune, a partire dal motore grafico, è del 1998) ottiene immediatamente uno straordinario successo di pubblico (vendendo in un paio di anni oltre 4 milioni di copie) e di critica, vincendo numerosissimi premi come miglior gioco. 

Pur avendo anticipato di alcuni anni gran parte di quello che oggi, in materia di FPS, può dirsi ormai consolidato, Half life 2 rimane tuttavia modello insuperato per la capacità degli sviluppatori di conciliare, alla potente struttura narrativa e scenografica, un gameplay complesso e nello stesso tempo intuitivo, dinamico e credibile. 
Merito anche di un motore fisico che conferisce al mondo di gioco tutta la pesantezza dei suoi materiali, la differenza strutturale tra legno, ferro o cemento,  la naturalezza realistica del loro coesistere e muoversi nello spazio, cadere, rotolare, impilarsi, scivolare, galleggiare nell’acqua, fare da leva e contrappeso per azionare meccanismi precisi e sofisticati.

Lo scienziato Gordon Freeman, guidato dalle indicazioni del misterioso G-man, scende dal treno e bastano pochi passi nella stazione di City 17 per respirare la tensione sospesa nell’aria, la minaccia silenziosa che giace sotto la coltre di apparente tranquillità; e noi attraverso i suoi occhi comprendiamo lentamente tutto lo spavento conseguente alla caduta di Black Mesa (descritta in Half Life) , in cui l’incidentale apertura di uno squarcio dimensionale aveva attirato sulla terra alieni conquistatori.  
La città-prigione  militarizzata, l’esercito dei Combine armato nelle strade ( i Combine sono ibridi umani–alieni che respirano attraverso una specie di maschera antigas),  la gente vestita tutta uguale,  il dissenso pagato con la morte come in un cupo incubo orwelliano, le telecamere di sorveglianza, o i megaschermi che enunciano la parola del dittatore Wallace Breen (ex amministratore delegato a capo degli esperimenti nella stazione scientifica del New Mexico e ora alleato dei conquistatori), sono alcuni dei principali elementi che compongono l’opera di Valve.

Ma nascosta tra i palazzi, tra le cieche caserme di cemento che ricordano l’archetipo totalitario di una qualche città dell’est europeo anni sessanta, nei vicoli stetti e sporchi, negli angoli di cortile dove arrugginisce un parco giochi abbandonato, al riparo dell’occhio vigile della dittatura freme la scintilla della rivolta.
Ben presto Gordon si unisce alla resistenza, pochi individui determinati cha hanno come simbolo una lettera greca, una lambda gialla (la λ e' il simbolo che identifica l’Half Life, cioè la costante del periodo di decadimento di un atomo radioattivo).
Gordon ha una missione, un obiettivo per riparare all’errore di un tempo, tornare a vivere.
Insieme ad Alyx Vance (la nostra compagna di viaggio, personaggio carismatico, splendidamente realizzato e caratterizzato)  attraversiamo un mondo vario e ben realizzato,  scivolando su un fiume al tramonto, esplorando una prigione, un villaggio notturno infestato di zombi, oppure pinete di montagna, miniere e altro ancora.

Francesco Di Jorio di Gamesearch.it
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