Sonic The Hedgehog

16/03/2010

Fino alla fine degli anni ottanta la guerra delle mascotte videoludiche sembrava terminata con l’inesorabile vittoria del paffuto idraulico di casa Nintendo. Ma ecco invece che la Sega, nel 1991, riapre la battaglia proponendo un simpatico porcospino blu dalle scarpette rosse e a punta: Sonic The Hedgehog.

Questo platform adrenalinico riscuote da subito molti favori diventando in poco tempo la punta di diamante del Sega Megadrive. 

Corri e non ti fermare!

Il nostro scattante eroe è rimasto l’unica speranza per gli indifesi animaletti che popolano il pianeta; il goffo e perfido Dottor Ivo Robotnik (detto anche Eggman) ha infatti deciso di trasformare tutti i piccoli amici di Sonic in robot diabolici e servirsene per conquistare il mondo.

Il nostro compito sarà ovviamente quello di correre ed evitare tutte le trappole e i trabocchetti in modo da arrivare alla fine dei livelli e liberare gli animali rapiti.

La storia non è certo originale, ma poco importa in questo platform game il cui vero punto di forza è proprio la velocità, in alcuni casi talmente elevata da impedirci di capire cosa sta realmente accadendo sullo schermo. Questa peculiarità può sembrare un punto a sfavore del gioco ma in realtà il design dei livelli è stato concepito con tale cura e attenzione, da riuscire a rendere divertenti ed esaltanti anche le situazioni più veloci e frenetiche. 

Per far fronte a un gameplay di questo tipo occorre certamente un sistema di controllo altrettanto efficace. Con l’arrivo di nuove console, di solito i giochi richiedono un maggior numero di comandi in modo da sfruttare appieno tutti i tasti dei nuovi joypad.

Sonic The Hedgehog va però contro questa tendenza; tutti i pulsanti del pad servono per fare un’unica semplice cosa: saltare. 

Su e giù per le colline

Sonic The Hedgehog dimostra che gli sviluppatori conoscevano a fondo le caratteristiche della loro console. Il comparto grafico è infatti colorato, dettagliato e il frame-rate si mantiene costante anche ad “alta velocità”.

Anche l’audio si difende piuttosto bene: gli effetti sonori non sono molti ma i motivetti che ci accompagnano sono talmente coinvolgenti che spesso, una volta finito di giocare, ci ritroveremo a canticchiarli.

Continua...

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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