Grand Theft Auto IV

27/07/2010

Ogni volta che esce un nuovo episodio di Grand Theft Auto si riaccendono le polemiche sulla violenza nei videogiochi. Come sempre però i ragazzi della Rockstar non hanno badato alle critiche e hanno continuato per la loro strada dando libero sfogo alla creatività.

Ma questo GTA IV, disponibile per Xbox 360, Playstation 3 (versione provata) e PC, è davvero un videogioco?

IL PAESE DELLE OPPORTUNITA’

Il protagonista di Grand Theft Auto IV è Niko Bellic, un uomo originario dell’Est Europa, venuto in America per riabbracciare il cugino Roman e per sfuggire da un passato fatto di povertà, sangue, dolore e violenza.

Tuttavia ben presto il nostro eroe si accorgerà che i sogni non sempre si avverano; Niko infatti si scontrerà subito con le false promesse del cugino: una villa enorme, donne formose e soldi a non finire si trasformeranno in uno squallido appartamento, prostitute e un’attività sull’orlo del fallimento per colpa dei vizi di Roman e di usurai senza scrupoli.

Non avendo altra scelta il nostro alter ego tornerà a guadagnarsi da vivere seguendo le regole della malavita e stringendo rapporti con gente poco raccomandabile. Il gioco sarà quindi un lungo viaggio in compagnia del pessimismo di Niko, che vede Liberty City come un luogo di inutili speranze, e l’ottimismo di Roman che considera la metropoli una terra fatta di opportunità da cogliere e da sfruttare.

L’ottimo lavoro svolto nel dare credibilità ai sentimenti (positivi e negativi) che danno vita ai protagonisti e alla città ci offre la possibilità di analizzare GTA IV da due differenti prospettive.

DAL PUNTO DI VISTA LUDICO

Iniziamo dal lato meno entusiasmante. Per quanto riguarda il game-play Grand Theft Auto IV si rivela un gioco d’azione piuttosto ripetitivo e privo di significanti innovazioni: nel 90% dei casi il nostro compito sarà quello di raggiungere e accettare l’incarico di un mandante, spostarsi verso l’obiettivo e, una volta arrivati, uccidere chiunque ci si pari di fronte per poi fuggire dalla polizia.

Potremo sfruttare un arsenale degno di Rambo e un sistema di coperture simile a quello visto in Gears Of War e Uncharted ma tuttavia è piuttosto disarmante notare il superficiale bilanciamento delle missioni, alcune troppo semplici, altre difficili e frustranti. Come vuole la tradizione anche questo GTA è pieno di missioni secondarie e mini-giochi che spaziano dal biliardo ai salti acrobatici da affrontare con le auto rubate, dal bowling alle corse clandestine, dal cacciare i piccioni al conquistare le ragazze, guardare la tv, navigare in internet e altro ancora.

DAL PUNTO DI VISTA ARTISTICO

Liberty City è un opera d’arte. Non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello espressivo: la città pullula di gente il cui modo di comportarsi è influenzato dalle proprie possibilità economiche e dal quartiere in cui vive. Volgari, magre, eleganti, grasse, sportive, stravaganti, ricche, povere, tutte persone che danno vita a una società che non si discosta più di tanto da quella reale.

Rockstar sembra voler servirsi di Liberty City per prendere in giro la realtà caotica, violenta e deviata delle metropoli moderne, che tuttavia possono anche diventare romantiche di fronte a un panorama mozzafiato come le luci dei grattacieli viste dall’alto o il tramontare del sole che si infrange sull’acqua.

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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