Super Mario Bros.

12/05/2010

Il 1985 è senza dubbio un anno molto importante per la Storia dei videogiochi. E’ l’anno in cui un certo Shigeru Miyamoto dimostra al mondo intero che con soli 35 Kilo-bytes di spazio è possibile dar vita a un titolo che eccelle in ogni sua parte. Il 1985 è l’anno di Super Mario Bros.

L’IDRAULICO PIU’ FAMOSO DEL MONDO

E’ impossibile non provare almeno un pizzico di orgoglio nostrano nel dire che la Nintendo, per il gioco che l’ha resa leader nel mondo dell’intrattenimento elettronico, ha scelto come protagonista proprio un idraulico paffuto dal nome tutto italiano: Mario.

In Super Mario Bros. il nostro compito sarà quello di salvare la Principessa Toadstool dalle grinfie del malvagio Bowser, un grosso lucertolone deciso a portare scompiglio nel Regno dei Funghi.

Una storia semplice dunque, ma che ben si adatta al profondo senso di immediatezza che trasmette il gioco: con Super Mario Bros. basta infatti una semplice occhiata per capire subito cosa bisogna fare, come bisogna muoversi, qual è il nostro obiettivo e quali sono le trappole da evitare; una volta impugnato il joypad servono solo pochissimi istanti per sentirsi appagati ed in sintonia con il sistema di controllo, una sensazione che pochi altri giochi (soprattutto all’epoca) hanno saputo trasmettere.

Il mondo di Super Mario Bros. è composto da otto zone, ciascuna suddivisa in quattro livelli.

Nei panni di Mario (o di Luigi qualora volessimo sfidare un amico) dovremo riuscire a raggiungere la fine di ogni area correndo e saltando da una piattaforma all’altra, evitando trabocchetti e precipizi, affrontando tutta una serie di simpatici mostriciattoli diventati famosi tanto quanto il loro protagonista. Queste sono tutte azioni che facevamo anche in altri titoli ma, prima del 1985, mai con la stessa semplicità, velocità, fluidità e sicurezza che Super Mario Bros. ha finalmente introdotto nel mondo dei videogiochi.
Non mancano inoltre passaggi segreti, monetine e power-up per aiutarci a vivere questo gioco che diventa via via più difficile ma (grazie a uno dei migliori level-design della storia) anche sempre più irresistibile.

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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