Rez

22/09/2010

Certe volte arrivano titoli capaci di mettere in ginocchio la critica, spiazzata di fronte a opere che si distaccano dai giochi tradizionali.

Nel 2001 Tetsuya Mizuguchi (creatore di Sega Rally e Space Channel 5) propone prima su Dreamcast e poi su Playstation 2 (versione provata) un’opera difficile da incasellare tra le normali categorie di videogames.

CHE ROBA E’ ?

Si può iniziare a descrivere Rez come uno shooter a scorrimento pieno di nemici da eliminare prima di affrontare i consueti boss di fine livello.

Tuttavia il titolo realizzato dalla nipponica United Game Artists si spinge oltre rendendo il giocatore una sorta di deus ex machina, l’unico in grado non solo di risvegliare Eden (obiettivo dell’avventura) ma anche di influire sull’estetica e sulla musica del gioco.

RISVEGLIA I SENSI

Il cyber-spazio in cui è ambientato Rez assomiglia molto alla realtà virtuale tipica dei film di fantascienza, con elementi fluttuanti in un mondo essenziale ma ricco di stile, quasi totalmente privo di textures e fatto solamente di linee e contorni che cambiano a seconda del nostro modo di giocare; a noi è infatti affidata la scelta di colpire dei particolari cubi luminosi (chiamati Guardiano Della Password) per modificare lo scenario in un continuo mutare di forme e colori.

La colonna sonora, rigorosamente tecno, è parte essenziale dell’esperienza: a seconda delle nostre azioni daremo vita a particolari effetti audio che andranno a completare la musica.

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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