Art Of Fighting

08/11/2010

Dopo il parziale insuccesso di Fatal Fury pare non esserci modo di contrastare Street Fighter II che continua ad essere il titolo più gettonato nelle sale giochi. Eppure nel 1992 la SNK decide che con Art Of Fighting (Ryuko No Ken in oriente) è finalmente giunto il momento di ritentare la scalata al vertice del genere picchiaduro uno-contro-uno.

IL PUGNO DEL DRAGO E DELLA TIGRE

Ancora una volta teatro della vicenda saranno i borghi e i locali di Southtown (già conosciuti in Fatal Fury). Ryo Sakazaki (detto “Il Dragone Invincibile”) e Robert Garcia (soprannominato “La Tigre Possente”) sono entrambi discepoli della scuola Karate Kyokugen. Nonostante la rivalità in ambito sportivo tra i due esiste un profondo legame, una sincera amicizia che si rivela fondamentale per ritrovare Yuri, la giovane sorella di Ryo improvvisamente scomparsa da casa.

Questa è in sostanza la storia di Art Of Fighting che si svilupperà ogniqualvolta sconfiggeremo uno dei loschi combattenti che ci separano dall’enigmatico Mr. Karate.

QUEI DUE MI RICORDANO QUALCUNO

La modalità Single Player offre la possibilità di impersonare soltanto i due protagonisti, Ryo e Robert i quali, se si esclude l’aspetto esteriore, sono praticamente identici sia nello stile di lotta che nell’ esecuzione delle tecniche speciali (per questo motivo ricordano molto Ryu e Ken, personaggi simbolo del celebre picchiaduro della Capcom).

L’unico modo per selezionare gli altri lottatori è sfidare un amico; nella modalità due giocatori è infatti possibile utilizzare anche gli antagonisti di Art Of Fighting.

Il picchiaduro targato SNK (creato per le console Neo Geo) sembra quindi partire col piede sbagliato ma una volta iniziato a giocare ci si rende conto di trovarsi di fronte a qualcosa di particolare (soprattutto per gli standard di allora): gli sprites di notevoli dimensioni e gli sfondi di buona fattura generano un ottimo impatto estetico impreziosito dal frequente effetto zoom della telecamera che si avvicina o allontana a seconda della distanza fra i due lottatori. Altra caratteristica degna di nota è l’aspetto dinamico dei combattenti: durante ogni scontro sui volti compariranno ferite e contusioni, effetto finora mai usato in un altro picchiaduro.

Unica nota dolente al lavoro grafico sono le animazioni piuttosto esigue che rendono i movimenti alquanto scattosi.

Le innovazioni di questo gioco non si fermano al lato esteriore: Art Of Fighting porta una ventata di aria fresca al genere introducendo la Rage Gauge, una “barra dello spirito” (posta sotto l’energia vitale di ciascun personaggio) che si esaurisce con l’utilizzo delle mosse speciali.

La Rage Gauge rende quindi gli scontri più strategici in quanto limita l’abuso delle tecniche più devastanti. Premendo gli appositi tasti si può comunque ricaricare la nostra barra oppure diminuire quella dell’avversario; queste opportunità vanno però usate con cautela poiché ci lasciano privi di difesa per alcuni secondi.

Art Of Fighting è inoltre il primo picchiaduro a permetterci di eseguire (completando un particolare bonus stage) una “Super mossa speciale” in grado di danneggiare seriamente l’avversario con un solo colpo. Come se non bastasse è possibile lanciare un potentissimo “Attacco Disperato” qualora restassimo con meno del 25% di energia vitale e la barra dello spirito ancora intatta.

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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