Assassin's Creed: Revelations

16/03/2012

Sicuramente annoverato fra i titoli più attesi di questo intenso fine 2011, Assassin’s Creed: Revelations promette di chiarire tutto quello che non era stato ancora svelato sui protagonisti dell’intrecciata trama marchiata Ubisoft. Altair ed Ezio : due Assassini, un unico destino.

CIO’ CHE DIETRO CI SIAM LASCIATI

Come gli appassionati della serie sapranno, Il capitolo precedente era terminato con un colpo di scena. Per non perdere del tutto la ragione, l’Assassino odierno, al secolo Desmond Miles, viene salvato dall’Animus nel proprio cuore, che lo mantiene in una sorta di stasi. Il nostro compito sarà ora quello di rivivere ancora una volta i panni del nostro antenato Ezio Auditore, decine di anni dopo la Caduta dei Borgia, nel suo viaggio in Terra Santa.

COSTANTINOPOLI, LA FINESTRA SU DUE MONDI

Ciò che ci ritroveremo davanti sarà un Ezio più vecchio, appena giunto a Masyaf, là dove tutto era cominciato, per noi e per Altair. Al di là dell’accoglienza non troppo amichevole verremo a sapere di cinque mistiche chiavi che danno l’accesso alla Biblioteca di Altair, ritenuta custode di un importante segreto. Le nostre vicende si districheranno nella Costantinopoli del XVI Secolo, in quegli anni divisa per religioni, usanze e occupazione.

PERO’,  SI TIENE IN FORMA, PER LA SUA ETA’!

Uno dei punti di forza di Assassin’s Creed: Revelations è sicuramente il parkour, da sempre abilità di tutti gli assassini e di certo una delle sfaccettature più affascinanti di tutta la serie. Anche in quest’avventura, Ezio, nonostante i suoi cinquant’anni suonati, non si tirerà indietro dal buttarsi giù da torri, palazzi e balconi, dall’ utilizzare paracadute o dal farsi scorrere su funi mediante un rampino. I combattimenti faccia a faccia, sono un altro fiore all’occhiello della serie: spade, martelli da guerra, asce, pugnali…l’arsenale del nostro Assassino è di primo livello, in più la sua maestria nell’utilizzare ciò che ha a disposizione è davvero entusiasmante anche ad un occhio non giocante. Inoltre, l’intelligenza artificiale dei nostri nemici rispecchia molto bene anche la loro gerarchia negli eserciti militari: avremo infatti soldati semplici, non troppo complicati da sconfiggere, e Giannizzeri che prima di crollarci ai piedi ci faranno sudare ben più di sette camice. Tutte queste straordinarie abilità tecniche sono contornate dalla costante grafica di alto livello che Ubisoft ci offre ad ogni uscita, il cui complesso non fa altro che annoverare questo terzo capitolo della saga di Ezio Auditore fra i titoli più spettacolari dell’anno e non solo.

Amedeo Bricchi di Gamesearch.it
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