Heavy Rain

09/03/2010

Chi non ha mai visto o letto trame basate su assassini che lasciano alle loro spalle un elemento che li contraddistingue? Generalmente c'è un agente (polizia, FBI, privato) o un membro della famiglia della vittima che si mette alla ricerca del pazzo in questione e alla fine lo trova... oppure no.

Con Heavy Rain preparatevi a vivere una grande storia scritta e sceneggiata da Quantic Dreams.

“La pioggia crea uno scenario opprimente in tutta la città, mi risveglio trovandomi in mano un  origami e so che un assassino rapisce i bambini e li fa ritrovare dopo quattro o cinque giorni morti affogati nella pioggia, con un origami vicino e un' orchidea sul petto.

Sono io? Non ricordo niente dopo questi momenti di blackout, devo parlarne con il mio psicologo, devo superare la morte del mio primo figlio sennò non riuscirò a migliorare il rapporto con il secondo dopo la separazione da sua madre.”

Questi sono i pensieri del nostro primo personaggio (in totale sono quattro) che andremo ad impersonare durante questo “gioco”, perché di gioco si dovrebbe trattare anche se, come capiremo presto, da giocare c'è ben poco (e che poco!).

Innovazione? Laser-disc Style!

Il sistema di controllo, tanto decantato dagli sviluppatori, alla fine si rivela essere un’ infinita serie di quick-time-event ben congeniati e ben amalgamati. Heavy Rain non si “gioca” ma si “Vive” passo dopo passo affrontando le scelte che ci verranno proposte, cercando di compierle il più velocemente possibile poichè, proprio come accade nella vita reale, non abbiamo sempre il tempo necessario a riflettere e pensare. In Heavy Rain non mancheranno comunque momenti riflessivi in cui si cercherà di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. 

Continua...

Mirko Di Pasquale di gamesearch.it
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