Operation Wolf

03/03/2011

Dopo la Guerra del Vietnam, negli anni settanta e ottanta i film con protagonisti soldati nerboruti alle prese con basi terroristiche (rigorosamente nascoste nella jungla) e con tanto di ostaggi da salvare, erano piuttosto frequenti. I videogiochi fecero anch’essi la loro parte e nel 1987 Taito Corporation pubblicò Operation Wolf, un titolo che presto divenne un classico da sala giochi.

IL MIGLIORE AMICO DELL’ UOMO

Nel corso dei sei livelli del gioco vestiremo i panni di un coraggioso soldato americano il cui obiettivo è quello di infiltrarsi in territorio nemico e liberare i prigionieri dal campo di concentramento.
Operation Wolf è però un titolo in soggettiva e, almeno nella versione da bar, al giocatore veniva offerta la possibilità si impugnare un mitra per sparare a tutto quello che si muove sullo schermo facendo però attenzione a non colpire gli innocenti (infermiere, ragazzini e persino qualche donzella in costume da bagno).

Una volta iniziato il gioco ciascun livello scorrerà orizzontalmente (come fossimo su dei binari) e non terminerà fino a quando il contatore dei nemici, posto nella parte inferiore destra dello schermo, non avrà raggiunto lo zero. Ad opporsi al nostro incedere troveremo non solo soldati ma anche diversi mezzi pesanti come elicotteri, blindati e altro ancora.
A darci una mano, oltre ai colpi del mitra, avremo a disposizione anche missili e alcuni rari power-up per ripristinare l’energia o per rendere illimitati i nostri proiettili per alcuni secondi.

Il titolo della Taito vanta un gameplay decisamente immediato ma piuttosto ripetitivo. Fortunatamente l’accurata collocazione dei nemici e la brevità delle missioni impediscono al gioco di diventare noioso.
Operation Wolf non è dunque un’esperienza particolarmente complicata e longeva anche se, una volta portato a termine, potremo rigiocare con un livello di difficoltà decisamente incrementato.

Dal punto di vista tecnico il lavoro svolto dagli sviluppatori è di buona fattura: la varietà dei livelli è piuttosto scarsa ma la definizione degli sprites e degli sfondi è decisamente ottima. Sono presenti inoltre alcuni elementi con cui interagire quali casse e finestre da distruggere o alberi che si scuotono una volta colpiti.
Ottima la scelta di non inserire la colonna sonora durante le missioni ottenendo così una maggiore immersione da parte del giocatore

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
Leggi l'articolo originale su www.gamesearch.it