Bioshock

08/11/2010

Sviluppato da 2K e uscito inizialmente per Xbox 360 e PC nell’estate 2007 (pubblicato su Playstation 3 più di un anno dopo) Bioshock è un FPS classico nelle meccaniche di gioco e nel sistema di crescita del personaggio, ma assolutamente innovativo per l’attenzione profusa dagli sviluppatori nella fase di script della sceneggiatura, a differenza di una generalizzata disattenzione per la “storia” a scapito dell’ “azione” che si riscontra in troppi giochi del genere.

RAPTURE

È una notte degli anni 60 e l’aereo di linea sul quale stiamo viaggiando alla volta dell’Inghilterra precipita per un’avaria nel bel mezzo dell’oceano Atlantico. Ripresa conoscenza, tra le onde nere e i pezzi di lamiera infuocati, ci trasciniamo a nuoto verso una specie di faro, una strana costruzione nel bel mezzo del nulla. Entriamo e la cabina di un ascensore ci porta per centinaia di metri in fondo all’oceano.

Rapture è un'immensa città sottomarina segretamente costruita nel 1946, alimentata dall’energia termica di un complesso di vulcani sottomarini e rifornita di ossigeno dalle migliaia di piante coltivate in enormi serre. Fondata dal magnate Andrew Ryan, Rapture era stata progettata come una grande utopia, una città in cui ogni repressione autoritaria e moralismo politico e religioso sarebbero stati banditi. Gli scienziati e artisti scelti da Ryan per abitare Rapture, le menti più illuminate del pianeta, slegati finalmente da impedimenti etici, religiosi o politici, avrebbero potuto esplorare liberamente la mente umana verso il progresso illimitato.

Ma qualcosa del sogno di Ryan è andato storto: quando le porte dell’ascensore si aprono, troviamo una città in rovina, distrutta e arrugginita, in preda al caos e alla guerra civile. I Ricombinanti (che una volta erano i cittadini di questa città sommersa) si aggirano allucinati e pericolosi alla ricerca di Adam, una sostanza di potenziamento genetico prelevata da una lumaca che vive a quelle profondità e che crea forte dipendenza.

UN’AMBIENTAZIONE UNICA

L’ambientazione degli arredi tipica degli anni 50, mescolata alle incrostazioni e alla ruggine causata delle infiltrazioni d’acqua , il blu tremolante dell’oceano al di là delle vetrate invase dalle alghe, i giochi di luce e ombre, le insegne al neon, il realismo dei riflessi, la musica gracchiante dai vecchi fonografi, i manifesti pubblicitari con il tipico design d’epoca, tutto questo e tanto altro concorre a fare di Bioshock un gioco dall’ambientazione unica e suggestiva, con una capacità straordinaria e quasi ipnotica di immergere il giocatore.

LE SORELLINE

Per i corridoi bui e umidi di Rapture, oltre ai ricombinanti, si aggirano delle bambine scalze, pallide, con gli occhi gialli e un enorme siringa in mano. Cavie di un esperimento, con una lumaca di Adam impiantata nello stomaco, la sorelline hanno un unico scopo: risucchiare l’Adam dai cadaveri.

Essendo contenitori ambulanti della preziosa droga, ed essendo quindi continuamente attaccate dai Ricombinati, ciascuna bambina ha una guardia del corpo personale, il Big Daddy, chiusa in un enorme scafandro di metallo e con una trivella rotante sul braccio.

Una volta incontrata una Sorellina, possiamo decidere di lasciarla stare (nel qual caso anche il Big Daddy lascerà stare noi) oppure di attaccare.

Eliminato il Big Daddy, un’impresa che si rivela tutt’altro che facile, sta a noi decidere se uccidere la Sorellina, prelevando dal suo cadavere una grande quantità di Adam oppure salvarle la vita liberandola dalla lumaca e prendere solo una piccola quantità di droga, rinunciando così a buona parte del nostro potenziamento e delle abilità che ne derivano.

E’ bene sapere che il destino a cui manderemo incontro le Sorelline (oltre a costituire una difficile scelta morale) non influirà solo sul gameplay: a seconda delle scelte fatte saranno infatti sbloccati diversi finali del gioco.

Francesco Di Jorio di Gamesearch.it
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